Luned� 6 Settembre 2004
Casa Ildefonso Schuster, Sala Panighi
Essere cristiani nella globalizzazione: cattolici e ortodossi a confronto

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Teny Pirri-Simonian
Consiglio Ecumenico delle Chiese
  

1.Introduzione

viviamo nell�et� della globalizzazione. Tutto viene visto attraverso il prisma dello sviluppo occidentale neoliberale. Questo processo economico si sta espandendo alle realt� politiche militari, sociali e culturali. La religione non � rimasta indifferente al processo. Abbiamo osservato la rapida crescita delle comunit� o dei movimenti religiosi oltre i loro confini originali e oltre le categorie teologiche e politico sociali. Nell�ambito del cristianesimo potremmo menzionare ad esempio le chiese pentecostali e gli evangelici fondamentalisti. In aggiunta la religione � divenuta fonte di conflitti. Mentre la globalizzazione riunisce le persone, incoraggia anche le differenze. Stiamo perci� notando il sorgere di particolarismi. Nel cristianesimo notiamo il sorgere di denominazionalismi con enfasi sull�identit�, l�etnicit�, il nazionalismo.

Nuovi muri di sospetto e paura vengono costruiti attorno alle persone ogni giorno. Come rispondiamo a questa realt� come cristiani? � sempre pi� necessario per i cristiani essere uniti. Quindi, la preghiera di Ges� � Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perch� tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perch� il mondo creda che tu mi hai mandato.� (Gv 17, 20-21) � un invito urgente da realizzare. E anche se il cristianesimo � stato diviso in dall�inizio, la ricerca di unit� visibile e la necessit� di dialogo sono rimasti una preoccupazione. Senza entrare in profondit� nella storia della chiesa mi concentrer� oggi sugli sforzi di ricerca dell�unit� cristiana a partire dal XX secolo, cio� dall�inizio del movimento ecumenico moderno. Qui dobbiamo ricordare la conferenza mondiale del Movimento Missionario ad Edimburgo ( del 1910) che ha portato alla creazione del World Council of Churches (WCC) nel 1998. un altro avvenimento che ha contribuito a questo processo � stata l�Enciclica del Patriarcato Ecumenico del 1920. Questa enciclica � stata scritta in vista della nascita della Lega delle Nazioni, e si rivolgeva a tutte le chiese cristiane. L�Enciclica e il processo di formazione del WCC potrebbero essere considerate il primo invito alle chiese cristiane a mettere da parte i pregiudizi ed instaurare la koinonia, una comunione di Chiese per dimostrare la forza dell�amore cristiano.

Il 21 Novembre 2004, la chiesa cattolica celebrer� il 40� anniversario della Unitatis Redintegratio (decreto sull�ecumenismo) promulgata nel 1964 da Sua Santit� Papa Paolo VI. In questo decreto la chiamata a tutti i cristiani ad unirsi diventa forte fin dal primo paragrafo: �Promuovere il ristabilimento dell'unit� fra tutti i cristiani � uno dei principali intenti del sacro Concilio ecumenico Vaticano II. Da Cristo Signore la Chiesa � stata fondata una e unica, eppure molte comunioni cristiane propongono se stesse agli uomini come la vera eredit� di Ges� Cristo. Tutti invero asseriscono di essere discepoli del Signore, ma hanno opinioni diverse e camminano per vie diverse, come se Cristo stesso fosse diviso. Tale divisione non solo si oppone apertamente alla volont� di Cristo, ma � anche di scandalo al mondo e danneggia la pi� santa delle cause: la predicazione del Vangelo ad ogni creatura�.(par. 1) L�anno seguente, al Vaticano II, la Chiesa Cattolica Romana si � impegnata irreversibilmente nel cammino dell�impresa ecumenica.

Dialoghi bilaterali e multilaterali hanno fatto seguito a questi eventi storici. Rappresentanti delle chiese ortodosse e cattoliche romane si sono incontrati in entrambi nelle relazioni ufficiali di Dialogo Internazionale tra Ortodossi e Cattolici. Per quanto riguarda il dialogo multilaterale � importante ricordare il WCC, di cui la chiesa Cattolica non � membro ma � un membro della commissione di fede e Ordine instaurata nel 1968, la Commissione sull�evangelizzazione e le Missioni nel Mondo, il Consiglio dell�Istituto Ecumenico di Bossey, e partecipa ai meeting dei Gruppi di Studio, quali quello sull�educazione, la giustizia e la Pace. Ancora pi� si dovrebbe ricordare il Joint Working Group (JWG) tra la Chiesa Cattolica Romana e il WCC. Il JWG � stato creato nel 1965 dopo il Concilio Vaticano II come strumento di questi due corpi imparentati per discutere temi di preoccupazione comune, e contribuire al dialogo su temi di attualit� sull�agenda ecumenica.

