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Marted� 13 Settembre 2005 -  Palais des Congr�s de Lyon - Cit� Internationale - Salon Lumi�re
La civilt� del convivere

 

David Rosen
Gran Rabbino, Presidente di IJCIC, Israele

L�opera principale del filosofo ebreo dell�undicesimo secolo Yehudah Halevi � il libro noto cone il Kuzari, ovvero Il Re dei Kazari, significativamente sottotitolato �un� apologia per un popolo disprezzato�. Questo libro � basato sul fatto storico della conversione al Giudaismo del popolo dei Kazari nella regione della Crimea, e prende la forma di un dialogo tra un rab-bino ed il Re dei Kazari. Al termine dell�opera il Re e tutto il suo popolo si convincono che il Giudaismo � una condotta di vita di vera ispirazione divina e si convertono al Giudaismo.

Nel libro ci sono due occasioni in cui il rabbino rimane senza parole. In una di queste il rabbino critica il Cristianesimo e l�Islam affermando che, mentre queste religioni predicano l�amore e la giustizia, nella pratica opprimono e saccheggiano, causando morte e distruzione. Gli Ebrei invece non fanno queste cose. E� ovvio che non le fate, risponde il Re, perch� non ne avete il potere. Se gli Ebrei avessero il potere di comportarsi male come i Cristiani ed i Musulmani, agirebbero nello stesso modo!

La critica di Halevi � essenzialmente uguale a quella che Lord Acton espresse diversi secoli dopo, quando disse che �il potere corrompe ed il potere assoluto corrompe assoluta-mente�. Oggi tuttavia possiamo leggere le parole di Halevi non solo come una critica del po-tere che corrompe lo spirito profetico, ma anche come un aiuto a comprendere in profondit� le condizioni necessarie per sviluppare una cultura ed una civilt� della coesistenza. La coesisten-za � messa in pericolo da ogni applicazione del potere assoluto; per questo una delle benedi-zioni della societ� moderna � stata la perdita del potere temporale da parte delle istituzioni religiose che un tempo esercitavano un controllo assoluto e che sono state purificate da questa perdita.

Questo non significa che tutte le strutture ed i valori che hanno sostituito le istituzioni religiose siano necessariamente buoni e desiderabili; tuttavia, il carattere civile, anche se seco-larizzato, della societ� moderna ed il suo carattere sempre pi� multiculturale, rendono diffici-le, se non impossibile, per qualsivoglia ideologia di imporsi sul resto della societ�. E� possibi-le che questo sia davvero il prerequisito essenziale per la tolleranza e la coesistenza nel nostro mondo, e che sia necessario un comune denominatore di carattere laico per proteggersi effica-ciemente dagli abusi delle istituzioni corrotte, includendovi anche le istituzioni religiose cor-rotte. Ritengo che questo fondamento di carattere laico sia paradossalmente salutare per la religione, dal momento che essa non pu� pi� semplicemente affermare un�autorit� istituziona-le, ma deve dimostrare che il suo valore per la societ� e per una civilt� di coesistenza, � per-sino pi� grande che un tempo.

La religione fornisce qualcosa di molto pi� potente e produttivo del semplice controllo ed equilibrio per proteggere la societ� dagli abusi. Essa offre precisamente ci� che manca alla societ� secolarizzata, e cio� un fine ed un significato.

In un precedente incontro della Comunit� di Sant�Egidio, ho avuto l�opportunit� di riferirmi ad Abramo, il Padre comune di Ebrei, Cristiani e Musulmani, come ad un modello per la condotta umana. In tutte le noster Tradizioni Abramo � il simbolo dell�ospitalit�; Se-condo la tradizione ebraica, tutte e quattro le falde della sua tenda erano arrotolate in alto in modo che nessuno potesse passarvi accanto senza essere notato e senza che gli venisse offerta ospitalit�.

