Comunità di S.Egidio


 

29/06/2008


�Norme discriminatorie e inutili� Bimbi rom, la rivolta dei cristiani

 

�Papa Giovanni Paolo II in occasione del grande Giubileo del 2000 ha chiesto perdono a nome della Chiesa agli zingari per le tante discriminazioni subite nel corso della storia. E gli Stati? Hanno dimenticato che c�erano anche rom e sinti nei campi di concentramento? Se oggi � maturata una diffusa consapevolezza negativa di cosa sia l�antisemitismo, non mi pare che ci sia nulla di simile a proposito di quello che possiamo definire l�"antigitanismo", un atteggiamento di ostilit� verso gli zingari a prescindere dal loro comportamento, in base alla loro sola natura di "zingari"�. Lo mette subito in chiaro Paolo Ciani che per la Comunit� di sant�Egidio si occupa del rapporto con le comunit� rom e sinti. �Solidariet�, politiche concrete di integrazione e soprattutto conoscenza diretta del mondo rom e sinti per superare i tanti stereotipi negativi che circolano su queste comunit�, considerate "diverse" e quindi in blocco socialmente "pericolose". mentre sono tantissime, ma poco conosciute in Italia le esperienze positive di integrazione�. � questa la ricetta per contrastare la crescente xenofobia e garantire vera sicurezza. E non solo secondo la Comunit� di sant�Egidio o delle associazioni cattoliche impegnate nel sociale. Dice no ai provvedimenti del governo e in particolare contra la �schedatura etnica� la �moderatora� della Tavola valdese, pastora Maria Bonafede che guida una Chiesa di minoranza in Italia e proprio per questo sente �la pesante responsabilit� di riaffermare principi fondamentali e irrinunciabili della societ� civile a difesa di una minoranza, quella rom che �porta su di s� le ferite di pregiudizi�. Ma � la Chiesa cattolica, lo stesso Vaticano a protestare.

Dopo la denuncia fermissima dell�arcivescovo Renato Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti, che ha espresso �disagio e tristezza� per le misure che colpiscono i bambini rom, vi � stata ieri la presa di posizione altrettanto netta della Fondazione Migrantes della Cei. Con una nota ha giudicato i provvedimenti paventati contro i rom non solo �restrittivi e discriminatori� ma anche �inefficaci�. La premessa � che � brutto il clima che si respira in Italia. Con forte preoccupazione - osserva la nota - �si registra il persistere, anzi l'estendersi di un clima di tensione. In questo contesto si stanno predisponendo misure intese a rimuovere le paure degli italiani, si � invece convinti che queste misure, oltre ad essere inefficaci, vadano in direzione contraria�. Per l�organismo della Cei i provvedimenti �destano allarme ed agitazione generale con la previsione di tempi burrascosi per tutti: per chi ne � fatto bersaglio diretto, per chi con maggiore o minore insistenza li ha reclamati e per tutta la nostra societ� italiana�. � una bocciatura sonora di tutta la strategia per la sicurezza messa in campo dal governo Berlusconi ed anche in Europa. �Si continua ad annunciare lo smantellamento dei campi Rom senza indicare sotto quale tetto essi possano sopravvivere; di voler tradurre una irregolarit� amministrativa in un reato da inserire nel codice penale e prolungare, sia pure sotto copertura comunitaria, fino a 18 mesi la reclusione e poi la drastica espulsione di grandi masse di lavoratori che con un filo di speranza sono in cerca di una qualche regolarizzazione; si vuole compromettere di fatto le vie di accesso a chi chiede asilo o protezione umanitaria; si preannuncia, da parte del Parlamento Europeo, la possibilit� di reclusione ed espulsione anche dei minori non accompagnati e, da parte italiana, il prelievo delle impronte digitali ai bambini Rom�. �Tutto questo non significa smorzare le paure e dare tranquillit� alla nostra gente - conclude Migrantes -, ma porre le premesse per riesumare una specie di xenofobia o peggio di discriminazione razziale, di cui anche in Italia si � fatta amara esperienza e della quale non si sa chi possa beneficiarne�, con il rischio che immigrati e rom diventino facile �capro espiatorio� dei mali e dissesti della nostra societ� che hanno ben pi� profonde radici.

Roberto Monteforte