All0�inizio del XX secolo, nel 1908, il Vaticano ha promosso la �Settimana di preghiera per l�Unit� dei cristiani�. All�inizio l�unit� doveva essere ottenuta dagli individui mediante l�abbandono delle loro chiese di origine e l�unione con la Chiesa Cattolica Romana. � ora un evento ben accettato dove cristiani di tutto il mondo si ritrovano per pregare. Questi sforzi multilaterali hanno rappresentato delle opportunit� sia per i rappresentanti della chiesa cattolica romana che di quella ortodossa per riaffermare quello che le tiene unite nelle loro tradizioni, e ha aperto la strada per avere rapporti con le chiese riformate.

Il programma del Consiglio Mondiale delle Chiese e i documenti della Commissione Fede ed Ordine � per esempio lo studio sul Battesimo, l�Eucaristia e il Sacerdozio, la Fede Apostolica, la Natura e gli Scopi della Chiesa � sono serviti come la base per diversi dialoghi bilaterali.

II. Accordi Teologici Bilaterali

Chiese ortodosse orientali

Le discussioni teologiche bilaterali sono diventate il luogo dove le chiese discutono le preoccupazioni teologiche, dottrinali e pastorali. � diventato un metodo con cui si raggiunge il consenso su questioni collegate alla base della fede. Il dialogo tra i cattolici romani e gli ortodossi � iniziato dopo alcuni travolgenti eventi degli anni Sessanta.

Il primo evento � stato l�incontro tra il Patriarca ecumenico Athenagora e Papa Paolo VI a Gerusalemme. Facendo seguito a questo incontro, il 7 dicembre 1964, gli anatemi formali del 1054 sono stati tolti. Rapporti basati sull�amore hanno sostituito le antiche memorie.

Nel 1979, dopo la visita di Papa Giovanni II al Patriarca Dimitrio I, � stata stabilita la Commissione Comune per il Dialogo Teologico tra la chiesa cattolica romana e la chiesa ortodossa. Insieme alla commissione sono iniziati scambi di visite semestrali delle delegazioni in occasione delle reciproche festivit�.

Un dialogo fruttuoso � continuato durante il periodo 1980-1990. Difficolt� nell�Europa Orientale e Centrale dopo la caduta del comunismo. Queste difficolt� erano dovute a diversi fattori. Prima di tutto lo statuto delle chiese cattoliche orientali e la questione della propriet�. La situazione in Ucraina. Per la commissione questi facevano nascere domande teologiche, pastorali, storiche e canoniche che necessitavano di un ulteriore studio (come riferimento il Communiqu� dell�ottavo incontro a Emmistsburg � Baltimora, USA, 9-19 luglio 2000). Secondariamente, emersero nuove correnti nelle chiese che identificavano l�ecumenismo con il tradimento della fede cristiana. Come terzo punto, il conflitto nella ex-Yugoslavia (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo) e la questione dell�identit�.

2. Chiese ortodosse orientali

La famiglia ortodossa orientale ha una lunga storia di relazioni con la Chiesa cattolica romana soprattutto nella regione del Medio Oriente. La relazione della Chiesa Apostolica Armena risale ai tempi dei crociati . per lungo tempo le Chiese appartenenti a questa famiglia hanno portato avanti dialoghi a livello individuale e hanno fatto affermazioni fondate sui loro specifici rapporti. Nel 2001 sono cominciate conversazioni con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell�Unit� dei Cristiani ed � cominciata una seconda fase di dialogo. Essi si trovano attualmente al punto della fissazione dei temi e dei metodi per un dialogo volto a superare le loro divisioni teologiche. Al loro incontro nel gennaio 2003, la commissione ha firmato un accordo cristologico.

