Vi esporr� le mie riflessioni su questo tema in tre punti:
1) La preghiera � la comunicazione vivente dell�uomo con Dio, l�Eterno
2) La preghiera dell�uomo verso Dio, il Creatore e Redentore, � la radice per la pace dell�uomo in preghiera con Dio e in questo anche con se stesso
3) La preghiera dell�uomo verso Dio, Re di tutti i Re, � la radice per la pace tra gli uomini e anche tra le confessioni, le religioni e le culture
In primo luogo: la preghiera � la comunicazione vivente dell�uomo con Dio, l�Eterno
Cristiane e Cristiani sanno � insieme ai credenti di fede ebraica e islamica � che Dio, l�Eterno, ha creato l�intero cosmo e anche gli uomini. Con questo l�Eterno ha istituito un rapporto speciale tra s� e gli uomini. Gli uomini sono creati a immagine di Dio. Sono anche stati designati ad essere compagne e compagni di Dio. Sono stati creati capaci di comunicare con Dio, pu� essere rivolta loro la parola da Dio e possono rivolgerla a Dio. Dio ha rivelato agli uomini la sua parola e il suo volere, come ci � testimoniato nella Sacra Scrittura. Nella Sacra Scrittura Dio ci ha rivelato che Egli vive in un rapporto vivente con noi uomini e che noi uomini nell�unione con Lui dobbiamo assumerci la responsabilit� per noi stessi, per la nostra societ� umana e per il nostro mondo. Per poter essere all�altezza di questa responsabilit�, Dio ha rivelato i suoi comandamenti a Mos�; oltre a questo, ha ispirato e ispira gli uomini attraverso il suo Spirito.
Allo stesso tempo, le Cristiane e i Cristiani testimoniano che la prima e mai interrotta alleanza � quella tra il Dio di Israele e il popolo di Israele. Ma gi� nel concludere l�alleanza con Abramo c�era l�intera umanit� nello sguardo (di Dio). E noi crediamo che l�ebreo Ges� di Nazareth ha esteso questa esclusiva alleanza all�umanit� intera, cos� che gli uomini di tutti i popoli, attraverso la loro fede in Ges� Cristo, sono figli del Dio di Israele.
Dio aspetta la nostra preghiera come espressione del rapporto vivente con Lui. Le Cristiane e i Cristiani si rivolgono nella comprensione e nella pratica della preghiera alla Bibbia, ai Salmi e specialmente a Ges� Cristo come parola vivente di Dio, Egli che ha istruito le sue giovani e i suoi giovani nella pratica della preghiera e ha insegnato loro il �Padre Nostro�.
In riferimento alla figura di Ges� Cristo comunicata nei Vangeli, io vorrei riassumere in tre tesi la mia comprensione della preghiera:
1.1 Unico destinatario della mia preghiera � Dio, l�Eterno, l�Uno, Solo e Unico. Questo Dio mi � stato rivelato come Padre attraverso Ges� Cristo. Attraverso di lui Dio mi ha accordato la sua forza e il suo Spirito. Nella preghiera mia personale e in quella liturgica non c�� alcun intermediario tra Dio e me, nessun santo e neppure alcun clero consacrato.
1.2 La mia preghiera a Dio, Creatore del cielo e della terra, porta sempre in s� una dimensione, che la innalza al di sopra dell�esclusiva comunicazione del singolo e della singola credente. La preghiera del �Padre Nostro�, che fu trasmessa alla Chiesa da Ges� Cristo sulla base della sua tradizione ebraica, ci insegna a tenere davanti agli occhi, pregando, il nostro prossimo e il nostro mondo. In altri termini, �Padre Nostro� e non �Padre Mio�; noi preghiamo che la volont� di Dio � anche la pace e la giustizia � avvenga in tutto il cosmo e non soltanto nel nostro piccolo, personale �mondo privato�; noi colleghiamo la supplica a perdonare la nostra colpa alla nostra disponibilit� a perdonare il nostro prossimo.
1.3 Preghiera come espressione di una comunicazione vivente con Dio non significa per me rinuncia alle preghiere e alle forme di preghiera trasmesse dalla tradizione liturgica. La mia personale preghiera pu� ricorrre alle preghiere formulate della Sacra Scrittura, di altri fratelli della fede dal passato e dal presente,o pu� ricorrere a frasi formulate da me stesso. Ma alcune situazioni della mia vita richiedono anche la preghiera libera, spontanea. Oltre a questo, c�� una preghiera senza parole, la �preghiera dele cuore, che si collega al mio ritmo di vita, al mio inspirare ed espirare.
