Distinto professor Andrea Riccardi, fondatore della Comunita� di Sant�Egidio,
Onorevole Nicolas Sarkozy, Ministro dell�Interno di Francia,
Sua Eminenza Philippe Barbaran, cardinale di Lione,
Eminenti leader delle religioni mondiali,
Sua Eccelenza il sindaco di Lione, Gerard Collomb,
Sig. Jean-Dominique Durand, presidente della Fondazione Fouviere,
Distinti ospiti, signore e signori,
Vorremmo in primo luogo esprimere il nostro profondo apprezzamento per la calda e amichevole ospitalit� accordataci fin dal nostro arrivo a Lione. Siamo grati alla popolazione di Lione, esempio della rinomata ospitalit� francese, che ci ha dimostrato una cos� grande generosit�.
Vorremmo estendere il nostro pi� caloroso saluto a nome del popolo e del governo del Mozambico a tutti coloro che sono convenuti qui oggi. Vi portiamo un messaggio di augurio per questo incontro e speriamo che, forte del successo delle precedenti edizioni, Lione possa segnare nella Storia un altro punto di riferimento nella nostra ricerca comune di un mondo pacificato e prospero.
Ringraziamo gli organizzatori di questo prestigioso evento per averci esteso l�invito a partecipare e a intervenire in questo augusto consesso.
E� questo un incontro che riunisce insieme una composita rappresentanza di eminenti personalit� di differenti fedi religiose e orientamenti culturali, di diverse convinzioni politiche, background sociali e professionali.
Le differenti fedi raccolte qui oggi riflettono la diversit� dell�esperienza umana e i tanti modi in cui i popoli del mondo hanno provato a rispondere alla chiamata spirituale attraverso un serio impegno per il raggiungimento di un benessere comune. Ogni qual volta si voglia coinvolgere queste eminenti personalit� nel lavoro comune per la promozione del dialogo interreligioso e della pace si incontra in loro una piena disponibilit�: questo � un servizio che hanno pi� volte offerto e che sono pronti a rendere nuovamente. Essi portano speranza dove vi � disperazione, consiglio ove necessario, fiducia in se stessi e negli altri ove essa manchi.
Siamo convenuti da differenti angoli del mondo convinti del fatto che, nei dibatti aperti e negli incontri informali che un evento come questo offre, possiamo approfondire la nostra comprensione reciproca e il nostro rispetto, scoprire nuovi motivi di stima nei nostri interlocutori e imparare di pi� riguardo le istituzioni degli altri.
Stare fianco a fianco e conoscerci attraverso i nostri interventi ci porter� sulla strada del cambiamento delle nostre opinioni riguardo alle altre religioni, alle altre culture e societ� e ci preparer� ad aprire sempre pi� il nostro cuore.
A questo proposito vorremmo lodare la Comunit� di Sant�Egidio per questa nobile iniziativa. La Comunit� di Sant�Egidio ha raccolto l�eredit� dell�incontro voluto da Papa Giovanni Paolo II nel 1986 che ha aperto la strada al dialogo radunando le religioni del mondo per pregare insieme per la pace ad Assisi. La Comunit� di Sant�Egidio da allora ha assicurato che il pellegrinaggio di pace iniziato ad Assisi nell�ottobre del 1986 acquistasse forza sia in termini di partecipazione che di risultati.
Dobbiamo congratularci con la Comunit� di sant�Egidio non solo per aver mantenuto vivo lo spirito di Assisi, ma anche per averlo esteso tanto da costruire ponti per il dialogo politico e la risoluzione dei conflitti. L�esempio pi� eloquente di questo � il Mozambico.
Noi stessi non siamo nuovi a questi incontri. Infatti, vi abbiamo preso parte ad Assisi nel 1994 e a Palermo nel 2002. In entrambe le occasioni abbiamo riscontrato come gli incontri fossero fonte di arricchimento e come i distinti partecipanti fossero impegnati nella promozione della pace e della sicurezza mondiale.
Gli interventi tenuti nelle sessioni plenarie e nelle tavole rotonde costituivano, in se stessi, una chiamata a una maggiore comprensione reciproca e a una collaborazione tra le varie religioni del mondo.
Signore e signori noi riteniamo che il tema centrale di quest�incontro �Il coraggio di un umanesimo di pace� sia appropriato e significativo. Soffermandoci su questo tema, vorremmo affermare che, per la costruzione di un umanesimo spirituale di pace, il dialogo � fondamentale.
� Il dialogo � un efficace meccanismo attraverso il quale le differenti percezioni di un dato fenomeno, gli stereotipi e i pregiudizi si possono superare;
� Attraverso il dialogo viaggiamo nelle menti dei nostri interlocutori e arriviamo a comprendere e apprezzare le loro preoccupazioni, le loro paure e il loro sistema di valori;
� Il dialogo � uno specchio che ritrae la nostra immagine come gli altri la vedono;
� Attraverso il dialogo giungiamo a trovare quello che abbiamo in comune e, soprattutto, arriviamo a realizzare che apparteniamo tutti alla razza umana e siamo destinati a vivere insieme;
� Il dialogo, quello franco e aperto, ci aiuta a trarre forza e chiarezza l�uno dall�altro e a costruire insieme un mondo migliore.
