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Domenica 11 Settembre 2005 -  Auditorium Maurice Ravel
Assemblea d�Inaugurazione
�Il coraggio di un umanesimo di pace�

 

Philippe Barbarin
Cardinale, Arcivescovo di Lione, Primate di Francia

Il mio cuore � pieno di una grande gioia in questo momento e sono sicuro che questa gioia � condivisa da tanti lionesi. Noi accogliamo con reale emozione i rappresentanti di tante religioni venuti dal mondo intero, donne e uomini che cercano Dio, che l�ascoltano e che pregano, insieme ad altri che non lo conoscono o non credono in lui, tutti decisi a dare insieme testimonianza di quel che � nei loro cuori. Il tema di questo incontro riassume questi diversi atteggiamenti con una bella formula: �Il coraggio di un umanesimo di pace�. Siamo felici di vedere che anche delle alte autorit� civili hanno compreso la nostra iniziativa, venendo qui per riflettere con noi. Noi li accogliamo con gratitudine.

Nella nostra citt�, mentre si scatenava la violenza nazista, questa testimonianza � stata gi� data. �Colui che credeva nel cielo e colui che non vi credeva� hanno pagato insieme, al prezzo della vita, la loro lotta per la pace. Louis Aragon ha saputo rendere loro omaggio e sulla piazza Bellecourt la scultura della �sentinella di pietra� [veilleur de pierre] conserva il loro ricordo.

Da 19 anni la comunit� di Sant�Egidio organizza questi incontri in Europa per dare seguito alla giornata di digiuno e di preghiera di Assisi che resta incisa nelle nostre memorie, ma � la prima volta che questo incontro si realizza in Francia. E noi ci ricordiamo che � proprio qui, a Lione, che il 4 ottobre 1986, nell�anfiteatro delle Tre Gallie nel quale il papa Giovanni Paolo II aveva cominciato la sua visita pastorale con un incontro ecumenico, � qui che egli ha lanciato l�appello per una giornata di tregua nel mondo intero. Egli disse in quell�occasione:

�Il 27 di questo mese si terr�, per mio invito, ad Assisi, una giornata ecumenica e interreligiosa di preghiera in favore della pace (...) In questo giorno di festa di San Francesco, apostolo della pace evangelica, da questa citt� di Lione, desidero lanciare solennemente a tutte le parti in conflitto nel mondo un appello ardente e pressante perch� esse osservino, almeno durante tutta la giornata del 27 ottobre una tregua completa dei combattimenti�.

La pace � un bene sempre fragile e minacciato. Sappiamo che per giungervi ci vorrebbero solidariet� e attenzione per lo sviluppo di tutti, e dialogo tra le culture, libert� e rispetto, soprattutto delle famiglie, delle minoranze e dei poveri. E, siccome non vediamo il cuore dell�uomo cambiare, n� il perdono conquistare terreno, e nemmeno i diritti umani, ed invece vediamo delle fiammate di violenza sempre pronte a rinascere � e proprio oggi la data dell�11 settembre ce ne lascia un ricordo bruciante � noi rischiamo di cadere nello scoraggiamento e di tornare alla amara costatazione di Blaise Pascal : �Non avendo potuto forzare ad obbedire alla giustizia, si � reso giusto obbedire alla forza, affinch� forza e giustizia fossero insieme e che ci fosse la pace, che � il bene supremo�.

In effetti per i credenti la pace � un dono di Dio affidato agli uomini. Questo dono, bisogna anzitutto accoglierlo. �Accogliete la pace interiore �dice un fratello della Chiesa di Oriente (Santo Serafim di Sarov) e migliaia attorno a voi troveranno la salvezza�. Qual lungo lavoro ci � necessario per essere guariti e pacificati, nei nostri cuori e nelle nostre menti! Interrogato un giorno da uno dei seuoi discepoli su quel che bisognerebbe fare per manifestare Dio al mondo, Ges� rispose, nel Vangelo: �Io vi lascio la pace, vi do la mia pace� (Gv 14,27). E� questa la consegna magnifica sulla quale i cristiani delle diverse chiese, a Lione come dappertutto, hanno meditato l�anno scorso, nel corso della settimana di preghiera per l�unit� dei cristiani. La pace sulla terra sar� la firma della presenza di Dio in mezzo agli uomini, la manifestazione del fatto che il suo amore � stato accolto.

E� dunque richiesto ai cristiani di essere degli artigiani di pace. La pace ci � stata �lasciata� come un compito da realizzare in questo mondo. Per far s� che i suoi discepoli non fossero scoraggiati, Ges� fa loro un regalo interiore: �Io vi do la mia pace�. E sar� come una forza, ed essa ci eviter� di tornare indietro nel corso di questa missione impossibile... che non ci lascer� mai tranquilli!

All�inizio di questo incontro, noi esprimiamo il nostro desiderio di ascoltare la testimonianza di tutti coloro che si impegnano per la pace. Noi sappiamo che abbiamo molto da dire e ancora pi� da ricevere. Seguendo delle strade religiose e culturali molto diverse, noi diremo, con semplicit� di cuore, il nostro cammino interiore e la nostra azione in tutti i campi in cui la pace dev�essere ancora conquistata.

Siate i benvenuti!

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