IL ROSARIO
MISTERI DOLOROSI (marted�, venerd�)
Nei misteri dolorosi ricordiamo il dolore di Ges�. Egli si � fatto uomo e ha lottato, sperato e sofferto per ognuno di noi. Per darci la vita ha offerto la sua vita. Per questo ci fermiamo davanti all'umanit� di Ges� ed amando lui impariamo a provare commozione per ogni uomo che come lui soffre ed � solo. Quando c'� un uomo che soffre, � il Signore stesso che continua la sua passione e attende con noi la risurrezione.
I MISTERO
Ges� prega nell'orto degli ulivi
Dal Vangelo secondo Luca:
Uscito se ne and�, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: "Pregate, per non entrare in tentazione". Poi si allontan� da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volont�". Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava pi� intensamente; e il suo sudore divent� come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, and� dai discepoli e li trov� che dormivano per la tristezza. E disse loro: "Perch� dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione". (Lc 22, 39-46)
I discepoli si addormentano. Nemmeno l'angoscia di un sofferente riesce a scalfire il loro cuore. Preoccupati pi� di se stessi che di Ges�, lo lasciano solo. Solo un angelo lo conforta. Ges�, invece, pur avendo tutte le ragioni di badare a s�, torna verso i discepoli e chiede: perch� dormite? La domanda giunge sino a noi: Perch� dormite? A Ges� non resta che affidarsi al Padre: "Padre se vuoi allontana da me questo calice, tuttavia non sia fatta la mia ma la tua volont� ". E' la stessa fiducia che traspare nelle sue ultime parole: "Padre, nelle tue mani affido il tuo spirito". Come il Padre non ha mai abbandonato il popolo di Israele, cos� non abbandona il suo Figlio prediletto. Nella gola della morte, nel buio pi� totale, il Figlio sa, anche se la realt� sembra dirgli solo parole di fine, che la sua vita non finir�.
Ti prego, o Signore, per tutti gli uomini che sono soli nella sofferenza e nell'angoscia. O Signore, tu che hai vinto la morte concedi loro la consolazione della tua presenza.
Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria.
II MISTERO
Ges� � flagellato
Dal Vangelo secondo Matteo:
Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Ges�, per farlo morire. Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato. Ges� intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l'interrogo dicendo: "Sei tu il re dei Giudei?". Ges� rispose "Tu lo dici". E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla. Allora rilascio loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges�, lo consegno ai soldati perch� fosse crocifisso. (Mt 27,1-2; 11-12; 26).
E' facile condannare Ges�, l'uomo buono e misericordioso. � facile suscitare l'invidia dei cattivi, l'ira dei servi del male, il dispetto di chi vuole che nulla cambi. Quella di Ges� � una storia straordinaria e comune nello stesso tempo. Straordinario � il suo amore per tutti; comune, invece, � l'odio e l'inimicizia per chi opera il bene. In tanti vanno contro di lui. Non si sa chi lo colpisce: "Chi ti ha percosso?" In quel volto vediamo i tanti volti dei sofferenti di oggi, accanto a noi e lontano da noi, a volte si tratta di paesi interi oppressi dalla violenza e dalla miseria. Non lasciamoli soli, come fu lasciato solo Ges�. Preghiamo per loro. Maria, che ben conosce il patire, ci invita a stare con lei per seguire Ges� sin sotto la croce.
Ti prego, o Signore, perch� la tua voce parli al cuore degli uomini, preoccupati solo del proprio benessere, perch� ti riconoscano e ti servano nel volto di chi � povero e solo.
Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria.
III Mistero
Ges� � coronato di spine
Dal Vangelo Secondo Matteo:
Allora i soldati del governatore condussero Ges� nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: "Salve, re dei Giudei!". E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. (Mt 27,27-30).
Tanta gente non sa quanto vale un uomo. Non sa quanto vale un anziano, una donna, un bambino. Sa solo quanto vale se stesso. E ovviamente ognuno considera se stesso come un grande valore. Sappiamo pure quanto valgono i forti e i potenti, ma non sappiamo quanto vale un uomo. Un uomo non vale nulla di fronte a una folla impazzita, davanti a gente assetata solo di guadagnare. Facilmente allora si continuano a moltiplicare le corone di spine da mettere sul capo di milioni di uomini e di donne, per colpire e umiliare. Ges� � uno di questi uomini che non valgono niente. Eppure � il Figlio di Dio. Riconoscere il valore dell'uomo � amarlo; solo l'amore fa capire il valore dell'uomo. Per questo Dio ha inviato il suo Figlio.
Ti prego, o Signore, per i condannati, i torturati, i carcerati, i perseguitati, i prigionieri in esilio, le vittime di ogni guerra, perch� siano la corona della famiglia di Dio.
Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria.
IV Mistero
Ges� sale al Calvario
Dal Vangelo secondo Matteo:
Dopo averlo cos� schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. Giunti a un luogo detto Golgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: "Questi � Ges�, il re dei Giudei". Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. (Mt 27,31-38).
Ges� � portato sul Golgota. Ad un uomo di Cirene, uno straniero, viene data la croce. Capita ancora oggi! E poi viene inchiodato su di essa. Quanta sofferenza su quella croce! Quanta sofferenza nel mondo! Sulla croce c'� scritto: "Costui � Ges�, il re dei Giudei". Per tutti era una burla. Invece, era la verit� . Davvero Ges� � un re che esercita il suo potere tra i torturati, tra i poveri, tra i malati, tra gli oppressi, tra i condannati a morte. Tutti costoro sono la sua corte, la sua vera “passione�, ossia coloro per i quali si appassiona. � venuto per liberarli. Viene ancora oggi a liberare tutti dal male. Quella croce non � una condanna: � la via della salvezza. Sulla croce � stato sconfitto l'amore per s�. Dalla croce regna l'amore senza limiti per gli altri.
O Signore, che sali sul Calvario, fa' che io rivolga i miei occhi a te crocifisso, perch� trovi la salvezza che vince il male e la morte.
Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria.
V Mistero
Ges� muore sulla croce
Dal Vangelo secondo Matteo:
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Ges� grido a gran voce: "El�, El�, lem� sabact� ni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perch� mi hai abbandonato?". Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Costui chiama Elia". E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fisso su una canna e cos� gli dava da bere. Gli altri dicevano: "Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!". E Ges�, emesso un alto grido, spiro (Mt 27,45-50).
La storia � finita. Non c'� un grande discorso, ma un urlo. E' il versetto iniziale del Salmo 21: "Dio mio, Dio mio, perch� mi hai abbandonato?". Ges� lo urla da solo. C'� un altro grido, e tutto sembra terminare. Ma quel grido attraversa i secoli e raccoglie le urla di tutti i disperati. Quel grido, se lo ascoltiamo, � come un terremoto. Giunge sino a noi e bussa ai nostri cuori perch� si aprano all'amore e alla compassione. Se lo ascoltiamo, la storia non � finita, ricomincia dalla piet� . Maria, la madre di Ges�, non � fuggita come gli apostoli, stava sotto quella croce, ha raccolto quel grido ed � divenuta la madre dei credenti.
Ti prego, o Signore, concedimi di non essere indifferente e lontano, ma come il buon ladrone possa dire: "Ricordati di me nel tuo regno".
Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria.
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