Comunit� di

SANT'EGIDIO

 

 

09/06/2002
Il presidente del Mozambico Joaquim Chissano
visita la Comunit� di Sant'Egidio

Discorso di Joaquim Chissano

Signore e Signori, care amiche e amici,

certo non manca la gioia nel ritrovarmi di nuovo in questa sala. Una sala che, chi non conosce la storia che � dentro queste quattro pareti, pu� pensare sia una sala semplice, ma io credo che sia una sala molto nobile. Ci sono palazzi anche pi� nobili, con saloni molto grandi, con molte tende e molti cristalli, ma a volte hanno molta poca nobilt�, invece questa � veramente una sala nobile. 

Io conosco questa sala perch� qui � stato aiutato il popolo mozambicano a risolvere un problema difficile: finire con la guerra e iniziare un processo di riconciliazione. Un processo nel quale il popolo mozambicano potesse di nuovo prendere nelle sue mani i destini della nazione. Io conosco questa sala perch� per due anni le due delegazioni, una della Renamo e l�altra del governo del Mozambico, si incontrarono qui e, debbo dirlo, � qui che si conobbero le persone che stavano dall�una e dall�altra parte di quella lotta. 

Ma io penso che questa sala non abbia cominciato a pensare alla pace del mondo solo con quell'incontro; se questa sala venne utilizzata � perch� gi� apparteneva ad una organizzazione che si dedicava alla pace nel mondo. E sono certo che molte altre cose sono state pensate in questa sala perch� ci fosse pi� comprensione, pi� armonia, pi� conoscenza tra gli uomini. E� per questo che penso che questa sala � molto nobile.

Noi ricorderemo sempre questi momenti e delle persone che ci legano a tutta l�Italia, al Vaticano: i rappresentanti di Sant�Egidio, Andrea Riccardi, don Matteo Zuppi, che erano ancora tanto giovani, e tanti altri che sono qui, Leone, Chiara e molti altri. Ed anche Raffaelli, rappresentante allora del popolo italiano che stava qui come deputato, ma rappresentava anche il governo italiano. Ci ha condotto all�incontro con il sig. Colombo e alla fine arrivammo alla firma dell�accordo alla presenza del governo italiano, e cos� ha unito tutto il popolo italiano in questo compito.

Noi siamo molto grati per il lavoro che � stato fatto qui per attrarre l�attenzione di molti popoli del mondo. 

Non � infatti un caso che seguirono da vicino questo processo il Portogallo, la Francia, gli Stati Uniti d�America. E molti altri, forse meno da vicino, ma sempre seguirono quel che stava accadendo qui a Sant�Egidio. Perci�, molte grazie per aver attirato l�attenzione di tutte queste persone e aver continuato ad attrarle oggi per seguire quel che � avvenuto dopo la firma dell�accordo di pace, cio� il consolidamento di questa pace.

Il processo di riconciliazione, come noi diciamo sempre, non riguarda la riconciliazione tra due persone o di un governo con un partito, un governo con una ribellione, ma � la riconciliazione pi� difficile, perch� riguarda tutte le persone che abitano in Mozambico, uomini e donne, tutti coloro che persero i loro genitori, i loro figli, sia con colpi che vennero dai cannoni o dai fucili della Renamo, sia con una bomba caduta da un aereo del governo. 

Tutti costoro avevano bisogno di una riconciliazione. Tutto il popolo mozambicano ha lavorato per la riconciliazione. E noi sentiamo che � una riconciliazione che sta dando frutti. Frutti che tutto il mondo ammira. 

Il primo frutto � essere riusciti a mantenere la pace per dieci anni. Non � frequente che vi sia una firma di accordo di pace senza che una ripresa delle ostilit�. C�� bisogno di tempo per ricomporre ci� che � stato messo in contrapposizione dalla guerra o l�ostilit�. 

