Home page

Previous page

Luned� 12 Settembre 2005 -  Palais des Congr�s de Lyon - Cit� Internationale - Forum 2
L�Oriente e l�Occidente: religioni e culture

 

Joseph Yacoub
Universit� Cattolica di Lione

Introduzione

Scontro o dialogo ?

L�Oriente e l�Occidente sono due mondi diversi per cultura, valori e storia ; si tratta di due aree di civilt� completamente distinte. All�interno di ognuna di esse esiste una moltitudine di civilt�. Questo per dire fino a che punto le cose siano complicate. Esse si sono scontrate, e sono stati gli intellettuali a sostenere l�opposizione dell�una all�altra, ma non sono mancati i promotori del dialogo. Oggi l�umanit� affronta grandi sfide. Come fare dunque per riconciliare questi due mondi?

Per quanto ci riguarda, noi parteggiamo per il dialogo. La globalizzazione nella quale viviamo � anche la compenetrazione delle civilt�, delle culture e delle religioni. Le societ� umane non sono mai state cos� multiculturali e multireligiose. Diciamo subito che la politica del dialogo non � unicamente appannaggio delle societ� occidentali. In Asia, per citare solamente alcuni esempi, Arabi, Musulmani, Buddisti e Induisti dialogano molto, ma � triste constatare come di tali scambi di opinione non giunga che una debole eco in Europa. A questo proposito, il Libano costituisce un esempio vivace e stimolante. I cristiani d�Oriente siriaci e nestoriani hanno un�esperienza di 1400 anni di dialogo con i Musulmani. L�Egitto � un grande centro intellettuale in cui il dibattito su tradizione e modernit� � aperto sin dal 19� secolo. L�Organizzazione araba per l�educazione, la cultura e le scienze(ALECSO), l�agenzia culturale della Lega degli Stati Arabi porta avanti da anni un lavoro notevole in questo campo. Possiamo citare anche il dialogo islamo-cristiano a Doha, su iniziativa dell�Emiro del Qatar.

Un mondo fatto di civilt�

E� una realt� che il nostro pianeta � diviso e suddiviso in civilt�, religioni e culture. Il mondo � costituito di aree culturali. E� indiscutibile. Ogni civilt� � un tutto armonioso e ordinato, ma non si tratta di blocchi monolitici. Cosmas Indicopleustes, Tatiano, Bardesiano, il patriarca Michele il Siriaco, Bossuet, Montesquieu, Eliseo il recluso, Ernest Renan, Oswald Spengler, Arnold J. Toynbee e Jacques Pirenne l'hanno mostrato nelle loro opere. E prima di loro gli storici greci e latini. Tre storici e geografi arabo-musulmani del 10�-11� secolo meritano di essere citati per la pertinenza delle loro ricerche sull�argomento : al-Tabari, al-Massoudi e al-Birouni. Gli affiancheremo volentieri il sociologo arabo-berbero Ibn-Khaldoun (14� secolo). Esistono innegabilmente dei punti in comune propri ai diversi mondi e aree di civilt� : mondo indiano, mondo cinese, mondo arabo-musulmano, mondo occidentale, mondo cristiano d�Oriente, area dell�Oceania, Europa occidentale, Europa dell�Est, mondo latino americano, mondo africano... Negare ci� sarebbe dimostrare la propria cecit�.

A seconda delle appartenenze, le questioni e le priorit� vengono poste in maniera diversa. L�Occidente, in senso lato, � pi� sensibile alla democrazia e ai diritti umani. Altrove, in Oriente, predominano la questione nazionale ed identitaria, i diritti collettivi e comunitari, il diritto dei popoli all�autodeterminazione, la dimensione spirituale, senza escludere la democrazia ed i diritti dell�uomo. In alcune regioni, il problema religioso e il suo statuto nella societ� e nello Stato possono essere pi� determinanti. Per ogni mondo spazio-temporale, umano e culturale c�� una diversa rappresentazione geopolitica, differenti immaginari collettivi e diverse percezioni della societ� e del mondo.

I valori occidentali della modernit�

Cerchiamo di andare oltre, e vedere quel che ogni mondo intende per principi e valori. Questa lettura � inseparabile dalla modernit�.

La modernit� ha prodotto un uomo nuovo in Occidente. L�uomo � concepito come una categoria sostanziale, esistente per se stesso. Egli viene immediatamente separato dal cosmo, dall�universo, strappato alla divinit�, estratto dalla natura e dalle altre specie viventi. A partire da fonti esclusivamente umane (ragione svincolata dalla tradizione e dall�esperienza, volont� personale, autonomia intangibile divenuta sinonimo di indipendenza), egli ha un certo numero di diritti per il semplice fatto che � un uomo capace di intendere e come tale possiede una validit� universale anteriore all�organizzazione sociale, indipendente dalla cultura, dall�ambiente e separata dal mondo. Un primato viene quindi riconosciuto alla ragione e ad un ideale esclusivamente umanista. D�altra parte, egli � un essere secolarizzato nel senso pieno del termine, e che si vuole libero dagli obblighi e dai divieti sociali. Egli � una causa prima e trova la sua fonte in se stesso. Per lui la democrazia � una priorit� e si mostra di conseguenza molto sensibile ai diritti individuali e alle libert� pubbliche.

