Signor Presidente, Eminenze, Eccellenze, cari amici,
� un onore per me, portare la mia umile testimonianza sui nuovi martiri e testimoni della fede a questa tavola rotonda. Vengo dal grande incontro dei giovani della Giornata Mondiale della Giovent� con il Papa Benedetto XVI a Colonia, a cui ha partecipato la comunit� di Sant�Egidio. Nei giorni di Colonia abbiamo animato uno dei �centri spirituali�, nella chiesa di Sant�Orsola, una bella chiesa romanica, a pochi passi dal duomo, dedicata alla memoria dei testimoni della fede del ventesimo secolo. � un tema che da tanti anni � caro a Sant�Egidio. Dal giubileo dell�anno 2000 la comunit� cura questa memoria a Roma nella basilica di San Bartolomeo sull�isola tiberina, che il papa Giovanni Paolo II ha voluto affidarci.
Mentre preparavamo l�incontro con i giovani da tutto il mondo a Colonia mi sono chiesto: ma il tema dei testimoni della fede trover� interesse fra i giovani di oggi? Non � fuori luogo in un tempo che esalta il piacere, la soddisfazione dei propri desideri, e il culto del proprio corpo? Certamente non corrisponde ad un pensiero comune all�inizio del terzo millennio. Tuttavia la storia del cristianesimo del ventesimo secolo � una storia ricca e profonda che parla ancora, e sono convinto che parli anche ai giovani, come del resto abbiamo visto durante le giornate di Colonia, quando migliaia e migliaia di giovani hanno partecipato ai momenti di preghiera a Santa Orsola ed hanno ascoltato con grande attenzione le testimonianze sui martiri dai diversi continenti. Nel libro �Il secolo del martirio� che raccoglie la documentazione da tutto il mondo su questa vicenda, e che fu scritto da Andrea Riccardi per l�anno giubilare, l�autore, parlando del cristianesimo del secolo scorso, rileva: �� un affresco che ritrae gente mite, non violenta, perseguitata, che subisce la morte perch� cristiana. Si tratta innegabilmente di un mondo di deboli e di vinti. La storia del loro assassinio � quella della loro debolezza e della loro sconfitta. Eppure, proprio in condizione di grande debolezza, questi cristiani hanno manifestato una forza peculiare di carattere spirituale e morale: non hanno rinunciato alla fede, alle proprie convinzioni, al servizio degli altri, a quello della Chiesa, per salvaguardare la proprio vita e assicurarsi la sopravvivenza�.
La memoria dei testimoni della fede quindi non � solamente una storia del passato, anzi ha molto da insegnare ai cristiani di oggi che vivono in un mondo globalizzato e complesso. E ancora oggi giungono notizie di tristi avvenimenti come quella dell�uccisione del nunzio in Burundi, monsignor Michael Aidan Courtney, che si era impegnato molto per la pace nel paese africano segnato da un terribile conflitto etnico; o l�uccisione di padre Paulo Henrique Machado di 36 anni a Rio de Janeiro a luglio di quest�anno, il quale probabilmente fu ucciso, perch� aveva aiutato i parenti di una vittima di un massacro del 31 marzo.
Il fenomeno del martirio riguarda uomini e donne che sono rimasti tenacemente attaccati alla loro fede e al loro comportamento umano ispirato dal Vangelo; non hanno considerato la proprio vita come il valore pi� alto, ma la testimonianza per il Vangelo e per un amore senza limiti che scaturisce dalla fede. In questo ci insegnano un umanesimo mite e non violento, ma allo stesso tempo forte e costruttivo. Essi parlano di una pace interiore che Martin Luther King nel 1960 ha descritto con queste parole: �Nel bel mezzo dei pericoli che mi stanno intorno ho sentito la pace interiore e conosciuto risorse di forza che solo Dio pu� dare. In molti casi ho sentito la forza di Dio trasformare la fatica della disperazione nella letizia della speranza�.
Allora vale la pena raccogliere questa testimonianza anche per trovare la strada di un umanesimo per il nuovo millennio che sia ispirato dall�amore e dalla fede. Lo penso con convinzione proprio guardando il nostro mondo di oggi cos� segnato da divisioni e conflitti, dai pericoli gravi del terrorismo e dalla guerra diffusa in troppe aeree del pianeta. Bisogna porsi la domanda: Come essere umani in un mondo spesso disumano? E la disumanit� si nota anche nelle nostre societ� ricche, ma spesso inaccoglienti verso i poveri, i deboli, gli stranieri; un mondo che non sa essere vicino a chi ha bisogno, come gli anziani o le persone disabili, che introduce nuove leggi per eliminare la vita debole.
Vengo dalla Germania, un paese al centro dell�Europa, che nel secolo scorso ha vissuto tempi drammatici sotto le dittature nazista e comunista, e soprattutto � stato il luogo della Sho�; papa Benedetto XVI pochi giorni fa nella sinagoga di Colonia parlava del �tempo pi� buio della storia tedesca ed europea�. � vero, � stato il tempo pi� buio della storia europea, ma si � vista anche la luce del Vangelo che i testimoni di tutte le Chiese cristiane in tanti paesi hanno fatto risplendere nei luoghi della morte, come nei campi di concentramento o nelle prigioni.
I martiri nella persecuzione hanno fatto anche un�esperienza di ecumenismo molto significativa. Il 21 gennaio 1945 padre Giuseppe Girotti, domenicano italiano morto a Dachau, tenne nel campo una meditazione per la fine dell�ottavario per l�unit� dei cristiani; diceva: �A nessuno inoltre sfugge che l�unit� di tutte le Chiese e Comunit� � massimamente necessaria ai nostri giorni... La Chiesa fu, � e sempre sar� l�unico rifugio del senso di umanit�, di amore e di misericordia; rifugio della verit�, dei principi della retta ragione, della civilt� e della cultura... Ora, questa straordinaria missione della Chiesa nel presente gravissimo momento della storia, fratelli carissimi, non pu� essere perfettamente condotta a termine, se i fedeli di Cristo, uniti nell�anima della Chiesa... rimangono invece divisi nel corpo visibile a causa di scismi e divisioni�. La forte testimonianza nella debolezza ha dato coraggio agli altri, indipendentemente dalle loro confessioni.