Contemporaneamente a questi diversi eventi, alcuni documenti vaticani allargavano le ferite esistenti. � triste pensare che il frutto positivo dei dialoghi bilaterali fondati sull�apertura e l�amore debba marcare il passo come risultato di lettere e di encicliche pubblicate dalla Santa Sede. Tra queste menzioner� la Dominus Jesus, che ha rimandato al corrente punto di vista della Chiesa Cattolica sulle altre denominazioni cristiane. Insieme all�enciclica � arrivata la lettera del cardinale Ratzinger alle Conferenze Episcopali secondo cui la Chiesa Cattolica � la Chiesa �madre� di tutte le Chiese Cristiane, e perci� ha chiesto loro di non far riferimento alle altre Chiese, inclusa quella Ortodossa, come Chiese �sorelle�. Questa affermazione � in contraddizione con lo spirito del Decreto sull�Ecumenismo, col Concilio Vaticano II e con la Ut Unum Sin(l�enciclica di papa Giovanni Paolo II pubblicata il 25 maggio 1995). Sono state espresse decise reazioni e come ha messo in guardia il Consiglio Mondiale delle Chiese, �Simili affermazioni potrebbero mettere a repentaglio o addirittura danneggiare il dialogo ecumenico perch� questo preclude ulteriori discussioni su questioni scottanti relative alla testimonianza cristiana in rapporto ad una cultura di globalizzazione�.

III. Nel suddetto contesto dove trovare speranza?

Come � stato affermato dalla Commissione per la Fede e l�Ordine, nell�assemblea di new Delhi, l�unit� non � uniformit�, ma � unit� nella diversit�. Si spera che sia i dialoghi bilaterali che quelli multilaterali aiutino a scoprire una metodologia che aiuter� i cristiani ad amarsi reciprocamente senza costruire altri muri di separazione.

Fortunatamente, oltre a questo quadro preoccupante ci sono anche segni positivi.

Dopo la visita del papa ad alcune Chiese ortodosse e la recente visita di Sua Santit� papa Giovanni Paolo II a Costantinopoli, il 30 novembre 2003 esistono progetti perch� il gruppo di lavoro internazionale riprenda a funzionare.

I recenti contatti tra la Chiesa Ortodossa Russa e il Pontificio Consiglio per la Promozione dell�Unit� dei Cristiani.

L�inizio della seconda fase dei lavori tra la famiglia ortodossa orientale e la Chiesa Cattolica Romana, a dispetto delle tensioni locali.

Nonostante le difficolt� nel dialogo tra la Chiesa Cattolica Romana e le due famiglie di Chiese Ortodosse, la cooperazione locale e regionale continua. Oltre ad avere a che fare con temi dottrinale e teologici, queste forme di cooperazione hanno portato ad importanti affermazioni ed accordi su temi pastorali. Il dialogo della vita e dell�amore dovrebbe resistere, come Sua Santit� Aram, Catholicos di Cilicia ha sottolineato.

Il fatto che la settimana di preghiera per l�unit� dei Cristiani sia ampiamente diffusa.

La testimonianza dei martiri di questo secolo, che ha mostrato il dono disinteressato di se stessi di uomini e donne per il Regno di Dio.

L�ecumenismo � cominciato come un movimento spirituale, � il cammino dello Spirito Santo. Il compito delle Chiese � di distinguere con l�amore il movimento dello spirito e continuare a combattere con le loro rispettive differenze ecclesiologiche e istituzionali. Il cammino dello spirito santo chiama anche uomini e donne nella chiesa a porsi di fronte a Dio in un modo �reso efficace dallo spirito� (termine usato dal cardinale Walter Kasper nel suo documento �Spiritualit� e ecumenismo�, del 2000). La recente crescita dei movimenti e delle comunit� spirituali ecumeniche nelle Chiese � un dono e un esempio di questo cammino reso efficace dallo spirito�.

Voglio concludere il mio contributo a questo dibattito citando dal messaggio dell�incontro Insieme per l�Europa, tenutosi l�8 maggio 2004.

�Noi, membri di pi� di 150 movimenti e gruppi di differenti chiese e comunit� cristiane, convenuti a Stoccarda da ogni angolo del continente vogliamo rendere testimonianza alla novit� della crescente amicizia e comunione tra di noi, generata dallo spirito.

I carismi , doni di Dio, ci spingono a seguire il cammino della fraternit� universale. ... La fraternit� non � altro che l�amore evangelico vissuto in mezzo a tutti, sempre rinnovato, a cominciare da qui e da oggi.

Vivendo questa fraternit� l�Europa stessa diviene un messaggio di pace; una pace attiva che � costruita ogni giorno sulla base del perdono chiesto e ricevuto. Una pace che vorrebbe costruire ponti tra i popoli �globalizzando� la solidariet� e la giustizi�.

Grazie.