Per quanto riguarda l'origine ed i fondamenti del potere che lo appoggia e lo protegge, egli � concepito come un�istituzione razionale e puramente umana. Questo ci rimanda alla dottrina filosofica che vuole che la societ� nasca da un contratto, in un certo senso una somma di volont� individuali perfettamente libere e una giustapposizione di elementi indipendenti. Da questo disegno discende una societ� ridotta a un insieme di individui trattati praticamente come divinit�, dove l�individuo costituisce l�origine del fatto societario e lo scopo ultimo dell�associazione politica. In questo modo, il legame sociale non avrebbe alcuna finalit� al di l� dell�individuo, ed alcuna dimensione trascendentale.

I valori orientali

Da un punto di vista �orientale� (termine generico per designare tutto ci� che non � occidentale), l'individuo non viene negato, ma � prima di tutto considerato all�interno di un gruppo sociale, fortemente vincolato a doveri sociali, a norme etiche, al rispetto dovuto alle tradizioni e agli antenati, e ai divieti che non pu� trasgredire. Questo individuo vive in una societ� subordinata e gerarchica, tributaria dei diritti e degli obblighi all�interno del gruppo ed della comunit� nazionale, e in uno speciale rapporto con la divinit�. Esiste un legame tra il cielo e la terra. Si pu� anche affermare che egli � una causa seconda. Nell�induismo, il punto di partenza non � l�uomo, ma l�ordine socio-cosmico. L�uomo ne fa parte, certo, ma in una relazione globale in cui i rapporti tra lo Stato e la Societ�, il civile e il religioso, il Cielo e la Terra, il sociale e il legislativo, il visibile e l�invisibile, lo spazio della coscienza e quello della giustizia umana, il temporale e l�eterno, sono interdipendenti. Secondo il pensiero cinese di Confucio, bisogna rispettare la gerarchia e l�ordine della societ�, e dare la stessa importanza ai doveri e ai diritti dell�individuo, in relazione con la famiglia e la societ�.

Riguardo al potere, anche se esso si impone agli uomini per mettere fine al disordine - legittimato del resto da tutte le civilt� - esso, a differenza dello Stato moderno e del suo senso della centralit�, � diffuso e disseminato tra molteplici autorit� (politiche, familiari, economiche, sociali, religiose, comunitarie), altrettanti attori che contribuiscono alla regolamentazione interna e partecipano al processo di presa di decisioni. Qui lo Stato non � la sola fonte di norme e regole, ed il potere, forte dei diritti tradizionali e del pluralismo giuridico, si esercita in maniera comunitaria. D�altronde il diritto non discende dal solo diritto, essendo fortemente determinato dalle circostanze e dai costumi.

Quanto al legame con la divinit�, esso, a differenza che nelle societ� occidentali, pu� tradursi in una concezione meno laica del rapporto tra la societ� e lo stato. Questa questione � di grande attualit� nei paesi arabo-musulmani oggi. Essa suscita molti interrogativi.

Ogni civilt� � multipla

Se esistono delle componenti comuni alle civilt�, come anche delle differenze di percezione, ci� non vuol dire che ogni mondo sia omogeneo. Ogni cultura � alla confluenza di molte culture. Cio�, nessuna di esse � pura.

D�altro canto, nel passato si sono avuti dei dissensi interni in seno ad ogni civilt�, e numerosi antagonismi tra di esse. Per citarne solo qualcuno, l�ortodossia si declina al plurale, come il protestantesimo e l�islam. Lo stesso vale per il cristianesimo orientale, diverso per definizione e distinto da vari punti di vista dal cristianesimo occidentale. All�interno di ogni mondo ci sono dei sotto-mondi. La storia della cristianit� occidentale � segnata da lacerazioni. Nella storia non sono esistiti due nemici pi� feroci dell�impero bulgaro e quello bizantino, nonostante fossero entrambi devoti alla stessa obbedienza ortodossa. I cristiani d�Oriente e d�Occidente sono stati a lungo in conflitto e le conseguenze dei concili di Efeso (431) e di Calcedonia (451) non sono ancora scomparse. La stessa religione cristiana non ha impedito all�impero bizantino, cristiano, di opprimere i cristiani orientali siriaci. Un altro esempio. Facendo riferimento alla stessa religione, l'islam, gli Arabi, i Turchi, i Persiani e i Curdi si sono spesso affrontati.

