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Marted� 13 Settembre 2005 -  Palais des Congr�s de Lyon - Cit� Internationale - Salon Pasteur
Umanesimo laico e umanesimo religioso

 

Jean Pierre Ricard
Arcivescovo Cattolico, Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia

Signori e signore, sono molto felice di partecipare a questa tavola rotonda e di riflettere con voi su �Umanesimo laico e umanesimo religioso�. Tengo a precisare subito che il mio approccio � caratterizzato dalla mia situazione di francese e di cattolico.

Quando sento parlare di �umanesimo laico�, non posso dimenticare che la Francia � stata segnata da una storia molto conflittuale di laicit�, intesa come una lotta di liberazione contro l�influenza della Chiesa cattolica sugli spiriti e sulla societ�.

Quando sento parlare di �umanesimo religioso�, so che il termine �religioso� � molto pi� largo di �cristiano� o di �cattolico� ma, dato che la Chiesa cattolica � il mio riferimento e la mia appartenenza, parler� soprattutto a partire dal suo approccio.

1. Bisogna distinguere tra i due?

Una prima domanda che � opportuno porsi �: bisogna distinguere tra i due? Non si pu� essere allo stesso tempo laici e religiosi? Alcuni si proclamano laici e cristiani, laici e cattolici. Lo giustificano sviluppando i seguenti argomenti:

1) La laicit� non designa forse una concezione dei rapporti tra lo Stato e le religioni o le Chiese che sottolinea l�autonomia delle due sfere di appartenenza? Questa autonomia si fonda sulla non competenza dello Stato in materia di religione e sulla non ingerenza delle Chiese nelle questioni propriamente politiche. Questa laicit� designa cos� la non confessionalit� dello Stato, la non dipendenza di questo di fronte a una religione particolare e la sua volont� di trattare su un piano di parit� tutte le religioni presenti sul territorio nazionale. Questa autonomia non significa che lo Stato non abbia il diritto di intervenire nella sfera religiosa quando l�ordine pubblico sia minacciato n� che le Chiese (o le religioni) non possano interpellare lo Stato quando i valori basilari che assicurano il fondamento dell�autorit� di questo non siano rispettati. Questa autonomia non significa neppure reciproca ignoranza e assenza di rapporti. In effetti, lo Stato ha l�incarico di assicurare la libert� di coscienza e di garantire a tutti il libero esercizio del proprio culto. Molti cattolici e protestanti in Francia si ritrovano in questa concezione di laicit�. Questa indipendenza e questa autonomia dello Stato e della Chiesa sono state riconosciute dal Concilio Vaticano II nella Costituzione Gaudium et Spes al n� 76. I papi Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno potuto parlare in questo contesto di una �giusta� e �sana� concezione della laicit�.

2) L�umanesimo, sia laico o religioso, non si fonda forse su uno zoccolo di valori comuni: unicit� della persona umana, rispetto della libert� di coscienza, attaccamento alla libert�, all�eguaglianza e alla fraternit� (non sono questi valori altamente evangelici?), tolleranza di fronte alle opinioni degli altri, giusto uso della ragione, rispetto della vita democratica, esigenze di solidariet�?

Credo che sia un bene che molti in Francia oggi integrino nella propria visione della societ� questo principio di laicit�. Il papa Giovanni Paolo II non scriveva nella Lettera ai Vescovi di Francia per il centenario della Legge del 1905: - Il principio di laicit�, cui � attaccato il vostro paese, se ben compreso appartiene anche alla Dottrina sociale della Chiesa � (n� 3)? Ma mi chiedo, per la nostra tavola rotonda, se questo approccio cos� irenico non taccia di una storia molto conflittuale tra correnti laiche e correnti religiose in Francia e se essa non sia una percezione un po� troppo riduttiva della laicit�. Perch�, al di l� del principio di laicit� che regola i rapporti dello Stato e dei Culti, c�� anche tutto un umanesimo laico che attinge in altre acque rispetto all�umanesimo religioso.

2. Non bisogna eludere il dialogo tra i due umanesimi

L�umanesimo laico

Le correnti laiche sono state e restano fortemente caratterizzate da un movimento profondo di emancipazione, di emancipazione dalla influenza della Chiesa cattolica sugli spiriti, sull�educazione e la societ�. Questo movimento � ricco di tutta una storia segnata da eventi dalla forte connotazione simbolica: sviluppo nel secolo dei Lumi, Rivoluzione francese, laicizzazione della scuola sotto Jules Ferry, separazione nel 1905 delle Chiese e dello Stato.

