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Liturgia di ringraziamento per il 50mo anniversario della Comunità di Sant'Egidio

10 febbraio, ore 17,30 Basilica di San Giovanni in Laterano

 
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10 Settembre 2012 16:30 | Hanika Hall (close to Gazi Husrev-begova medresa)

Intervento di Yokoyama


Ichiro Yokoyama


Tenrikyo, Giappone

Mi chiamo Ichiro Yokoyama e sono il rappresentante del Tenrikyo.
Sono molto contento e allo stesso tempo onorato di poter partecipare all’incontro per la preghiera per la pace di quest’anno.

Il Tenrikyo venne fondato nel 1838 da Oyasama, Miki NAKAYAMA.
In quel tempo, il Giappone stava attraversando un periodo di transizione da una società di tipo feudale a una società moderna, in cui l’80% della popolazione, composta da contadini, era costretta a vivere una vita di stenti.

La fondatrice Oyasama, predicò che sia le persone di rango elevato che i contadini in fondo alla piramide sociale sono tutti figli dello stesso Dio Genitore Tenri-O-No-Mikoto, che quindi gli uomini sono fratelli, il cui obiettivo è aiutarsi a vicenda per la realizzazione della Vita di Gioia su questa terra e che questo modus vivendi è consono alla volontà di Dio Genitore, creatore di questo universo.
Quando il numero dei fedeli, per la maggior parte contadini, iniziò ad aumentare e a formarsi una struttura ben definita, iniziarono anche gli interventi da parte dell’amministrazione e le rimostranze da parte delle altre religioni.
Nonostante questo Oyasama non solo non criticava queste azioni, anzi sosteneva “che anche coloro che si oppongono sono figli diletti di Dio Genitore”, accogliendo così qualsiasi tipo di situazione e continuando a percorrere la via per salvare l’umanità. Proprio sulla base di questo insegnameto di Oyasama, il Tenrikyo ha come scopo la felicità di tutti gli uomini e la pace del mondo, e non l’opposizione ad altre denominazioni religiose.

A differenza di molti Stati, il Giappone è circondato dal mare e non ha confini al suo interno. La quasi totalità degli abitanti appartiene ad una sola popolazione, ha una sola lingua comune e nel corso della storia non vi sono state guerre che abbiano portato alla devastazione completa del Paese. Anche la battaglia di Sekigahara, storicamente considerata come una “battaglia decisiva”, in realtà è stata combattuta da un totale di circa 100.000 soldati tra nemici e alleati e si concluse in 2-3 giorni.

I Giapponesi sono molto versatili e infatti, prendendo ad esempio l’abbigliamento, il cibo o l’arredamento, coesistono sia quelli tipici giapponesi, di stampo orientale, sia quelli di stampo occidentale. Lo stesso vale per le religioni: coesistono infatti tante religioni, che vanno dalle denominazioni di tipo shintoista, a quelle di tipo buddista, cristiane e altre ancora.
Secondo i dati del Ministero dell’Educazione e della Cultura del Giappone il numero complessivo dei fedeli che sono stati dichiarati dalle varie denominazioni religiose è di 199 milioni, vale a dire 8 mila persone in più rispetto ai 120 milioni di abitanti del Paese. Questo significa che un adulto appartiene a due religioni. Ovviamente sono dati estremizzati, ma è la dimostrazione che i giapponesi sono “versatili” anche per quanto riguarda la fede. Infatti non è raro vedere persone che a capodanno vadano in un tempio shintoista, preferiscano sposarsi secondo il rito cattolico e scelgano il rito buddista per il proprio funerale. Ed è anche per questo motivo che in Giappone non vi siano grandi contrasti tra le religioni. Ci potrebbero essere piccoli contrasti per l’accaparramento dei fedeli, ma credo che quasi tutte le religioni siano convinte della possibilità di poter convivere e prosperare reciprocamente.
Questa realtà è la dimostrazione di come la maggioranza dei giapponesi non si leghi a un solo credo, ma viva la fede liberamente. A dispetto di molti Stati in cui la maggior parte della popolazione appartiene a una sola religione, i giapponesi potrebbero apparire come un popolo ateo e senza fede. Tuttavia credo che questa peculiarità possa essere anche il motivo per cui non vi siano grandi contrasti tra le religioni in Giappone.