Perch� il dialogo fiorisca, dovrebbe essere intrapreso uno sforzo teso ad approfondire una cultura di pace. Le religioni, le lingue e le identit� non sono qualcosa che divide di per s�. Sono gli uomini e le donne che, attraverso la religione, la lingua e l�identit�, possono determinare un ambiente di odio, rancore e violenza.
Noi tutti siamo testimoni del fatto che uomini e donne di tempo in tempo trovano nella religione, nella lingua e nell�identit� pretesti per soggiogare e discriminare altri uomini e donne. Noi tutti abbiamo notato, in un momento o in un altro, che questi valori sono spesso usati come mezzi per raggiungere scopi egoistici o pi� ampi guadagni o vantaggi sociali, economici o politici. E� davvero appropriato che in un consesso come questo si pongano nuove questioni e se ne rinnovino di antiche:
� Quali sono i fattori sociali, politici, culturali ed economici che hanno contribuito ad un dialogo produttivo, sincero e durevole?
� Quali sono i sistemi di valori fondamentali che ciascuna religione apporta per radicare la cultura della pace nelle comunit� e nel concerto delle nazioni, e come possono essere usati per costruire ponti per una maggiore collaborazione tra le religioni del mondo?
� Come possono essere tessuti insieme gli elementi preziosi delle diverse religioni per formare un arazzo nel quale saremo tutti rappresentati in un abbraccio di pace?
Quando ci poniamo queste e altre questioni, dobbiamo superare il desiderio proprio della natura umana di un ordine, un'oggettivit� e una conformita� che spesso tende a condurci alla ricerca e all�affermazione di una verit� unica e non molteplice, di un unico punto di vista e non di una variet� di opinioni e interpretazioni. L�altra sfida che affrontiamo in questi dibattiti � come evitare risposte facili e stereotipate, frutto dei nostri pregiudizi. Un vantaggio derivante dall�accettazione della diversit� e del pluralismo nelle risposte che stiamo cercando di dare � che, in questo modo, prestiamo anche attenzione ai tesori accumulati nell�esperienza, nella saggezza e nella condotta dell�umanit�.
Cos� facendo, riconosceremo le caratteristiche e le peculiarit� di ogni religione, cultura e societa� e il loro contributo al genere umano. Questa posizione puo� essere apprezzata meglio se noi aderiamo alla promozione e alla protezione della biodiversita�, quando essa porta alla conservazione della natura.
Il sentimento e la pratica di una cultura di pace porta con se� la tolleranza, il rispetto, e la comprensione delle altre esperienze nella vita di altre comunita� e di altri popoli.
In breve, la cultura di pace ci distoglie dal provare a costruire gli altri a nostra immagine e ci permette di fare grandi passi in avanti nel vedere aldila� dei muri di pregiudizi e stereotipi che possono essere edificati intorno a noi. La cultura della pace costruisce fiducia in noi stessi e da� nuovo vigore alle relazioni con gli altri.
In Mozambico, attraverso il dialogo e con la partecipazione di varie confessioni religiose, abbiamo potuto porre fine alla guerra che impediva a noi tutti di concentrarci sullo sviluppo.
Con la pace e la stabilita� abbiamo intrapreso una battaglia piu� vigorosa contro la poverta�.
Le varie confessioni si sono unite a noi in una vera collaborazione in questa lotta. Infatti, stanno lavorando seriamente per promovere una cultura di pace e, di tempo in tempo, organizzano funzioni religiose congiunte per sottolineare i comuni obiettivi che tutte loro intendono portare avanti. Inoltre esse intervengono con programmi sociali ed economici finalizzati alla riduzione della sofferenza delle persone e della poverta� nel paese.
Il programma Dream per il trattamento dell�infezione da hiv che Sant�Egidio ha intrapreso in Mozambico e� un buon esempio. Questo si accompagna ad altri programmi mirati ad una formazione (anche universitaria) integrata, tecnica, professionale e spirituale, dei mozambicani , sponsorizzata da altre confessioni presenti nel paese.
Noi crediamo che la promozione di una cultura di pace, la lotta alla poverta� e all�hiv-aids siano un programma comune a cui le diverse religioni del mondo dovrebbero prendere parte.
Le religioni del mondo dovrebbero rafforzare la loro collaborazione con i governi, con le altre organizzazioni della societa� civile e i settori privati per assicurare che questo programma abbia successo e per lavorare sempre piu� alacremente per la pace e la sicurezza internazionale.
Questo incontro porta con se� la sfida di consolidare questa tendenza e di promuovere questa nuova collaborazione per la pace e per allievare la poverta�.
Gli esiti di questo incontro dovrebbero essere strettamente legati a quelli del High Level Plenary Meeting delle Nazioni Unite che avra� inizio tra pochi giorni. Questo e� un evento promosso per fare il punto della situazione sui progressi fatti sulla strada del conseguimento degli �obiettivi del millennio� (Millennium Goals) e per rinnovare la volonta� politica e la determinazione di tutte le parti a raggiungere gli obiettivi stabiliti nel Duemila.
Concludendo, vorremmo sottolineare la nostra speranza che le preghiere da Lione possano illuminare le decisioni del Meeting delle Nazioni Unite e la strada che si apre innanzi a noi.
Grazie molto per la vostra attenzione.
TRADUZIONE DALL'INGLESE