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Liturgia di ringraziamento per il 50mo anniversario della Comunità di Sant'Egidio

10 febbraio, ore 17,30 Basilica di San Giovanni in Laterano

 
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10 Settembre 2012 16:30 | Hanika Hall (close to Gazi Husrev-begova medresa)

Contributo di Niwano


Munehiro Niwano


Rissho Kosei Kai, Giappone

Buonasera, mi chiamo Munehiro Niwano e sono del Rissho Kosei-kai, un’organizzazione laica di ispirazione buddista che ha la sua sede in Giappone. Attualmente sono il preside della Gakurin, che è la scuola della nostra organizzazione.

 Come già espresso nel titolo della tavola rotonda, lo Spirito di Assisi riguarda proprio il “dialogo interreligioso”. Quindi vorrei condividere con voi, in primis gli insegnamenti del Rissho Kosei-kai in merito al dialogo interreligioso, e in secondo luogo, portarvi degli esempi concreti della modalità con cui mettiamo in pratica il dialogo interreligioso. Da ultimo, vorrei accennarvi dei risultati così ottenuti.

 E’ molto importante per noi del Rissho Kosei-kai far pratica nel riconoscere la “natura del Budda” in ogni uomo e venerarla.

Il termine “natura del Budda” indica che non vi è una vita che sia più grande o più piccola di un’altra vita, che ognuna delle nostre vite è la stessa identica e preziosa vita del Budda. Secondo questo significato, le nostre vite possono essere considerate come quella della grande vita dell’universo. Nel Sutra del Loto, il Mai Irriverente Bodhisattva appare come modello nella pratica della venerazione della natura del Budda.

 Quando questo Bodhisattva incontra qualcuno, dice sempre: “ Ti rispetto profondamente. Non sarò mai irriverente o irrispettoso verso di te. Perché? Perché tutti, nel praticare la via del Bodhisattva, diverranno di certo dei budda.”  (Reeves, 338) Unendo le palme delle mani, venerava la natura del Budda delle persone.

 Innervosite dal comportamento del Boddhisattva, che si avvicinava a chiunque e li trattava in modo equo senza distinzione di età o di sesso, alcune persone tentarono di ferirlo con bastoni e pietre. In quella situazione assai pericolosa, questo Bodhisattva si allontanò in fretta dal posto, ma, una volta lontano, continuò a venerare la natura del Budda di queste persone.

Il Mai Irrispettoso Bodhisattva continuò a venerare la natura del Budda in tutte le persone che incontrò nel corso della sua vita. Questa storia ci racconta che nonostante la facile pratica del bodhisattva di venerare la natura del Budda, il fatto di averlo praticato appieno gli ha permesso di raggiungere uno straordinario stato d’essere e di capire dal profondo la natura del Sutra del Loto. Nel continuare a fare questa pratica, riuscì a condurre molte persone verso la vera felicità.

 Anche il fondatore della Rissho Kosei-kai, il Rev. Nikkyo Niwano, fece questa pratica, ispirandosi allo spirito del Mai Irrispettoso Bodhisattva. Anche noi fedeli cerchiamo di trovare la natura del Budda negli altri e di venerare questa natura insita negli altri uomini. Tuttavia, mentre questa pratica risulta essere semplice con le persone che ci piacciono e che sentiamo vicine, non è invece affatto semplice quando si tratta di persone che non ci vanno a genio o che consideriamo come nemici.

 Non è sufficiente venerare la natura del Budda in una determinata persona piuttosto che in un’altra. Proprio come il Mai Irrispettoso Bodhisattva, dovremmo praticarla con tutti in modo equo. Questo è il grande obiettivo che si prefigge questa pratica. In questa pratica, non vi è distinzione alcuna tra le persone appartenenti alle diverse religioni.

 Nel Rissho Kosei-kai, vi è anche un altro insegnamento importante, chiamato l’insegnamento dell’ “unico veicolo”, “eka-yana” in Sanscrito.

 L’insegnamento dell’ “unico veicolo” ci insegna che il mondo è pieno del desiderio del Budda perché gli uomini arrivino ad essere veramente liberi, e che tutti gli esseri viventi sono tenuti in vita come parte integrante di una unica grande vita. L’insegnamento dell’ “unico veicolo” ci insegna inoltre che tutti gli esseri sono preziosi e non sostituibili. Siamo chiamati ad avere piena coscienza di questo, unendo le mani e venerandoci e rispettandoci gli uni con gli altri. Un modo per interpretare questo insegnamento, nonostante ci siano tante religioni, è che la completa armonia può essere realizzata nel momento in cui queste religioni esistono sulla base di questo grande principio universale.

 Per i fedeli del Rissho Kosei-kai, capire nel profondo l’insegnamento dell’ “unico veicolo”, attraverso la pratica della venerazione della natura del Budda, è uno dei capisaldi affinché ci si possa dedicare al dialogo interreligioso.

Detto questo, vorrei condividere con voi il lavoro svolto dal nostro attuale presidente, il Rev. Nichiko NIwano, qui in Bosnia, come esempio pratico dell’insegnamento dell’ “unico veicolo” e della venerazione della natura del Budda. 

Il presidente Niwano, visitò per la prima volta la Bosnia Erzegovina nel 1997, dal 30 settembre al 3 ottobre del 1997. Nonostante la pace fosse stata firmata nel 1995, dopo 3 anni di conflitto, vi era ancora dell’ostilità tra i vari gruppi etnici. Durante la Sua visita come presidente dell’Organizzazione “Religions for Peace”, conosciuta come WCRP (World Conference of Religion and Peace), si incontrò con vari rappresentanti locali delle religioni, visitò anche la OSCE (Organization for Security and Cooperation in Europe), e tutti coloro che erano coinvolti con la WCRP, affinché si potessero scambiare le opinioni e le idee in modo costruttivo e si potesse sottolineare l’importanza della riconciliazione e della cooperazione.