Il Capitolo 18 della Genesi narra di come Abramo abbia ricevuto la visita di tre angeli. Nel versetto 2 si afferma che Egli alz� gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. . E� interessante notare che, quando nel capitolo successivo si racconta che due di essi continuarono la loro missione per ammonire gli abitanti di Sodoma e per salvare Lot e la sua famiglia dalla distruzione, � scritto che �i due angeli arrivarono a Sodoma�. Perch� qui ci si riferisce a loro come ad angeli, mentre vengono indicati come uomini quando appaiono ad Abramo? Un maestro Hassidico ha spiegato che non c�era alcun bisogno che si rivelassero come angeli ad Abramo, dal momento che Abramo vedeva un angelo in ogni persona!

Abramo in primo luogo non controllava le origini delle persone che aveva davanti, il loro background o le loro opinioni: egli non faceva alcuna richiesta a priori. Egli offriva ospi-talit�, che significa rispetto per l�altro, semplicemente perch� l�altro � un essere umano. Que-sta semplice verit� rappresenta il fondamento non solo di una civilt� della coesistenza � che potrebbe essere vista come il semplice tollerare l�altro � ma per una civilt� di interazioni posi-tive e di sviluppo.

Naturalmente il credente abramitico vede il fondamentale imperativo del rispetto uma-no come radicato nello stesso carattere di Dio. E� notevole a questo proposito il parere di Maimonide, basato sul Talmud (Gittin (59b), secondo il quale siamo obbligati a provvedere ai bisognosi, anche se idolatri, come se fossero i nostri bisognosi, a visitare i malati idolatri co-me faremmo con i nostri, ed a seppellire i loro morti nello stesso modo dei nostri: tutto questo per ricercare le vie della pace; come � scritto nel libro dei Proverbi (3,19): le vie della Torah sono vie piacevoli e tutti i suoi sentieri sono sentieri di pace.

Fino a questo punto Maimonide sta citando il Talmud alla lettera, e dichiara che l�intero scopo della Divina rivelazione � promuovere la pace nel mondo. Tuttavia Maimonide aggiunge poi un altro verso dai Salmi (Salmo 145,9): �Buono � il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature�

Perch� aggiunge questo versetto? La risposta � che Maimonide desidera sottolineare che comportarsi con rispetto verso gli altri esseri umani � anche se questi non sono n� morali n� giusti - non � solamente la teleologia della Torah, del dovere religioso (come indica il Talmud): in effeti questo modo di comportarsi � parte del pi� profondo ideale religioso della Imitatio Dei, l� imitazione di Dio � come � espressa nelle parole del saggio Talmudico Abba Shaul: �poich� Egli � compassionevole e misericordioso, anche voi dovete essere compas-sionevoli e misericordiosi.�

Stabilire una civilt� della coesistenza � essenziale per impedire che la societ� si autodi-strugga, cos� come per impedire a chiunque di fare il male a qualcun altro. Tuttavia, l�imperativo religioso delle nostre rispettive Tradizioni ci richiede di andare oltre, di creare una civilt� del mutuo rispetto, che scaturisce dal riconoscere che ogni persona � creata ad im-magine di Dio, cio� � di inestimabile valore, e che gli individui e le collettivit� sono doni di-vini che se rispettati possono arricchire e fare sviluppare l�inter� societ�.

Papa Giovanni Paolo II dichiar� che �seguendo l�esempio della fede di Abramo, siamo chiamati ad essere una benedizione per il mondo (cfr. Gen XII, 2). � quindi necessario per noi ... essere prima di tutto una benedizione gli uni per gli altri�. (Castelgandolfo 29 settem-bre 1994 ) .

E� questo ideale Abramitico che ci rende in grado di generare una civilt� che non sia solo di coesistenza, ma un beneficio ed una benedizione per tutti.

TRADUZIONE DALL'INGLESE

Copyright � 2005 - Comunit� di Sant'Egidio