Perch� le civilt� non sono entit� astratte. Esse si collocano nello spazio, si inseriscono nel tempo, si insinuano nei rapporti di forza e hanno il colore degli uomini che le promuovono, mossi dalle loro ambizioni e dalla loro volont� i dominio.

Contatto e compenetrazione di civilt�: ogni cultura � alla confluenza di molte culture

Ma, ed � importante sottolinearlo, esse sono sempre state in contatto e si sono reciprocamente influenzate. Non si smetterebbe mai di contare le mutue influenze linguistiche che hanno segnato un gran numero di civilt�, pensiamo all�arabo al turco, al persiano. Le parole francesi che cominciano con le lettere y e z sono per la maggior parte di origine straniera. Tutti i nomi francesi che finiscono in el, tranne Marcel, sono di origine semitica. L�Andalusia con le sue citt� Cordoba, Granada e Siviglia � un esempio eminente di incrocio tra le culture e le religioni, tra l�Oriente e l�Occidente.

Oggi, piuttosto che parlare di scontro Oriente/Occidente, preferiamo insistere sulle differenze nella percezione dei valori e della loro predominanza agli occhi dei popoli (libert�, uguaglianza, interdipendenza, diritto dei popoli, diritti e obblighi reciproci, diritti individuali e diritti collettivi...) che generano incomprensioni.

Oggi i conflitti non nascono dallo scontro di civilt�, ma dalla loro fusione e dagli antagonismi culturali che ne conseguono, preannunciando conflitti ulteriori. Il vero scontro � quello dei valori in cui la tradizione e la modernit� si affrontano in modo particolarmente doloroso.

Ci� che � ovvio per l�uno, � problematico per l�altro. Le societ� moderne, tutte, sono sempre pi� multiculturali. Praticamente tutte le societ� sono meticcie, e le culture si sono arricchite, oltre che scontrate, attraverso i contatti reciproci.

Qualche spunto di cambiamento

Viste le sfide, ci� che conta � come far coesistere persone appartenenti ormai ad una tale diversit� di tradizioni religiose, a diverse civilt� e culture, per far s� che possano vivere insieme e in armonia. In queste condizioni, un discorso basato sulla tolleranza ed il rispetto sembrerebbe imporsi da entrambe le parti. La tolleranza dovrebbe diventare una prassi. Come?

Per fare ci�, sono necessarie delle riforme nel campo dell�insegnamento della storia, della letteratura, della filosofia, della storia delle idee e dell�orientalismo. In filosofia, letteratura e storia delle idee, bisognerebbe cercare di allargare il dibattito in Occidente agli scrittori e al pensiero non europeo, e in Oriente alle idee occidentali. Questo sforzo dovrebbe essere reciproco, perch� � fondamentale per pacificare e rassicurare. Quanto all'orientalismo, qui il termine � utilizzato in senso generico. Si tratta dello studio del mondo non europeo, dei paesi asiatici, del mondo arabo-musulmano, dell�ebraismo e dell�Africa. Per quanto riguarda la linguistica, si dimentica che spesso la lingua � alla confluenza di molte lingue. L�apprendimento delle lingue pu� dunque giocare un ruolo nell�avvicinamento. Per la storia, ecco qualche spunto:

- la necessit� di allargare e superare il quadro nazionale e di dare all�insegnamento della storia una dimensione universale. E� uno degli obbiettivi dell�UNESCO.

- Sviluppare diversi approcci e diversi punti di vista in materia di lettura degli avvenimenti storici. Dopo tutto � una questione di sguardo.

- Insistere sullo sviluppo degli scambi culturali tra le civilt� evitando di riprodurre sempre i conflitti del passato. Ora, anche nei conflitti le culture si sono reciprocamente influenzate...

- Sviluppare non solo gli aspetti politici della storia, ma anche quelli sociali e culturali.

Conclusione

Due mondi complementari

Viviamo oggi un periodo di transizione di cui � difficile prevedere gli sbocchi. I mondi si compenetrano nonostante tutto, ricchi della loro diversit�, ma allo stesso tempo si scontrano l�uno con l�altro col peso delle loro differenze. Le comprensioni si mescolano alle incomprensioni. Ma se scommettiamo sul dialogo, dobbiamo sperare che lo scontro diminuir�, e che la stabilit� e la pace prevarranno. Ci� che unisce gli uomini � pi� forte di ci� che li separa. E� una questione di educazione. La coabitazione riuscir� se investiamo nella cultura. Papa Benedetto 16 ha detto durante la GMG a Colonia lo scorso 21 agosto: �L�insegnamento � il mezzo attraverso il quale si comunicano idee e convinzioni�

L�Occidente ha bisogno dell�Oriente e l�Oriente ha bisogno dell�Occidente. Questi due mondi sono complementari.

(traduzione dal francese)

Copyright � 2005 - Comunit� di Sant'Egidio