Vorrei parlare della preghiera alla radice della pace in un duplice senso. Da una parte la preghiera come strumento di pacificazione interiore della persona. Dall�altra, la preghiera come condizione previa per raggiungere la pace o meglio ancora per essere in grado di ricevere il dono della pace. Partir� dalla mia tradizione cristiana, monastica e romanocattolica.
Si tratta di due aspetti diversi del rapporto tra la preghiera e la pace, ma credo che abbiano un collegamento tra di loro pi� forte di quanto possa apparire in una prima analisi. Nella base di ambedue c�� una verit� di fede fondamentale: la pace, la pace vera, � un dono di Dio. E proprio perch� si tratta di un dono bisogna chiederlo a Dio nella preghiera. Per l�azione dello Spirito Santo il nostro cuore, e la nostra persona tutt�intera, viene gradualmente trasfigurata e trasformata fino al punto di poter accogliere la grazia di Dio; e, dal punto di vista cristiano, di vivere la comunione con Ges� Cristo, che � portatore di riconciliazione e di pace.
La preghiera, strumento di pacificazione
La tradizione monastica cristiana ci insegna che per il combattimento della preghiera, fondamentale in tutta la vita del monaco ed anche di tutti i credenti, la vita spirituale di chi prega riceve pian piano il balsamo della pace. I pensieri, l�immaginazione, le pulsioni, anche la memoria e in certo senso i livelli pi� profondi della propria psicologia si unificano e sono progressivamente guariti e pacificati per l�azione dello Spirito Santo.
Bisogna, per�, dire che per pregare si deve creare prima uno spazio de silenzio e di pace all�interno della persona, perch� vengano smesse le voci, le immagini, le pulsioni agressive che spesso inondano la mente ed il cuore (afettivit�). Altrimenti non � possibile adentrarsi nella preghiera. C�� dunque un processo di preparazione alla preghiera tramite la pacificazione del mondo interiore di ognuno; e poi l�immersione nella preghiera stessa rafforza, approfondisce e fa crescere la pace interiore. Insieme, in modo inseparabile, c�� la forza della preghiera che impelle verso la pacificazione con gli altri che pregano, con tutti quanti stanno in rapporto con noi, con l�umanit� intera. Infatti, l�uomo e la donna di preghiera si sentono uniti a tutti i suoi fratelli di umanit� in tutte le parti del mondo dove siano.
Vorrei fare acenno alla preghiera liturgica �o preghiera ufficiale della Chiesa� perch� � uno degli elementi pi� importanti della vita di preghiera. Anche questa preghiera ha bisogno di un certo momento di preparazione per pacificare il curore e fare silenzio nel pi� intimo. Secondo la teologia cristiana, nella liturgia la persona umana trova le sue radici ed il suo senso (chi � e da dove viene) e le sue prospettive (a quale meta si indirizza e qual�� la strada che vi conduce). In una parola, la liturgia � il luogo dove la persona umana trova il senso profondo della sua esistenza (per impostare il mio discorso sulla litugia prendo la lettera apostolica de Giovanni Paolo II Orientale Lumen del 1995). E le prospettive �la fine a cui si indirizza� non sono altre che la partecipazione alla vita divina tramite quel processo che la tradizione cristiana chiama �divinizzazione�. Tutti siamo chiamati a questa trasfigurazione dal momento in cui Dio ci ha chiamato all�esistenza. � una trasfigurazione radicata nella pace.
La liturgia �sempre secondo la teologia cristiana�, sia nei sacramenti che nell�Ufficiatura, si vive tra la memoria e l�attesa, il che ci apre un immenso orizzonte spirituale e ci libera di sentirci priggionieri del presente. La liturgia, certamente, ha una triplicie dimensione: � memoriale dell�opera salvifica che Dio fecce nel passato; � attualizzazione nell�oggi affinch� l�azione di Dio raggiunga le persone di ogni epoca; ed � invocazione e attesa dei tempi ultimi, del ritorno del Signore Ges�, anticipandolo in qualche modo. Nel vivere la liturgia, l�attesa del futuro (escatologica) non ha niente di passivit�; piuttosto al contrario, spinge a diventare, gi� adesso in quan sia possibile, ci� che non siamo ancora pienamente. Questo aiuta a vincere il pessimismo esistenziale, ci muove ad impegnarci per il bene, la giustizia e la pace e ci proietta verso la speranza di Dio che non delude.
Con questa prospettiva, la liturgia ci manifesta la dimensione ultima di tutto il creato. Partendo dalla trasparenza delle cose create che ci offre la liturgia, dobbiamo considerare la sua �grande capacit� per coinvolgere la persona umana nel suo insieme�, visto che �nell�azione sacra, anche la corporeit� viene coinvolta nella lode e nella belleza�. La liturgia si serve del corpo (vestiti liturgici, abito corale, riverenze, e altri espressioni corporali) per esprimere gli atteggiamenti interiori ed invitare chiunque vi partecipa a contemplare la bellezza spirituale a partire dell�armonia di luce, colori, musica, profumi, fiori, ecc. Questa armonia � spiritualmente pacificante e muove il cuore a creare dei rapporti armonici con gli altri e con la realt� circondante.
