change language
sie sind in: home - pressearchiv newsletterkontaktlink

Unterstützung der Gemeinschaft

  
19 Januar 2018

Il commento

Le periferie svuotate. Primo allarme di Francesco

 
druckversion

Papa Francesco parla spesso delle periferie. Si può dire che il breve discorso, che lo fece conoscere ai cardinali —alla vigilia del conclave —, fosse tutto incentrato sulle periferie. Forse questo è stato uno dei motivi della sua elezione. È diventato una moda oggi, nella Chiesa, parlare di periferie? Ma non solo nella Chiesa: è, anzi, uno dei temi più seri del dibattito in Italia e in Europa.
Papa Bergoglio ha evidenziato un problema decisivo del mondo globale: un mondo prevalentemente urbano, quindi dalle tante — anzi dalle soverchianti — periferie. La stessa esperienza personale e pastorale dell’arcivescovo Bergoglio è strettamente legata a una megalopoli del Sud del mondo, Buenos Aires, città dalle grandi periferie urbane e umane.
In Europa, proprio per le questioni connesse al fondamentalismo islamico e allo stesso terrorismo, ci siamo accorti dolorosamente di come le periferie siano uno spazio d’incubazione di gravi problemi per l’intera società. Ma non è però solo questione di sicurezza o terrorismo, bensì di qualità della vita. Infatti, le grandi periferie rischiano di compromettere quel volto che la città europea ha mantenuto con un senso di comunanza di destino, incentrata sulla piazza e sull’incrocio tra ambienti sociali differenti.
Il caso più evidente sono le grandi città del Sud del mondo, che divengono invivibili. Queste sfuggono il centro, divenuto spesso un’area degradata, mentre creano quartieri separati per i benestanti, compound protetti e ben controllati, gated cities, dove ci si difende dal mondo dei poveri e dei marginali. Nelle periferie si addensano i nuovi arrivati e gli emigrati, spesso in ambienti inaccoglienti, dove crescono le giovani generazioni. Significativamente gran parte delle attuali città africane è fatta proprio da periferie, anzi da slum, con abitazioni improprie.
Parigi è circondata da un’enorme periferia, la cosiddetta banlieue, che rappresenta un mondo a parte. Proprio in questa realtà è avvenuta una vera rivolta, soprattutto dei giovani, tra il 2005 e il 2006, che ha mostrato quanto fosse limitato il loro livello d’integrazione specie per i tanti di origine non francese. La banlieue non è più quella dei quartieri operai del secondo dopoguerra dove, accanto all’esclusione, si manifestava la forza del movimento operaio che aveva un suo radicamento profondo.
Nella periferia sono scomparse le reti politiche e sindacali, mentre si è ristretta quella religiosa della Chiesa. La crisi del mondo operaio  — come si può constatare a Torino — ha svuotato le periferie di un tessuto comunitario o di coesione ma anche di una forza propulsiva, nonostante le difficoltà esistenti.

Nell’odierna solitudine di tanti (si pensi al grande mondo degli anziani) e nel vuoto, s’insinuano reti d’altra natura: è stata la storia di mafia-capitale a Roma, quando s’è constatata la presenza di organizzazioni criminali che riempivano spazi sociali. Il dibattito sulle periferie sta crescendo a livello pubblico. E’ un fatto positivo. Si può pensare, in questo senso, alle affermazioni di Renzo Piano sulla necessità di iniziare una stagione di «rammendo» dei tessuti urbani delle periferie. Il governo italiano ha investito significative risorse sul «bando periferie» per una riqualificazione del tessuto urbano periferico.
In questa prospettiva s’inquadrano le parole e le indicazioni di Francesco, che impongono alla Chiesa di misurarsi nuovamente con i mondi marginali, ma anche di convogliare nuove energie — non solamente i preti, una realtà in diminuzione - sul mondo periferico. Siamo divenuti tutti consapevoli che il futuro dell’umanità del XXI secolo si gioca nelle periferie. Questo richiede una dislocazione di attenzione, di risorse, d’impegno sui mondi periferici. Ma vorrei dire soprattutto di passione. Utilizzo questa espressione con convinzione, perché ci vuole una nuova passione. In questo modo si contrasta la tendenza odierna a chiudersi in nicchie, in ambienti protetti, dove magari fare il proprio lavoro in modo eccellente. Cambiare le periferie significa ritessere il tessuto umano sfilacciato di ambienti dove non esistono più comunità né senso di un destino comune. Questo richiede intelligenza, passione e lavoro volontario. Ma — diciamocelo — cambiare le periferie vuol dire salvare la qualità umana delle nostre città.