Il secondo frutto � essere riusciti ad avere un Parlamento in cui le parti sono tutte rappresentate, con il riconoscimento di un governo che esiste, dove ci sono partiti che si parlano e che arrivano talvolta anche a votare  alcune risoluzioni all�unanimit�. E� stato il caso del nuovo Inno nazionale, un inno per il quale alcuni si sono lamentati perch� mancano alcuni simboli della grande lotta che ci ha condotto alla liberazione dal colonialismo portoghese, ma tutti sono soddisfatti perch� questo nuovo inno, che nessuno ha timore di cantare, unisce perfettamente tutto il popolo mozambicano e tutta la gente lo canta oggi a pieni polmoni. Questo � stato approvato all�unanimit�. 

Un altro voto all�unanimit� ha portato a dichiarare il 4 ottobre, anniversario della pace firmata qui a Roma,  giorno festivo nazionale che deve essere celebrato tutti gli anni. E� stata una decisione presa all�unanimit�, con gioia e danze, nel decennale della pace. Questo significa che si tratta di un giuramento, di una determinazione che il Mozambico non torner� mai pi� alla guerra.

E' da gennaio che stiamo celebrando questi dieci anni di pace e Sant�Egidio � con noi, in nessun momento noi dimentichiamo di ricordarvi. Non si pu� ricordare il 4 ottobre senza andare con il pensiero a Sant�Egidio.

Un altro frutto di questo lavoro � la nostra crescita economica. Una crescita economica che � ammirata in tutto il mondo. E sono frutti anche la crescita dello sviluppo umano, un aspetto che ancora la gente non vede con chiarezza, ma i dati indicano che la crescita economica in Mozambico non � solo una crescita di numeri, ma � anche crescita della qualit� della vita della popolazione. I numeri indicano qualcosa, ma non sono solo numeri: � la popolazione che lo sente. 

Questi sono frutti della pace. Sono frutti del lavoro che � stato realizzato in questa sala. 

Per questo le notti insonni che avete passato non dovete ricordarle con tristezza, ma con gioia, perch� hanno dato frutto. Se fosse stato il contrario, avreste dovuto lamentarvi, ma invece in Mozambico si vede che � valsa la pena. 

Ci sono alcuni impegni economici ben visibili nel nostro Paese. Ci sono investimenti che stanno arrivando perch� il mondo ha fiducia nel nostro Paese. Lo Stato del Vaticano ha costruito una residenza, segno che pensa che il Paese sia sul buon cammino. E verranno presto costruite altre ambasciate; l�Olanda, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia hanno gi� costruito.  Grandi industrie di alluminio, di gas, sono in arrivo. Strade grandi, come quella da Montepuez fino a Lichinga sono in costruzione. 

Il Mozambico sta trovando il suo posto nell�Africa Australe e nel mondo in generale. E tutti questi sono frutti di quel che noi facemmo qui, in questa sala.

Perci�, il mio compito era dire: molte grazie. Ma il mio compito � dire anche che il vostro lavoro non � terminato, perch� noi viviamo in una regione in cui ci sono ancora dei conflitti. 

Sappiamo degli sforzi che avete fatto altrove, che possono non aver avuto lo stesso successo che in Mozambico, ma � un impegno che dobbiamo tutti continuare. 

Io smetter� di essere presidente della Repubblica del Mozambico nell�anno 2004, ma non smetter� di essere uno di voi in questa lotta perch� ci sia la pace. Questo impegno che ho abbracciato, fino a condurre le delegazioni qui a Sant�Egidio, � un processo che era cominciato gi� anni prima, a partire dal 1987. O anche prima della morte del presidente Samora Machel, abbiamo fatto molte cose per la pace in Mozambico. Perci� non � che quando smetter� di essere presidente della Repubblica la pace sar� dimenticata. 

Resteremo sempre uniti e Sant�Egidio deve continuare, fino a che la pace in Mozambico sia consolidata attraverso la pace negli altri Paesi e l�armonia nella regione australe, per una buona cooperazione tra Italia e Mozambico.

A tutti molte grazie.