Presso i musulmani, dal bacio della terra marocchina davanti a 80.000 giovani musulmani, Giovanni Paolo II ha piantato la sua prima eredit� nei cuori dei musulmani del mondo. Ha mostrato il primo dialogo interreligioso tra la chiesa di Roma e i musulmani del mondo. Ha dimostrato che si � appena concretizzata una nuova storia ed � appena nata una nuova tolleranza.
Dinanzi a quegli 80.000 giovani musulmani Giovanni Paolo II e per la prima volta nella storia della chiesa una messa viene celebrata e un papa guida la preghiera cristiana cattolica che i cristiani del mondo seguirono attraverso i media poich� tra gli 80.000 musulmani marocchini allo stadio d�onore di Casablanca non vi era alcun cristiano.
Giovanni Paolo II con tutta l�eredit� che costituiva a partire da San Pietro, non ha celebrato una messa lontano dall�altare e dalla chiesa ma una cosa � sicura: ha inizio una nuova epoca della storia. Nessuno lo aveva compreso al tempo ma Giovanni Paolo II dopo il 1985 e precisamente il 13 aprile 1986 va a visitare la sinagoga di Roma e di l� la prima eredit� che ci ha lasciato � la fiducia nelle altre religioni del libro.
Il 25 ottobre 1986 il Papa motivava il suo invito ad Assisi come un gesto di buona fede al riparo dai retro pensieri politici della storia, facendo rinascere il Vaticano II. La stessa scelta di Assisi esprimeva il desiderio del Papa di porsi sotto il patrocinio di un apostolo della tolleranza e dell�amore universale.
L�invito di Assisi del Papa � un�iniziativa fino a quel momento un poco marginale, quasi confidenziale e all�improvviso apparve come fonte di primaria importanza per tutti i rappresentanti religiosi venuti ad Assisi per digiunare e pregare.
Questo incontro internazionale per la pace � rimasto come eredit� di Giovanni Paolo II, questo � ci� che ha fatto comprendere alle genti dicendo �il fatto che noi siamo venuti qui accogliendo i partecipanti non implica alcuna intenzione di ricercare un consenso religioso tra noi o di negoziare le nostre convinzioni di fede. N� significa che le religioni possono riconciliarsi sul piano di un comune impegno in un progetto terreno che le sorpasserebbe tutte. N� esso � una concessione a un relativismo nelle credenze religiose, perch� ogni essere umano deve sinceramente seguire la sua retta coscienza con l�intento di cercare e di obbedire alla verit�.
Il nostro incontro attesta soltanto che nel grande impegno per la pace, l�umanit�, nella sua stessa diversit�, deve attingere dalle sue pi� profonde e vivificanti risorse, in cui si forma la propria coscienza e su cui si fonda l�azione di ogni popolo.�
Tutti erano coscienti del fatto che la preghiera non � concepita allo stesso modo nelle diverse tradizioni religiose diceva Jacqueline Roug� (ex co-presidente della conferenza mondiale delle religioni della pace/WACRP). � stata fatta dunque la scelta non di pregare insieme ma di essere insieme per pregare.
I partecipanti si sono raccolti in diversi luoghi di Assisi per pregare Dio, gli ebrei, i cristiani, i musulmani, ciascun gruppo religioso comprendeva che la pace di Giovanni Paolo II va ben oltre gli sforzi umani.
Nel suo discorso Giovanni Paolo II diceva: �La forma e il contenuto delle nostre preghiere sono molto differenti.
S�, ma in questa stessa differenza abbiamo scoperto di nuovo forse due cose che ci uniscono: l�imperativo interiore della coscienza morale, che ci ingiunge di rispettare, proteggere e promuovere la vita umana, specialmente dei deboli, dei poveri, dei derelitti: l�imperativo di superare l�egoismo, la cupidigia e lo spirito di vendetta e anche la convinzione che la pace va ben oltre gli sforzi umani, che perci� la sua sorgente e realizzazione vanno ricercate in quella Realt� che � al di l� di tutti noi. � questa la ragione per cui ciascuno di noi prega per la pace.�
Il cardinale Roger Etchegaray diceva di Giovanni Paolo II: �non ho mai visto Giovanni Paolo II cos� spesso come nella preparazione dell�incontro di Assisi poich� era importante curare tutto nei particolari. Alcuni hanno compreso male il senso dell�evento mentre il papa aveva comunque fatto di tutto per evitare la confusione con altri eventi non aventi lo stesso scopo.� La personalit� di papa Giovanni Paolo II era costruita su una limpida fede in Dio e sul perdono verso tutti gli esseri umani, di qualsiasi razza, colore o paese. Quello che gli interessa � l�essere umano in se stesso e a volte Dio mette alla prova la sua passione ma il papa Giovanni Paolo II con la preghiera e la volont� di Dio riesce ad essere presente agli eventi e consegue dei risultati, come il perdono che ha offerto a colui che ha cercato di assassinarlo e appena ha potuto camminare ed uscire dall�ospedale, si � diretto da colui il quale gli ha voluto fare del male, si � confidato con lui e gli ha donato il perdono. Ecco un�eredit� di cui un altro essere umano non pu� fare a meno, la stessa giustizia non pu� perdonare un assassino, � per questo che tutti hanno compreso che Giovanni Paolo II aveva il solo obbiettivo di fare attenzione a dare l�esempio religioso. Con la sua personalit� e la sua fede ha teso la mano non solo ai cristiani ortodossi ma anche agli ebrei e ai musulmani cercando di trasformare i pensieri riposti della storia in amore pulito e a domandare ai religiosi del libro di rileggere i libri sacri con una nuova lettura tradotta dagli appelli per la pace che non ha mai mancato di inviare ogni anno ai nostri incontri internazionali per la pace.
Diceva sempre che i punti di riferimento che ci uniscono sono pi� numerosi di quelli che ci separano, lo ha ripetuto spesso in conferenze internazionali, sociali, o mediche �
Il Vaticano prendeva posizioni simili alle posizioni ebraiche e musulmane per il bene degli esseri umani e, applicando la volont� di Dio e sono tante le posizioni alle quali nessuno poteva arrivare se non per la via di Giovanni Paolo II, che pronunciava la verit�, esprimeva la verit� attraverso la sua forza divina come il suo comportamento verso le guerre economiche, politiche e sociali quando spiega che la guerra non � mai stata una soluzione per gli esseri umani ma un male che bisogna sempre evitare. Era il solo a parlare ad alta voce e dire alla pi� grande forza contemporanea �no alla guerra� ed ha impiegato come miglior metodo la ricerca del dialogo sociale e dell�unit� internazionale, domandava sempre un ruolo importante per la religione che permetteva di approfondire un aspetto della vita in comune cio� a Gerusalemme dove Dio vuole il dialogo, dice il papa, e attenzione al nazionalismo, alla forza del numero poich� Dio appartiene a tutti e davanti al muro del Pianto a Gerusalemme il papa Giovanni Paolo II era da solo oltrepassando tutte le linee rosse ed esprimendo che la citt� santa chiamata citt� della pace ha bisogno della pace poich� Dio � pace.
La pi� grande eredit� ricevuta da Giovanni Paolo II non sono le parole ma gli atti d�amore.
Gli incontri internazionali per la pace organizzati dalla comunit� di Sant�Egidio sono un�esperienza ereditata da Giovanni Paolo II nella quale i laici, i religiosi del libro e le altre religioni si trovano insieme nel rispetto reciproco per una globalizzazione che crede all�altro chiunque esso sia.