In secondo luogo: la preghiera dell�uomo verso Dio, il Creatore e Redentore, � la radice per la pace dell�uomo in preghiera con Dio e in questo con se stesso
La preghiera a Dio, il Creatore e il Redentore, preserva gli uomini dal peccato di hubris (arroganza), dal cinismo e dalla rassegnazione. Pregando, noi accettiamo la nostra natura di creature e la nostra limitatezza. Nella nostra preghiera noi veniamo preservati dall�idolatria per noi stessi e dalla divinizzazione di persone o idee umane. Nella preghiera a Dio noi possiamo espandere la pienezza della nostra vita: lodare e ringraziare, supplicare e pregare, ma anche: litigare e piangere.
Il Dio vivente, che istituisce con noi un rapporto vivente, � anche il destinatario della nostra disperazione, della nostra incapacit� di comprendere, della nostra tristezza e della nostra ira.
Poich� Ges� in Croce pot� pregare di essere stato abbandonato da Dio, morendo pot� affidare il suo spirito nelle mani di Dio.
Cos� la preghiera, nel nostro soffrire in questo mondo e nella nostra personale esperienza di morte, pu� sempre nuovamente preservare anche noi da disperazione, cinismo e rassegnazione.
La fiducia e l�esperienza, che Dio ascolta, non significa per� in ogni caso che Egli ci esaudisca.
Quando noi ci rivolgiamo a Dio nella preghiera per chiedere aiuto e protezione, Egli ci ascolta veramente, ma allo stesso tempo ci restano i dolori e gli affanni, e anche la sconvolgente esperienza della morte non ci � risparmiata.
Il 3 febbraio di quest�anno nostra figlia Meike, malata di leucemia, � morta all�et� di 22 anni. Giaceva nelle braccia di mia moglie Anne e nelle mie, quando varc� le soglie della morte. Le nostre figlie Kathrin e Annika e la sorella di mia moglie, Elke, erano presenti. Eravamo tristi e disperati. Abbiamo cantato corali, letto salmi e pregato. Fu la forza della preghiera che non ci fece sprofondare nella tristezza e nella disperazione. Anche se la nostra mancanza di comprensione per le vie del Signore rimane, nella collera non siamo giunti a interrompere il nostro rapporto di preghiera con Dio.
Perch� ci � stato assicurato: la vicinanza di Dio continua anche nella disgrazia, oltre la morte e il morire. Anche se tutti i nostri averi, la nostra intera esistenza terrena � condannata alla morte, la nostra anima sar� preservata nel regno di Dio che viene. Da questo noi troviamo pace con noi stessi. In questa speranza noi possiamo accettare la nostra limitatezza, vulnerabilit� e mortalit� e fare pace con noi. Cos� la preghiera � alla radice della pace con Dio e da questo con noi stessi.
In terzo luogo: la preghiera dell�uomo verso Dio, Re di tutti i Re, � la radice per la pace tra gli uomini e anche tra le confessioni, religioni e culture.
Nella preghiera a Dio, Re di tutti i Re, noi ci apriamo alla volont� di Dio, diamo tempo e spazio all�azione dello Spirito Santo in noi.
La preghiera apre i nostri occhi non soltanto rispetto alla nostra limitatezza umana, ma anche rispetto al nostro essere a immagine di Dio, rispetto alla nostra responsabilit� di uomini per la creazione di Dio. Dunque: la pace, la giustizia e la conservazione della creazione sono stati affidati da Dio alla nostra responsabilit�.
La preghiera a Dio, Re di tutti i Re, ci libera dalla dipendenza rispetto a tutti i potenti, che possono esercitare potere su di noi. Noi facciamo esperienza di questa liberazione, per poter rispettare i comandi e i valori di Dio. Cos� la preghiera porta a riflettere e riconsiderare il messaggio biblico e sfocia in un agire di giustizia e di pace. Nella preghiera Dio ci assicura la sua presenza vivente come fondamento e incoraggiamento per i nostri progetti e azioni. Nella preghiera noi �incameriamo� allo stesso tempo la potenza di Dio, per agire come suoi governatori nella nostra quotidianit�, il che serve a preservare la vita. Cos�, nel servizio del Dio vivente noi possiamo accostarci con intenzione pacifica a tutti gli uomini. Alla radice di un rapporto vivente con un Dio vivente, passi di pace si lasciano compiere, anche se la pace sar� e rester� sempre un rischio.
Cos� la preghiera come comunicazione vivente con il Dio della pace � radice per la pace con noi stessi e con tutti gli uomini con cui viviamo insieme.
(traduzione dal tedesco)