Impressionante fu la testimonianza del pastore evangelico Paul Schneider nel campo di Buchenwald. Nel lager fu sottoposto a maltrattamenti e a torture particolari perch� si rifiutava di rendere omaggio alla croce uncinata e a Hitler. Dal bunker non cess� la sua attivit� di predicazione, di denuncia dei crimini e di conforto dei detenuti. Un compagno di detenzione ha cos� ricordato: �Nel bunker in cui si trovavano le celle d�isolamento buio, conobbi il pastore Paul Schneider; stava nella cella accanto alla mia. Tutte le mattine teneva per noi prigionieri una preghiera mattutina, e a causa di quella ogni volta veniva bastonato o torturato�. Un ex-detenuto, deciso a gettarsi contro il filo spinato elettrificato, ha raccontato di avere desistito grazie al pastore Schneider. �Durante l�appello nel piazzale del campo��, scrive di Schneider il testimone sopravvissuto:�...in quel luogo di orrore e disperazione, si ud� risuonare, sul piazzale in cui i ventimila prigionieri stavano allineati, una voce forte e chiara. Questa voce proveniva dalla feritoia d�una cella nel bunker: �Ges� Cristo dice: Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminer� nelle tenebre�. Con quel grido mi ha salvato. Perch� da quel momento io ho saputo: c�� qualcuno al mio fianco!�
Fra i martiri del nazismo si trovano anche tanti francesi, come dei preti che furono mandati nel Reich con �l�incarico segreto della pastorale�. Questa �r�sistance spirituelle� non rimase nascosta alla Gestapo, e con un decreto di persecuzione del 3 dicembre 1943 furono imprigionati in tutte le parti della Germania e portati nei campi di concentramento. Negli anni 1944 e 1945 51 preti, scout e membri della giovent� operaia cristiana furono uccisi. Fra i quali si trovano il beato Marcel Callo e Gaston Raoult.
A Lione, padre Chaillet aveva costituito un�ampia rete di aiuto alle vittime del nazismo. Nell�associazione Amiti� Chr�tienne cattolici e protestanti aiutavano ebrei e perseguitati. Della rete di salvataggio degli ebrei faceva parte madre Elisabeth de l�Eucharistie (Elise Rivet), superiora generale della congregazione di Nostra Signora della Compassione di Lione, che accoglieva i bambini ebrei. Il 25 marzo 1943 la religiosa fu arrestata dalla Gestapo e internata nel campo di Ravensbr�ck; il venerd� santo del 1945 fu uccisa nella camera a gas. Secondo diversi testimoni, durante una �selezione�, si era unita volontariamente alle compagne destinate alla morte per confortarle, nonostante non fosse stata selezionata.
I testimoni della fede hanno resistito al razzismo e alla propaganda pagana con la loro parola e con gesti di amore. Sono note le predicazioni del vescovo di M�nster, von Galen, contro l�eutanasia; e si � calcolato che il numero dei cosiddetti malati di mente sterminati fu di 275.000. Nella predicazione del 3 agosto 1941 nella chiesa di San Lamberto a M�nster, discorso che ebbe larga risonanza in tutto il Reich, von Galen disse: �Qui si tratta di esseri umani, di nostri simili, nostri fratelli e nostre sorelle. Povera gente, gente malata, gente per me improduttiva. Ma hanno essi perduto il diritto alla vita, solo per questo? Hai tu, o io il diritto a vivere solamente fintanto che sono produttivo, fintanto che vengo riconosciuto produttivo dagli altri? Se si stabilisce o si garantisce il principio che � lecito uccidere gli uomini �improduttivi�, allora guai a noi tutti quando diventeremo vecchi e deboli a causa degli acciacchi dell�et�!... Allora nessuno � pi� sicuro della propria vita. Una qualsiasi commissione pu� includere il suo nome nella lista degli �improduttivi� qualora, a giudizio dei componenti di essa, il soggetto fosse da ritenere �indegno di vivere� perch� privo di valore�.
Infine vorrei concludere dicendo che la testimonianza dei martiri e testimoni della fede del secolo scorso � molto attuale. Le persecuzioni, le minacce della vita, la disumanizzazione del mondo non sono finite con la fine del nazismo e dei regimi totalitari. Per questo vale la pena ascoltare con attenzione la loro testimonianza. Hanno combattuto la loro battaglia con le armi della fede, con la parola, con l�amore, con la non-violenza, rispondendo al male con il bene.
La testimonianza cristiana ed il martirio non hanno niente in comune con il fondamentalismo religioso e con il fanatismo che nega la libert� e che trasforma la religione in un�ideologia ed in intolleranza verso gli altri e verso quelli che non credono. Se la ragione non viene penetrata dalla fede e dall�amore, la fede viene deformata in ideologia. Il testimone della fede imita sempre l�amore di Cristo che vale anche per i nemici, come Ges� stesso ha testimoniato sulla croce. I martiri parlano dell�amore, anche dell�amore fra i cristiani. Certo, il cristiano ha un�identit� forte, ma non ne fa un idolo, non � prigioniero della sua identit�. La sua identit� � aperta e viene arricchita dal dialogo e dalla comunione con il prossimo. I testimoni allora possono aiutarci ad essere cristiani forti nella fede e nell�amore verso gli altri.