Questo movimento che pu� assumere oggi forme diverse � portatore di un umanesimo, cio� di una concezione dello sviluppo dell�uomo che si articola in queste quattro parole chiave: libert�, razionalit�, uguaglianza e fraternit�.

1) Ogni persona � dotata di libero arbitrio. Deve poter pensare e agire liberamente, scegliere nel senso che vuole dare alla propria vita. Bisogna dunque respingere tutto ci� che pu� fare pressione su di essa, costringerla, manipolarla o dettare autoritariamente la sua condotta. Difendendo la propria libert�, ogni persona vigiler� a non ledere la libert� dell�altro.

2) Per pensare e agire liberamente, la persona deve far uso della sua ragione. Non si lascer� imprigionare n� dalle abitudini (anche di pensiero), n� dai pregiudizi, n� dalle credenze che non siano rivisitate dalla ragione. In ogni cosa, terr� a conservare una giusta distanza critica, restando la coscienza l�istanza ultima di ogni decisione.

3) Ogni persona deve essere rispettata. Tutte devono essere uguali, cio� avere gli stessi diritti. Non deve essere accordato nessun privilegio ad una particolare visione del mondo. Tutte le religioni e concezioni del mondo devono essere trattate su un piano di eguaglianza. Non c�� fondamento trascendente nei valori umanisti se non l�uomo stesso. In regime democratico � il popolo sovrano ad essere la fonte ultima della legge.

4) Ogni persona deve vivere in armonia con le altre. Questo implica l�attenzione ad un ambiente armonioso esso stesso. Ciascuno deve metterci del suo. Questo implica tolleranza, accettazione delle differenze, fraternit� a solidariet�. In una societ� pluralista, questo implica la volont� di non lasciare la societ� frammentarsi in comunit� rinchiuse ognuna su se stessa, ma di creare spazi neutri di cittadinanza.

Come vedete, questa definizione un po� larga dell�umanesimo laico non riduce quest�ultimo ad un laicismo scientista o antireligioso che consideri come la sola e autentica visione del mondo quella della scienza e dei suoi progressi e che veda nella religione soltanto pensiero arcaico o alienazione.

L�umanesimo religioso

Mi sembra che il cuore dell�umanesimo religioso consista nella convinzione che sia la relazione con un Altro, la relazione con Dio, a fondamento di ci� che io sono nel profondo. L�essere umano si trova veramente solo nell�accoglimento di una Parola, di una Presenza o di uno Spirito che vengono da un altro. E questo colora in modo originale i valori umanisti che indicavo prima.

1) La libert� per il cristiano implica certamente anche per lui il libero arbitrio. La libert� di coscienza � pienamente riconosciuta. La coscienza deve certo essere illuminata ma resta l�istanza ultima di decisione. La libert� religiosa deve essere rispettata (vi rimando alla dichiarazione conciliare del Vaticano II su La libert� religiosa) ma la concezione cristiana della libert� si fonda su un idealismo spirituale. Sottolinea che la libert� deve essere liberata. Io deve essere liberato da, ci dice san Paolo, per essere libero per� liberato da una vita completamente centrata su di me per vivere una vita disponibile all�altro, per amare veramente e gratuitamente l�altro e gli altri. Cristo viene come potenza di liberazione. Il messaggio religioso (come via di salvezza) viene dunque pi� a liberare la libert� dall�interno che a imporsi alla libert�.

2) E� necessario contrapporre accoglimento di una rivelazione ed esercizio autonomo della propria ragione? Per il credente, la fede non � un grido, un sentimento, una pura emozione di cui non possa dire nulla. E� un�esperienza che tocca l�uomo nella totalit� del suo essere, corpo, cuore e spirito. E� importante che questi la scruti con tutte le capacit� della sua intelligenza e della sua ragione, anche se tutto non si riduce alla comprensione intellettuale. Non c�� tanto una lotta tra fede e ragione quanto un reciproco fecondarsi. Il papa Giovanni Paolo II l�ha espresso molto bene nella sua enciclica Fides et ratio.

