2 Aprile 2005. Questo � un giorno che verr� ricordato a lungo, in particolar modo dai religiosi del mondo, perch� il 264esimo Vicario di Cristo, Sua Santit� Papa Giovanni Paolo II ha lasciato questo modo, dopo 26anni di servizio devoto.
Guardando in dietro nella storia, l�elezione di Papa Giovanni Paolo II � stata piena di eventi inusuali. Innanzitutto � stato il primo papa straniero eletto dopo 455anni, era un uomo giovane di 58 anni, e il suo predecessore era improvvisamente deceduto dopo soli 40 giorni di pontificato. Questi particolari sono la dimostrazione di come la storia volesse che Papa Giovanni Paolo II entrasse in scena. D�altra parte � come se Dio avesse investito il Papa di un ruolo fondamentale nella storia, ruolo che il Papa ha manifestato talvolta con dolcezza, talvolta con severit� e passione, lasciandoci quindi una grande eredit�.
Il funerale del sommo pontefice � stato celebrato l�8 Aprile in Vaticano, dove hanno partecipato non solo i capi di stato insieme ai rappresentanti di diverse religioni, ma anche rappresentanti di diversi ambiti specialistici. Inoltre vi sono stati milioni di persone che hanno reso omaggio al defunto papa e sono state celebrate numerose funzioni religiose in molti Paesi del mondo. Anche in Giappone � stata celebrata una santa messa presso la Cattedrale di Saint Mary, alla quale hanno partecipato Sua Altezza il Principe e diversi rappresentanti del governo. Ci� che pi� ha colpito il pubblico, � stata la partecipazione non solo di cattolici ma anche di semplici cittadini. Questo a dimostrazione che l�attivit� del Papa ha coinvolto non solo la Chiesa Cattolica, ma tutte persone del mondo.
Sono stato invitato a partecipare a questo 19esimo Incontro Interreligioso, qui a Lione, organizzato dalla Comunit� di Sant�Egidio.
Sono molto onorato di poter esprimere il mio discorso in questa tavola rotonda, � L�eredita di Papa Giovanni Paolo II�. Tuttavia allo stesso tempo, sento anche una grande resposabilit�. Questo perch� l�eredit� del Sommo Pontefice � talmente grande che per me sarebbe impossibile riportarvene tutti. Non solo. Anche se ho il grande desiderio di realizzare almeno parte di questa eredit�, questo non fa altro che rendermi cosciente della carenza delle mie proprie forze.
Ma cercher� di farmi coraggio e vorrei ricordare insieme a voi, alcuni aspetti del rapporto tra il Papa e il Giappone, un rapporto che non ha visto precedenti nella storia.
La persona che ha fatto da ponte tra i rappresentanti delle religioni giapponesi e il vaticano, � stata il Cardinale Sergio Pignedoli, il secondo presidente dell�attuale Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Il Papa ha volutamente menzionato il nome del Cardinale Pignedoli durante la Sua visita in Giappone, lodandone il carattere buono, e contemporaneamente ha ringraziato i rappresentanti delle religioni giapponesi per aver apprezzato l�attivit� del cardinale. Questo dimostra quanto fosse ben voluto dai vari rappresentanti religiosi. Nel luglio 1978, presso il lago di Nemi, situato a nord di Roma, egli ha presieduto la conferenza tra il vaticano e i rappresentanti religiosi del Giappone. In quell�occasione, diede inizio alla conferenza con queste parole: � Ci siamo riuniti qui come uomini di pace, come uomini del dialogo, come uomini di religione�. Queste parole furono cariche di suggestione e ora vorrei prenderle in prestito per poter parlare dell�eredit� del Sommo Pontefice.
Innanzitutto vorrei parlare di Papa Giovanni Paolo II come un �uomo di pace�.
Il Papa cap� l�importanza della pace grazie alla propria esperienza. L�universit� che frequentava venne chiusa con l�avvento del nazismo e sotto il socialismo, instauratosi dopo la guerra, visse in un clima di restrizione, dove non esisteva n� libert� di parola n� di religione.
Quando poi penso al Papa e alla pace, non posso non ricordare l�appello di pace che fece durante la Sua visita a Hiroshima, posto in cui l�umanit� vide per la prima volta l�orrore dell�atomica. Disse: � Il motivo per il quale ho voluto visitare Hiroshima, � perch� sono fermamente convinto che guardare al passato significa impegnarsi per futuro�, indicando cos� la Sua forte determinazione per lavorare per la pace. Inoltre aggiunse: � I monumenti che ricordano una vittoria, non solo celebrano la vittoria di una delle parti, ma allo stesso tempo ci indicano la morte e la sofferenza di molti altri�, indicando cos� che anche un evento da celebrare da parte del vincitore, � allo stesso tempo evento di sofferenze e di dolore per i vinti. E ci ha ricordato che �non � facile eliminare l�odio e l�ostilit� degli uomini�.
Quest�anno ricorrono i 60 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In diverse parti del mondo si � celebrato l�evento. Mentre osservavo queste manifestazioni, mi sono reso conto che le parole del pontefice erano esatte. Come disse il Papa proprio perch� �la guerra � fatta dagli uomini� non dobbiamo scoraggiarci �e dobbiamo continuamente ricordare e ripetere a noi stessi che la guerra non � una cosa inevitabile�.
Questo � stato lo storico appello di pace che questo �uomo della pace� ha rivolto da Hiroshima al mondo intero .
