La prima cosa da dire, riguardo a questo tema, � che l�economia ha realizzato come non mai, una solidariet� di fatto e questo � all�incirca il significato del termine �globalizzato�. Quando la Cina decolla al 10% annuo � perch� essa si apre, e quindi pu� aprirsi, cio� ci sono dall�altra parte del mare delle economie che lasciano che essa si apra. Esse senza dubbio ne traggono beneficio, ma non in maniera diretta, semplice o immediata.
Non c�� quindi una solidariet� cosciente, i �guadagni reciproci allo scambio� degli economisti che vedono il lungo termine non convincono sempre i loro vicini che vivono nel breve termine. Quando l�Africa si apre e vede arrivare dei prodotti manufatti e anche dei prodotti agricoli si pu� sempre dirle che essa deve adeguarsi, ma adeguarsi a che, a che cosa? Quando il Brasile dice all�Africa che la fonte dei suoi mali � la Politica agricola comune, la prende come capro espiatorio, senza dire quello che fa davvero il Brasile in materia di colture su vasta scala, con l�Argentina, dopo una svalutazione fortissima, in rapporto con la Cina. Dov�� la solidariet�? E quando lo tsunami devasta e uccide qui e Katrina uccide e devasta l�, gli esperti chiedono al sistema di assicurazioni delle grandi catastrofi di gestire la solidariet�, ma alcuni esperti parlano di riscaldamento del pianeta e di recrudescenza dei rischi catastrofe, con pi� vigore, in modo che le catastrofi naturali lo sono sempre di meno. E quando questi esperti dicono che il protocollo di Kyoto � una risposta limitata e tardiva, fanno anche notare che il primo paese del mondo non l�ha firmato, ci� che ne riduce tanto l�effetto. Come nota un economista:�il protocollo di Kyoto senza gli Stati Uniti � un p� come il gioco delle sedie con la musica con una sedia di troppo � si gira molto ma in realt� non succede niente�. In questo tempo gli Stati Uniti sviluppano le loro logiche, ma non hanno voluto sacrificare la loro libert�. La solidariet� di fatto nelle difficolt� esiste, ma non quella delle soluzioni. E questo ci riguarda tutti. Il problema � quindi di passare da un livello di solidariet� di fatto, ma con delle incertezze, con degli scarti di livello di difficolt� e di vantaggi, a un gioco un p� pi� cooperativo. Il FMI, l�OMC (WTO), integrano questa logica della discussione, dello scambio, della trasparenza...o della semi-trasparenza. Le imprese non possono farlo. Bisogna dunque andare verso il pi� trasnazionale, il pi� chiaro, il pi� sostenibile. Passare da una solidariet� di fatto a una solidariet� cosciente, poi ad una solidariet� di coscienza: ecco quello che non � facile.
Si pu� contare sulle vie insondabili, si pu� pensare ai leaders carismatici, si pu� anche mobilitare l�economia. I fondi etici, la crescita sostenibile, la responsabilit� economica e sociale delle imprese, per l�oggi e il domani dell�impresa, con delle norme di uso, di produzione, di inquinamento...tutto questo riduce le difficolt� e ne mette altre in evidenza. Si pu� sempre pensare che gli uomini, le imprese e i popoli sono ispirati a Racine come sono, o a Corneille, come dovrebbero essere. In realt�, essi sanno quanto sono buoni e come dovrebbero essere. E� inutile biasimare: bisogna chiarire, educare, dire a voce forte quello che succede sottovoce. Bisogna aiutarli tutti e quindi aiutarci noi tutti. L�economia progredisce un p� in questo campo, con la finanza...essa aiuta...e quindi aiutatela!
TRADUZIONE DAL FRANCESE