La liturgia dunque rivela, in modo particolare, la natura profonda della nostra corporeit�. �Nell�atto liturgico, il corpo umano mostra la sua natura intima di tempio dello Spirito�. �La liturgia rivela che il corpo � in cammino verso la trasfigurazione, verso la spiritualizzazione�. E allo stesso tempo, la liturgia rivela la natura profonda del nostro essere assemblea, comunit�, aperta a tutti gli abitanti del mondo credenti e non credenti. Perch� la liturgia ci fa capire que non siamo dei singoli a pregare, ma un popolo di credenti che deve vivere unito per legami di amore vicendevole e deve apprisi a tutti.
�A chi cerca un rapporto veramente significativo con se stesso con gli altri e con il cosmo... la liturgia rivela la strada verso l�equilibrio dell�uomo nuovo� e lo invita a rispettare la potenzialit� del mondo creato chiamato ad essere trasformato per Dio alla fine. In questo modo, �anche se continuiamo a sperimentare l�amarezza� dei nostri limiti, dell�agressivit� che nasce nel nostro cuore, e dei nostri peccati, la vita liturgica ci insegna a non abbandonarci al rimprovero costante e all�angoscia o alla disperazione, perch� nel nostro �interno attua il potere della divinit��. Dio effonde la sua misericordia e la sua vita divina nel cuore malato dell�umanit� e le dona la capacit� di arrivare ad essere trasformato per la grazia. C��, quindi, una trasfigurazione della realt� sia a l�interno di ogni credente, sia all�esterno anche nelle cose pi� quotidiane, di cui fanno parte i rapporti con gli altri.
In questo modo, la preghiera liturgica conforma la spiritualit� del credente, ed offre una scuola per la preghiera individuale, nella solitudine e nel silenzio del proprio cuore. Nel processo della preghiera liturgica e della preghiera personale, per l�azione dello Spirito Santo, si verifica una progressiva pacificazione della persona. Chi si lascia prendere in mano dalla liturgia della Chiesa, si accorge come nella sua vita si verifica un processo di unificazione, di approfondimento, di controllo sui pensieri e sui movimenti del cuore e dello spirito (della psich�); in una parola, vede fiorire la pace nella stanza chiusa e segreta dove si � da solo in presenza di Dio. A partire di questo, sia la preghiera liturgica che la preghiera privata diventano una invocazione che intercede sull�umanit� intera, che prega per la pace nei cuori, tra i popoli e le nazioni, per lo sviluppo delle regioni povere, per la giustizia ed il rispetto alla dignit� di ogni uomo ed ogni donna. Questa preghiera apre alla comprensione ed al rispetto di tutte la tradizioni religiose, ed anche del pensiero laico o ateo. Fino al punto che siamo in grado di comprendere che non � mai lecito invocare ragioni religiose o filosofiche per giustificare la violenza o la guerra.
Ho parlato del processo verso la pacificazione �del cuore e dei sentimenti� che procede della preghiera liturgica. E di come questa preghiera imposta la preghiera individuale che ciascuno fa nel segreto del suo cuore. Ambedue preghiere creano uno stato di pace all�interno della persona orante.
Questo favorisce, poi, i rapporti con gli altri. Ma per raggiungere la vera pace in una comunit�, in una nazione, in uno stato o tra diversi stati, bisogna che il Signore tocchi il cuore di tutti e ci faccia il dono della sua presenza che porta all�unit� nella pace. Infatti, la mia sperienza personale di dialoghi con altri fratelli e sorelle delle altre Chiese cristiane, con credenti ebrei e musulmani � che pi� si prega pi� si sente la necessit� di volersi bene e di lavorare per la pace nel mondo. Qualche cosa di simile ho potuto sperimentare con credenti di altre religioni, particolarmente induisti e buddisti, e con esponenti del mondo laico: se si approfondisce il mondo interiore de ciascuno nella meditazione e nella preghiera, si diventa pi� unito ed accresce l�impegno per la pace.
La preghiera per la pace
In questo secondo punto mi riferir� molto brevemente alla preghiera per la pace, e pi� concretamente a quelle preghiere pi� consuete e abituali della liturgia romana (che � la mia) nelle quali la Chiesa chiede il dono della pace. I libri liturgici (che contengono le preghiere ufficiali della Chiesa Cattolica) offrono diverse possibilit� di mettere in atto la preghiera per la pace.
Nel rito di introduzione alla celebrazione della Messa (o liturgia eucaristica) c�� un momento di compunzione, di chiedere il perdono per i propri peccati tra cui quelli opposti al amore vicendevole ed alla pace.