In secondo luogo , vorrei parlare del Papa come l��uomo del dialogo�.
Egli partecip� al Concilio Vaticano Secondo, dando il Suo contributo alla stesura di Gaudium et Spes ( Costituzione Pastorale della Chiesa nel Mondo Moderno). Cerc� inoltre di dare alla Chiesa un nuovo ruolo, cosa che s�impegn� di realizzare con la Sua ascesa a Sommo Pontefice. Il risultato � stato l�ecumenismo. Non solo ha dato forza alle attivit� ecumeniche esistenti, ma si � impegnato al miglioramento dei rapporti con le grandi religioni monoteiste, quali l�Islam e l�Ebraismo. Inoltre intraprese il dialogo con l�Asia, cosa che nessuno aveva mai fatto. I viaggi ecumenici che fece durante il Suo pontificato sono stati in tutto 104, e si dice che il totale di questi sia 3 volte la distanza tra la terra e la luna.
Inoltre nell�ottobre 1986 ha organizzato l�incontro interreligioso ad Assisi, un evento importantissimo nella storia delle religioni. Quell�incontro ha fatto s� che il mondo capisse che il dialogo tra le religioni e i religiosi fosse fondamentale per la realizzazione della pace nel mondo. Da quel momento il dialogo interreligioso � diventato l�orientamento pi� comune. Nell�agosto 1987, vi fu il Summit Religioso presso il Monte Hiei, in Giappone, sulla base dello spirito di Assisi e da quel momento in poi, incontri similari si sono tenuti in tutto il mondo.
Allo stesso modo, il Papa ha espresso l�importanza della comprensione e del rispetto delle diverse religioni e culture, come principio fondamentale per il dialogo. Per fare un esempio, in occasione della Sua visita nel 1981, ai rappresentanti religiosi disse che l�alta moralit� della societ� giapponese � stata profondamente influenzata dall�insegnamento dello Shintoismo della �purezza, rettitudine e sincerit�� e che lo spirito del Bussismo giapponese, espresso nelle grandi parole di Saicho � Dedicarsi agli altri, dimentichi di s� stessi, � la pi� grande compassione� , rende veramente possibile il dialogo religioso. Inoltre si prodig� come �uomo del dialogo� convinto che � lo spirito che porta ad ascoltare gli altri viene fortificato nella preghiera, e d�altra parte, la preghiera apre i cuori degli uomini� e che �il dialogo inizia quando apriamo i cuori con la volont� di ascoltare gli altri. Questo porter� giustizia e perdono, quindi la pace�.
Infine vorrei parlare di Papa Giovanno Paolo II come un �uomo di religione�.
Il Sommo Pontefice perse la madre all�et� di 8 anni; perse suo fratello maggiore a 11 anni e il padre quando ne aveva 20. Ha quindi subito queste sofferenze dall� adolescenza fino alla Sua maturit�. Credo che siano state queste esperienze a far crescere in Sua Santit� la capacit� di condividere le pene altrui, capacit� essenziale per il Suo futuro da uomo di religione. Il Papa rappresenta il pilastro della teologia cattolica ed � stato detto che interpretasse la dottrina in modo rigido e formale. Per questo � stato spesso giudicato come un conservatore, ma sono convinto che questo giudizio sia sbagliato.
Quando il Papa mor�, il vescovo Jun�ichi Nomura, presidente della Conferenza Episcopale Giapponese, lo descrisse con le parole della Sacra Bibbia: �Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede� (II Timoteo 4, 7).
Il Papa ha continuato a esprimere rammarico e a chiedere perdono per le atrocit� commesse nel passato in nome della Chiesa, quali l�Inquisizione e le crociate. Questo ha richiesto non solo un enorme coraggio da parte del papa, ma dimostra anche che le Sue azioni sono frutto di una fede consapevole, indicatagli dal Signore.
Sotto questo punto di vista il Papa ha vinto la Sua battaglia contro gli errori del passato, e inoltre invece di limitare il Suo operato all�interno della sola Chiesa, ha anche lavorato incessantemente per contrastare i numerosi problemi del mondo.
Ha combattuto come uomo religioso contro le guerre tra le etnie, la guerra in Iraq, la bioetica, l�economia internazionale, la discriminazione razziale, la distruzione ambientale.
Innovazione non significa far propri i trend del momento e parlare sempre di cose che le persone vorrebbero sentire.
Essere conservatori non significa difendere a tutti i costi gli usi ormai decaduti del passato.
Il fatto che il Papa sia stato dipinto come conservatore ed insieme innovativo, a seconda della persona che Lo ritraeva, dimostra chiaramente che in qualit� di �uomo di religione� abbia veramente messo in pratica la volont� di Dio.
Papa Giovanni Paolo II � stato veramente un �uomo della pace, un uomo del dialogo e un uomo di religione�, ma � stato chiamato in cielo e non � pi� qui con noi.
Vorrei concludere con la risposta che diede Shakyamuni Buddha in punto di morte alla domanda � Quando lei morr�, a cosa ci potremmo affidare per continuare a vivere?� fatto da un suo discepolo. �Siate voi stessi candele, fate della verit� - il Dharma- le vostre candele�, ossia � dovete affidarvi a voi stessi e dovete andare avanti facendo del Dharma la vostra fonte�.
Grazie per l�attenzione.
(traduzione dal japponese)