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ROMA - Una societ� di anziani tanto nei Paesi industrializzati che in quelli di via di sviluppo: entro il 2050 l'et� media della popolazione e' destinata ad aumentare di circa 10 anni, salendo a 36 anni dagli attuali 27. E' quanto emerge dai dati internazionali piu' recenti, elaborati nel libro "Complesso pensioni-sanit�", di Alessandro Corneli, (Rubbettino editore).

Negli ultimi 50 anni, si rileva nello studio, l'et� media della popolazione mondiale � cresciuta di appena 3 anni, passando dai 24 anni del 1950 ai 27 registrati nel 2000. Entro il 2050, il ritmo di crescita di questo fattore � destinato ad accelerare, lasciando prevedere un aumento dell'et� media di circa 10 anni. Un aumento dell'et� media della popolazione che si sta verificando anche nei Paesi in via di sviluppo, dove si prevede che, sempre entro il 2050, la percentuale delle persone anziane salir� dall'8% del 2000 al 20% della popolazione totale.

Rispetto ai Paesi industrializzati, nelle aree in via di sviluppo "il fenomeno � legato ad un contesto di sviluppo socio-economico meno consolidato; ci� fa prevedere che tali Paesi avranno meno tempo a disposizione per adeguare le loro politiche all'invecchiamento della popolazione", rileva Corneli, studioso di geopolitica e analisi previsionale.

Mentre nei Paesi industrializzati il progressivo invecchiamento della popolazione ha riflessi immediati sul mondo del lavoro e sui conti dello Stato perch� il Welfare, in particolare pensioni e sanit�, incide sulle risorse finanziarie pubbliche e private in modo sempre pi� incisivo, secondo lo studioso nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto in India e in Cina, "il Welfare incide ancora poco sul bilancio dello Stato e sui lavoratori, ma, nonostante ci�, � destinato a crescere e il nodo verr� al pettine tra due o tre decenni".

Nel frattempo i Paesi occidentali si trovano gi� a fare i conti con i cambiamenti che derivano dall'avere una popolazione sempre pi� anziana, con il progressivo aumento della spesa sanitaria e, in generale, un'alterazione della struttura economica tradizionale. Mentre in alcuni Paesi si prevede che il numero dei lavoratori contribuenti rimanga, ancora per un certo periodo, superiore a quello dei pensionati, in Italia le previsioni, conclude lo studioso, "risultano essere piuttosto pessimistiche".

 
Novembre 2004

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