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Luned� 12 Settembre 2005 -  Palais des Congr�s de Lyon - Cit� Internationale - Salons Roseraie 1+2
Valore della vita e pena di morte

 

Hans-Ulrich Agster
Pastore Evangelico del Wurttemberg, Germania

Mi ricordo ad una tavola rotonda simile a questa sulla pena di morte durante uno degli incontri �uomini e religioni� � credo fosse a Barcellona � in cui un teologo sciita dall�Iran chiese ad un teologo cristiano se i cristiani non prendessero sul serio il loro libro sacro, la Bibbia. Si rifer� al fatto che nella prima parte della Bibbia, in particolare nel Pentateuco, la Torah degli ebrei, venisse chiesta la pena di morte per determinati delitti. Facendo questa osservazione, ha sicuramente toccato un punto importante. Noi cristiani abbiamo si inserito i libri dell�Antico Testamento nella nostra Bibbia, ma operiamo una selezione critica, per determinare ci� che riteniamo buono e giusto nello spirito di Ges� e cosa no. Ed anche il Nuovo Testamento, gli scritti cristiani propriamenti detti, non viene da noi presi alla lettera, ma distinguiamo tra ci� che � da ritenere condizionato dal contesto dell�epoca e ci� che rappresenta il nocciolo del Vangelo. Si pu� sicuramente discutere di quale atteggiamento avere rispetto ai libri sacri � e sarebbe un argomento a parte � ma nel corso della storia abbiamo scelto questa via interpretativa. Gi� Lutero esigeva che i testi venissero giudicati in base a quanto corrispondessero allo spirito di Ges�.

E� fuori discussione il fatto che lungo i secoli le diverse Chiese cristiane abbiano legittimato la pena di morte con varie argomentazioni, spesso sostenendo che lo stato (�l�autorit��) abbia il pieno diritto di disporre della vita umana. Ed ancora oggi esistono alcune impostazioni teologiche che non proibiscono in linea di principio la pena di morte.

Vorrei mostrare, sulla base di un testo del Nuovo Testamento, cos�� che, dal mio punto di vista e secondo il mio convincimento, parla contro la pena di morte.

Un brano del Vangelo di Giovanni racconta il seguente episodio:

Ges� si avvi� allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si rec� di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: �Maestro, questa donna � stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mos�, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?�. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Ges�, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alz� il capo e disse loro: �Chi di voi � senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei�. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ci�, se ne andarono uno per uno, cominciando dai pi� anziani fino agli ultimi. Rimase solo Ges� con la donna l� in mezzo. Alzatosi allora Ges� le disse: �Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?�. Ed essa rispose: �Nessuno, Signore�. E Ges� le disse: �Neanch'io ti condanno; v� e d'ora in poi non peccare pi��.

Secondo la Torah ebraica la donna ha compiuto un�azione che dev�essere punita con la lapidazione, cio� con la pena di morte. Anche al tempo di Ges� questa forma crudele di esecuzione capitale era assai comune. E purtroppo ci sono ancora paesi su questa terra che praticano questa forma di esecuzione.

A Ges� non interessa l�osservanza o la non osservanza di una legge. Non si fa coinvolgere in una discussione sulla casistica. Vede un essere umano. Mette la donna nel mezzo. Ci� che gli importa � la vita umana, che � unica, una creatura di Dio unica.

Ges� sa che quegli uomini, che sono pronti ad eseguire una lapidazione, non possono essere convinti con dei discorsi. Cerca per� di coinvogere gli accusatori nella solidariet�, cio� nella comunione di tutti gli uomini.

Chi di voi � senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei.

Ci� significa: nessun essere umano � senza peccato. Ogni uomo, consapevolmente o inconsapevolmente, compier� sempre peccati contro la vita. Contro la propria vita, contro la vita di altri esseri umani, contro la vita del mondo. Non esiste vita senza peccato. E� parte della essenza dell�uomo quella di agire sempre nel peccato.