 Gli incontri più importanti si tennero il 1 e il 2 ottobre, dove ebbe l’occasione di incontrare i rappresentanti più importanti delle quattro religioni presenti in Bosnia Erzegovina. Il 1°ottobre, la mattina incontrò l’arciprete Dusan Jovanovic della Chiesa Ortodossa Serba, e nel pomeriggio incontrò l’Imam Mustafa Ceric, il rappresentante supremo della comunità islamica della Bosnia Erzegovina, e il cardinale Vinko Puljic, presidente del Consiglio Episcopale della Bosnia Erzegovina. Il 2 ottobre, incontrò invece il Rabbino Jacob Finci, presidente della comunità ebraica.

 In questi incontri, ascoltò sulla difficile situazione che ognuna delle religioni stavano affrontando per poter andare avanti dopo il conflitto. Mentre li ascoltava, dimostrò il suo profondo rispetto verso ognuno dei rappresentanti, che, nonostante le numerose difficoltà, proseguivano nel loro lavoro e nelle altre attività religiose, e promise loro che avrebbe fatto di tutto con la pubblica amministrazione del Consiglio Interreligioso della Bosnia Erzegovina. Allo stesso tempo, li incoraggiò a fare ognuno uno sforzo per potersi riconciliare.

 La sera del 1° ottobre, il presidente Niwano organizzò una cena, dando l’occasione ai rappresentanti delle quattro religioni di sedersi allo stesso tavolo, cosa che, per svariati motivi, non era possibile immaginare fino a qualche tempo prima.

 Grazie a questa cena, fu possibile organizzare un incontro tra gli stessi quattro rappresentanti religiosi l’anno successivo in Giappone, durante il convegno organizzato dalla WCRP International Supervising Committee, e ne nacque una fiducia reciproca attraverso il dialogo.

 Una volta rientrato in Giappone, in un’intervista, il presidente Niwano disse: “Il Buddismo non prende una posizione, sostenendo che una persona sia assoluta, ma piuttosto valorizza l’idea che tutti gli esseri viventi abbiano la natura del Budda. Ciò significa che tutti gli esseri viventi sono preziosi. […] Noi stessi siamo chiamati a mettere in pratica questo spirito e, allo stesso tempo, dobbiamo sviluppare un metodo per presentare questo modo di approccio buddista alla pace anche alle persone del mondo occidentale.”

 Si può affermare che in ogni suo incontro effettuato in Bosnia il presidente Niwano abbia venerato la natura del Budda in ciascuna delle persone che ha incontrato. Inoltre credo che si possa aggiungere che abbia venerato la “vita” dei rappresentanti religiosi, che si stavano dedicando nel loro ministero a costo della propria vita, e che abbia venerato la “vita” stessa come un tutt’uno pulsante come la natura del Budda di tutti gli esseri viventi. Tutto questo trovava la sua espressione nella sua venerazione delle preziosissime vite dei rappresentanti religiosi.

 Credo inoltre che, la natura del Budda del presidente Niwano, che si è dedicato interamente nella venerazione degli altri, e la natura del Budda dei rappresentanti delle quattro religioni abbiano interagito riuscendo a restaurare la fiducia reciproca. Non si può affermare che, attraverso la pratica della venerazione della “vita” da parte di una persona come il presidente Niwano, non siano emerse la natura del Budda di ciascuno dei rappresentanti bosniaci? Come si poteva immaginare, credo che i rappresentanti del Cristianesimo, dell’Islam, della Chiesa Ortodossa Serba e della comunità ebraica abbiano incontrato il presidente Niwano pregando il proprio Dio. Infatti, si può dire che incontrare il presidente Niwano fu per loro un atto di devozione verso il proprio Dio. Attraverso questo incontro, il loro amore verso Dio ha iniziato a fluire anche verso gli altri, stimolando per così dire, anche la natura del Budda insita in loro.

 Non posso non sentire l’amore di Dio qui in Bosnia, che è riuscita ad appianare le ostilità tra le religioni, a costruire la fiducia reciproca, e, con l’incontro di quest’oggi, anche ad accettare i rappresentanti religiosi da tutto il mondo. Rispettandoci gli uni con gli altri, noi uomini di religione sperimentiamo direttamente la vera pace, ottenuta attraverso la pratica delle proprie fedi, anche a costo della propria stessa vita. Oggigiorno la loro natura del Budda ha iniziato a toccare da vicino la natura del Budda di noi buddisti. La loro gioia di vivere benedice la nostra vita con gioia.

 Abbiamo avuto modo di imparare le virtù acquisite dalla pratica della fede dei leader delle religioni presenti qui in Bosnia attraverso la visita fatta dal presidente Niwano. Come ci viene dimostrato dalla visita del presidente Niwano ai rappresentanti dei leaders religioni in Bosnia, noi fedeli del Rissho Kosei-kai ci impegniamo nella pratica della venerazione della “vita” dei rappresentanti religiosi, che sono impegnati nella vita della fede, affinché si possa continuare a creare fiducia e camminare insieme nella vita, nello sforzo di creare un mondo di pace.

 Vorrei terminare il mio discorso esprimendo il mio augurio affinché la Bosnia diventi un importante simbolo della nostra visione.

 

Messaggio del papa per l'Incontro di Sarajevo
Benedetto XVI

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