Il Tenrikyo gestisce un Ospedale Tenri Yorozu-sodansho con 1001 posti letto. Io lavoro come amministratore presso l’ospedale, che è anche rinomato in tutto il Giappone per le sue ottime prestazioni. Oltre ai 230 medici e 700 infermieri, in totale vi sono circa 1700 dipendenti che si prodigano per aiutare le persone malate.
La peculiarità di questo ospedale consiste nella presenza di circa 100 professori del Tenrikyo, nominati dall’ospedale, e ogni giorno una trentina di loro lavorano presso l’ospedale girando per le stanze e dando supporto psicologico ai pazienti. Ovviamente non è un obbligo, ma viene effettuato su richiesta dei pazienti, la maggior parte dei quali, a parte coloro che rifiutano per motivi religiosi, tormentati da pensieri derivanti dalla malattia, ascoltano le parole dei professori e confessano i propri problemi. L’80% dei pazienti non sono fedeli del Tenrikyo, ma avendo “il sorriso e la gentilezza” come motto, effettuiamo lo stesso sostegno psicologico con premura.
Inoltre, su richiesta del paziente, effettuiamo anche la preghiera chiamata Sazuke, in cui, durante la preghiera, appoggiamo le mani sulle parti malate del paziente.

L’importanza della preghiera è un fatto che accomuna tutte le religioni e, in particolare per coloro che sono affetti da malattie, la preghiera ha un grande potere nel migliorarne le condizioni. Non vi è alcuna differenza tra i fedeli del Tenrikyo e i fedeli delle altre religioni e credo che il non escludere gli altri credi sia una delle caratteristiche tipiche dei giapponesi.

Al mondo vi sono molte religioni, a partire dalle cosiddette “grandi religioni” quali il cristianesimo, l’islam o il buddismo. Considerando le differenze nei climi, ambienti, lingue e abitudini esistenti nei vari territori, è stato un processo del tutto naturale che siano nate delle religioni che fossero più adatte al posto. Rispetto al lungo corso della storia, la vita degli uomini è brevissima e molti di questi vivono con delle sofferenze nell’animo. Il desiderio di essere liberati o di essere salvati da queste sofferenze ha fatto sì che nascessero le varie religioni.

Sono convinto che il vero motivo per cui sono nate le religioni sia per salvare gli uomini e per liberarli dalle sofferenze. Infatti gli uomini desiderano veramente la salvezza dell’anima attraverso la fede. Credo che le religioni non debbano essere assolutamente di ostacolo nella costruzione della Vita di Gioia degli uomini. Sarebbe invece una grande tragedia se le religioni, atte a desiderare la felicità e la salvezza degli uomini, dovessero essere in contrasto. Il paradiso non può essere un posto lontano da noi o nell’al di là. Lo scopo della vita umana è quello dell’aiuto reciproco per la realizzazione di una vita serena in questo mondo. Ed è per questo che è necessario continuare sulla strada del dialogo tra le religioni e contribuire per la costruzione di un mondo di pace senza conflitti e di felicità degli uomini.
E’ veramente importante che questo incontro delle religioni venga fatto ogni anno per continuare a contribuire in modo positivo per questo scopo ultimo.
Desidero ardentemente che anche l’incontro di quest’anno possa terminare in modo proficuo e possa fare veramente dei passi in avanti per la pace del mondo e la felicità degli uomini.

       Grazie per l’ascolto.

Messaggio del papa per l'Incontro di Sarajevo
Benedetto XVI

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