Perci� nessun uomo pu� in ultima analisi ergersi a giudice contro altri uomini. I buoni giuristi lo sanno. Sappiamo troppo poco l�uno dell�altro. Spesso non conosciamo le circostanze, non sappiamo come � cresciuto un uomo, perch� � diventato colpevole. E, seppure lo cerchiamo di scoprire, rimane sempre qualcosa altro, un segreto in ogni uomo, un segreto inviolabile, che determina la dignit� di ogni uomo, e noi crediamo che questa dignit� gli � data da Dio. Lo scrittore francese Albert Camus, che non � cristiano ma � un esistenzialista con un grande amore e deciso oppositore della pena di morte ha detto che l�essere umano e la sua vita sono un valore ultimo, che non pu� essere messo in discussione, da anteporre a qualsiasi altro diritto o norma, inclusa la giustizia.

Da ci� consegue un secondo principio: nessun uomo pu� essere ridotto alle sue azioni. Ogni uomo � pi� di tutto ci�, pi� di quanto fa o tralascia. Possiamo, s�, dire : �� male ci� che fai!�. Ma non possiamo dire: �sei un uomo completamente e profondamente malvagio�. Dobbiamo dare una valutazione delle azioni degli uomini. Abbiamo la possibilit� di condannare o lodare le azioni degli uomini. Dal punto di vista dell�etica cristiana per� rimane una differenza elementare tra ci� che un essere umano fa e ci� che egli �.

L�episodio che ha come protagonista Ges� e che abbiamo appena letto � molto bello perch� gli uomini capiscono che anch�essi sono peccatori e che sbagliano. Non sono sicuro che si riesce sempre a convincere gli uomini di ci�. Anche oggi esistono persone che dal punto di vista morale si ritengono buone, giuste, infallibili, o che volentieri guardano dall�alto in basso coloro che sono peggio di s�. Ci sono persone che per questo motivo non si fanno alcun problema a togliere la vita ad altri. Ci sono uomini che lancerebbero la pietra senza battere ciglio. Non penso per� che abbiano il diritto di chiamarsi cristiani!

Il fatto che qui Ges� riesca a convincere questi uomini e a far si che facciano cadere le pietre �, si pu� dire, un miracolo!

Un�ultima considerazione si pu� fare: dopo che la donna � stata per cos� dire liberata dalla cella della morte, le viene mostrata una strada. Non le viene detto: era bene ci� che hai fatto. Ges� vede il suo comportamento sbagliato, ma le da la possibilit� di cambiare la sua vita: �v� e d'ora in poi non peccare pi��.

Anche questo appartiene alla dignit� dell�uomo, dal punto di vista cristiano: nessun uomo deve rimanere cos� come � diventato. Ogni uomo ha il diritto e la possibilit� di cambiare la sua vita.

Pu� essere che dobbiamo proteggere un uomo dai propri istinti e che dobbiamo proteggere la societ� p. es. dagli assassini, togliendo loro la libert�. Non si pu� semplicemente lasciar andare un infanticida e dirgli: �non lo fare pi��. Possiamo per� far incontrare persino un criminale brutale con la misericordia di Ges�, rendergli possibile riconoscere e confessare la propria colpa e cambiare effettivamente la propria vita. Da cristiani non rinunciamo mai a sperare su alcun uomo. Quando uccidiamo un uomo egli non pu� pi� riconoscere la sua colpa e cambiare la propria vita.

Inoltre, da cristiani non abbandoniamo la speranza che in ogni paese della terra venga abolita la pena di morte. In Europa, grazie a Dio, essa non � pi� messa in discussione. In altri continenti purtroppo la situazione � ben diversa. La pena di morte getta vergogna sulla faccia di coloro che ancora vi rimangono ancorati. Abbiamo ancora bisogno di molto coraggio, molta costanza e la forza persuasiva di Ges� affinch� gli uomini facciano cadere le pietre che hanno in mano e affinch� scompaiano per sempre i luoghi dove vengono compiute le esecuzioni capitali.

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