3) Ci pu� essere fraternit� umana senza riferimento trascendente? Essere fratelli e sorelle � essere figli dello stesso Padre. Pu� esserci fraternit� senza paternit�? Per i credenti � in Dio che si trova il fondamento del valore unico di ogni persona umana, creata ad immagine di Dio. Ciascuna � chiamata ad entrare in una relazione originale e unica con Dio. E tutte sono invitate a formare questa famiglia umana che Dio ha suscitato. I credenti vedono in questo radicamento trascendente dei valori umanisti non un�alienazione o una secolarizzazione che lascia infantili, ma una forza per resistere alle incertezze di un�opinione pubblica che pu� essere mutevole nei punti di riferimento normativi che d� a se stessa.

Quanto dico qui � rapido, allusivo. Ha per fine il dimostrare che ci pu� essere un dialogo interessante tra queste due forme di umanesimo che sono l�umanesimo laico e l�umanesimo religioso, che c�� spazio per un interpellarsi reciproco. Un interpellarci reciproco a che scopo? Allo scopo di offrire un vero servizio all�uomo, ad ogni uomo e a tutti gli uomini oggi. Non si tratta tanto di rinchiudersi in una controversia quanto di raccogliere insieme le sfide che si pongono nel mondo attuale.

3 Raccogliamo insieme le sfide di oggi

Libert�, razionalit�, uguaglianza, fraternit�: portiamo questi valori forse in maniera leggermente diversa. Essi sono tuttavia, per gli umanisti laici o per gli umanisti cristiani, valori faro, essenziali, perch� l�umanit� dell�uomo non venga negata. Ma � evidente che, per quanto li riguarda, le cose sono lungi dall�essere conquistate sul nostro pianeta.

1) Ci sono le condizioni necessarie da riunire per un buon esercizio della libert� e per un buon uso della ragione: avere da mangiare, avere un lavoro, non essere sfruttati, avere un ambiente favorevole, beneficiare dell�istruzione, dell�accesso alla cultura. Nel momento in cui la frattura tra paesi ricchi e paesi poveri si approfondisce e in cui le migrazioni si fanno � e si faranno in futuro � sempre pi� numerose, le sfide da raccogliere sono temibili. Non dimentichiamo d�altra parte che le nostre societ� occidentali segnate dal consumo non sono al riparo da molteplici manipolazioni della libert�.

2) Le religioni ritornano sulla scena mediatica e internazionale ma facendo paura. E� importante denunciare ogni uso delle religioni a fini politici o per giustificare forme di violenza. Si deve rispettare la libert� di coscienza e la libert� religiosa. E� importante difendere l�autonomia del politico e del religioso. Disprezzo della ragione, fondamentalismo e fanatismo devono essere denunciati. La posta in gioco del convivere in una societ� pluralista � a questo prezzo. Ma al contrario, bisogna a volte anche proteggersi dalle perversioni della ragione (penso ad Auschwitz, alla bomba atomica in questo 60� anniversario di Hiroshima o alla domanda: bisogna fare sull�uomo tutti gli esperimenti che sono oggi possibili?) Su questo punto il cardinale Ratzinger parlava: �di una forma necessaria di correlazione tra ragione e fede, ragione e religione, chiamate a una purificazione e una rigenerazione reciproca; esse hanno bisogno l�una dell�altra e devono reciprocamente riconoscerlo�. (Dibattito con J.Habermas, Esprit, luglio 2004, p.28).

3) L�eguaglianza non � conquistata, neanche nei nostri paesi occidentali. Lo vediamo tra le categorie sociali. Lo constatiamo tra i bambini e i giovani nell�ambito della scolarizzazione o in alcune periferie.

4) La fraternit� implica la conoscenza degli altri, il rispetto delle differenze, la lotta per la pace che passa spesso per la trasparenza finanziaria e la giustizia economica. Sappiamo che � lungi dall�essere cos�, e che non mancano nel mondo focolai di violenza e di guerra.

Non vado oltre. Torneremo su questo nel dibattito. Che sia laico o religioso, l�umanesimo � ancora una causa da vincere. E� una causa essenziale per il futuro dell�umanit�. Per i laici e i credenti, per i membri delle diverse Chiese o delle diverse religioni, � davvero una causa da difendere e da promuovere insieme. Ringrazio la Comunit� di Sant�Egidio non soltanto perch� ce lo ricorda ma anche perch� ce lo fa vivere.

TRADUZIONE DAL FRANCESE

Copyright � 2005 - Comunit� di Sant'Egidio