Ogni giorno la preghiera della Chiesa di Occidente chiede exolcitamente il dono della pace nel cuore della sua liturgia. Penso, in primo luogo alle diverse preghiere eucaristiche. Cos� nel Canone Romano (Preghiera Eucaristica =PE I): �Padre clementissimo, noi ti supplichiamo... di accettare... di benedire... questo santo e immacolato sacrificio. Noi te l�offriamo anzittuto per la tua Chiesa santa e cattolica, perch� tu le dia pace�; �disponi nella tua pace i nostri giorni�. Oppure nella PE III: �per questo sacrificio di riconciliazione dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero�. Nella PE V/C c�� un riferimento pi� indiretto: �La tua Chiesa sia testimonianza viva di verit� e di libert�, di giustizia e di pace, perch� tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo�; e anche nella PE V/D: �in un mondo lacerato da discordie la tua Chiesa risplenda segno profetico di unit� e di pace�. La Preghiera di Riconciliazione II chiede lo Spirito Santo �perch�... la Chiesa risplenda in mezzo agli uomini come segno di unit� e strumento della tua pace�.
E pi� avanti della celebrazione, dopo l�orazione del Padrenostro c�� un�intensa preghiera per la pace sviluppando l�ultima domanda dell�orazione del Signore: �Liberaci, o Signore da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni...�. E di seguito, viene il segno della pace, che si fa subito dopo il Padrenostro. L�introduzione a questo rito accenna alla sorgente divina della pace: �Signore Ges� Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: �Vi lascio la pace, vi do la mia pace�, non guardare ai nostri peccato, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unit� e pace secondo la tua volont�...�.
Vorrei fare ancora un acenno alla lode angelica, riportata nel Vangelo di Luca (Lc 2, 14), posta all�inizio dell�inno Gloria in excelsis Deo che si canta ogni domenica (tranne nei tempi di Quaresima e di Avvento) e ogni solennit�. L�assemblea prende le parole degli angeli, che annunziano la nascita di Ges�: �Gloria a Dio nell�alto dei cieli, pace in terra e agli uomini la buona volont��. Il disegno di Dio per l�umanit� intera � di pace e di concordia.
Finalmente vorrei ricordare que papa Paolo VI dispose che ogni primo gennaio, all�inizio del anno civile secondo il computo dell�era comune, fosse considerato como la Giornata per la pace. Per i cristiani � l�ottavo giorno dopo la festa del natale di Ges�, il messaggero divino di pace, come � stato anunziato dagli angeli secondo il Vangelo di Luca. I testi della liturgia di quel giorno acennano in diversi momenti al tema della pace.
Conclusione
La pace che gli angeli invocano sulla terra, e che noi chiediamo instancabilmente nella preghiera della Chiesa e nell�orazione privata, insieme agli uomini e le donne di buona volont�, � dono di Dio ma richiama la nostra conversione e la trasfigurazione della nostra persona, della nostra vita, dei nostri rapportri con gli altri e con tutto il cosmo. Il dono di Dio che riceviamo si deve esprimere nell�amore vicendevole, nell�apertura agli altri, nella donazione reciproca, nella pace del cuore e nel impegno a favore della giustizia e la pace tra le persone e i popoli.
� ovvio dunque che la persona nel suo insieme viene coinvolta in questa avventura della preghiera per la pace. Il corpo, l�anima e lo spirito, i pensieri e i movimenti del cuore, le passioni e i desideri, tutto quanto fa parte della nostra natura umana deve essere permeato e trasformato dallo Spirito Santo. In questo modo la preghiera ha un efetto di pacificazione all�interno della persona e all�interno di ogni comunit�. Il dono della pace che presiede i rapporti tra le persone si allarga anche al cosmo e quindi ai rapporti con la natura, con gli esseri viventi e con ogni elemento materiale, dove risplende anche la Bellezza del Creatore.
Se il dono della pace vera non ci � stato ancora concesso pienamente in questo mondo a causa della durezza del nostro cuore e dell�egoismo umano, almeno possiamo radunarci per chiederlo e per dirci che siamo in tanti di diverse etnie, culture, religioni, filosofie a desiderare la pace, a impegnarci per la pace. Quando preghiamo insieme tutti i cristiani, e quando ci incontriamo con uomini e donne di altre religioni che partecipano della �buona volont�� per cercare di conoscerci e di volerci bene, quando invochiamo per l�umanit� tutta intera il dono della pace, stiamo iniziando a camminare sulla strada giusta e possiamo sperimentare e condividere un p� di quella pace che ci fa veramente e pienamente umani.
Siamo a Lione dove si venera la memoria del santo vescovo Ireneo, che nel secolo II dell�era cristiana fu, nella Chiesa indivisa, un campione della ricerca della verit�. Ma sempre, anche nelle sue controversie, fece onore al suo nome di artefice di pace. Lui preg� e cerc� instancabilmente la riconciliazione e la pace. Possa esserci uno stimolo e un intercessore perch� tutti noi possiamo sempre ed in ogni luogo �irenei�, artefici di pace.