 LESEN SIE AUCH
• NACHRICHTEN
23 Januar 2018
PERU

Die Gemeinschaft Sant’Egidio von Lima bei Treffen mit Papst Franziskus

IT | ES | DE | FR | PT
13 Januar 2018

Der Welttag des Migranten und Flüchtlings ermutige Europa zur Förderung der Integration – vorbildliches Modell der humanitären Korridore zur Nachahmung

IT | ES | DE | FR | PT | CA | NL
1 Januar 2018
ROM, ITALIEN

Gruß und Ermutigung durch Papst Franziskus für die Teilnehmer der Kundgebungen „Friede auf der ganzen Erde”

IT | ES | DE | FR | PT | NL | HU
22 Dezember 2011

Andrea Riccardi - Internationaler Pressespiegel

IT | ES | DE | FR | PT
all news
• RELEASE
11 Februar 2019
Vatican Insider

Riccardi: tra Italia e Vaticano c’è freddezza ma non rottura

26 Februar 2018
Corriere della Sera - Ed. Roma

Sant’Egidio, il nostro presidio d’umanità contro la solitudine

22 Februar 2018
Famiglia Cristiana

La preghiera sia un urlo contro le guerre

22 Februar 2018
Br-Online

Interview mit Sant'Egidio Mitgründer Andrea Riccardi

21 Februar 2018
Famiglia Cristiana

La rivoluzione dell'amore e della tenerezza, l'unica necessaria #santegidio50

21 Februar 2018
Famiglia Cristiana

I 50 anni di Sant'Egidio. L'abbraccio.

alle pressemitteilungen
• KEINE TODESSTRAFE
10 Oktober 2017

On 15th World Day Against the Death Penalty let us visit the poorest convicts in Africa

7 Oktober 2015
VEREINIGTE STAATEN

The World Coalition Against the Death Penalty - XIII world day against the death penalty

5 Oktober 2015
EFE

Fallece un preso japonés tras pasar 43 años en el corredor de la muerte

24 September 2015

Pope Francis calls on Congress to end the death penalty. "Every life is sacred", he said

12 März 2015
AFP

Arabie: trois hommes dont un Saoudien exécutés pour trafic de drogue

12 März 2015
Associated Press

Death penalty: a look at how some US states handle execution drug shortage

9 März 2015
AFP

Le Pakistan repousse de facto l'exécution du meurtrier d'un critique de la loi sur le blasphème

9 März 2015
Reuters

Australia to restate opposition to death penalty as executions loom in Indonesia

9 März 2015
AFP

Peine de mort en Indonésie: la justice va étudier un appel des deux trafiquants australiens

28 Februar 2015
VEREINIGTE STAATEN

13 Ways Of Looking At The Death Penalty

15 Februar 2015

Archbishop Chaput applauds Penn. governor for halt to death penalty

11 Dezember 2014
MADAGASKAR

C’est désormais officiel: Madagascar vient d’abolir la peine de mort!

gehen keine todesstrafe
• DOKUMENTE

Andrea Riccardi - Oriente y Occidente - Diálogos de civilización

alle dokumente

FOTOS

118 besuche

241 besuche

173 besuche
alle verwandten medien