La tentazione dell��euroscetticismo�
Parlare oggi di �futuro dell�Europa� pu� sembrare non cos� scontato, anche perch� non si possono nascondere le difficolt�, le fatiche, o addirittura le �battute di arresto�, che il processo di costruzione di una �nuova Europa� va incontrando.
Basterebbe ricordare il travagliato iter di approvazione nei singoli Stati del Trattato costituzionale europeo, con la �bocciatura� che esso ha conosciuto in alcune consultazioni referendarie. N� si possono tacere i problemi economici, sociali e culturali posti al Continente europeo dall�evidente affacciarsi sulla scena mondiale di altri protagonisti, dalle dimensioni gigantesche, con il potere che essi vanno sempre pi� assumendo in ambito commerciale. Si deve poi aggiungere la �sfida� di un�autentica coabitazione pacifica nella stessa Europa di molteplici e diverse identit� culturali e religiose: una �sfida� aggravata dal devastante fenomeno del terrorismo, che va oltre i confini europei e che viene identificato � ritengo in modo pretestuoso � da alcuni e in una certa opinione pubblica come �scontro tra civilt��.
Tutto questo concorre a diffondere un clima di �euroscetticismo�, che porta a guardare all�Europa e al suo futuro con perplessit� e sfiducia.
Ma � proprio in momenti come questi che appaiono quanto mai importanti e urgenti la presenza e l�azione di persone che non si arrendono all�ineluttabile.
La testimonianza di Giovanni Paolo II
Tra costoro � oltre ai �padri fondatori� dell�Europa contemporanea � va annoverato il papa Giovanni Paolo II, morto nello scorso mese di aprile, dalla cui intuizione hanno preso avvio anche questi �Incontri interreligiosi e interculturali per la pace�, promossi dalla Comunit� di Sant�Egidio nello �spirito di Assisi�.
Sento vivo il bisogno di ricordarlo perch� egli non ha mai smesso di guardare con speranza al �futuro dell�Europa�, ponendo le basi pi� solide perch� esso si possa realizzare nel segno della verit�, della giustizia, della libert�, della solidariet� e della pace.
Papa Wojtyla � che pure ha sperimentato il dramma di un�Europa attraversata dalla guerra, divisa in due tronconi e in gran parte soggiogata dalla dittatura � ha continuamente alzato con coraggio la sua voce e si � instancabilmente adoperato perch� l�Europa comprendesse tutti i popoli e le Nazioni che le appartengono quasi per �diritto nativo�, ritrovasse la sua unit� e si presentasse come autentica �casa comune� e come vera �famiglia di nazioni�.
Appassionatamente partecipe di ogni vicenda del Continente, ha saputo offrire all�Europa prospettive di alto profilo morale e spirituale. E ad essa ha indicato, come compito ineludibile, quello di riscoprire e valorizzare in tutta la loro potenzialit� la preziosa e molteplice eredit� religiosa e, in particolare, la profonda anima cristiana che hanno sempre caratterizzato e, in qualche modo, fondato l�Europa e il ricco patrimonio del suo umanesimo. In questo senso, il �futuro dell�Europa� � sempre stato descritto dal Papa nella direzione di una �Europa dello spirito�, fondata sui valori superiori che attingono alle dimensioni della trascendenza e della spiritualit� e di cui il cristianesimo, insieme con le altre autentiche espressioni religiose, � portatore.
Si comprende, allora, come � ad esempio parlando, il 29 marzo 1999, ai membri dell�Assemblea Parlamentare del Consiglio d�Europa � lo stesso Giovanni Paolo II si sia cos� espresso: �La vostra Assemblea ha recentemente dichiarato che �la democrazia e la religione non sono incompatibili, al contrario� La religione, a motivo del suo impegno morale ed etico, dei valori che difende, del suo senso critico e della sua espressione culturale, pu� essere un prezioso partner della societ� democratica� (Raccomandazione 1396 [1999] n. 5)�. E � dopo aver apprezzato questa raccomandazione, �poich� essa d� alla vita spirituale e all�impegno delle religioni nella vita sociale e nel servizio dell�uomo il posto che corrisponde loro� � cos� concludeva: �le religioni hanno un contributo particolare da apportare alla costruzione europea e rappresentano un fermento per la realizzazione di un�unione pi� stretta fra i popoli� (GIOVANNI PAOLO II, Profezia per l�Europa, a cura di M. SPEZZIBOTTIANI, Piemme, Casale Monferrato, 1999, n. 1605).
Il contributo delle religioni per un �umanesimo di pace�
Ma ci chiediamo: in che cosa consiste questo �contributo particolare� e in qualche modo decisivo che le religioni possono offrire per la costruzione dell�Europa di oggi e di domani?
Si tratta di un apporto quanto mai specifico e originale, che affonda le sue radici nell�essenza stessa di ogni religione quale riconoscimento di Dio e della sua trascendenza e divinit� da parte dell�uomo credente. Proprio in questo ogni religione ritrova ci� che di pi� originale e di pi� solido ha da offrire per il �futuro dell�Europa� e del mondo, nel segno di un nuovo �umanesimo di pace�.
� la storia stessa ad attestarlo. Ogni volta che non si � pi� riconosciuta la �santit�� di Dio, anche la dignit� dell�uomo � stata calpestata e la �sacralit�� della sua vita non � stata pi� salvaguardata e tutelata. �, allora, proprio nel proclamare, testimoniare e riconoscere l�esistenza e la �santit�� di Dio che le religioni possono offrire il loro insostituibile contributo per un nuovo �umanesimo di pace�, di cui il mondo ha un grande e insopprimibile bisogno.
Questo nuovo �umanesimo� nasce e si sviluppa solo nel riconoscimento di Dio. Quando ci� non avviene, � l�uomo stesso a farne le spese ed � la convivenza tra le persone e tra i popoli a subirne le pi� gravi e nefaste conseguenze. Quando si prescinde da ogni riferimento religioso e da ogni etica superiore, si smarrisce il senso dell�uomo e si apre la strada a ogni forma di dispotismo, alla manipolazione pi� radicale dell�uomo e della sua vita, alle pi� gravi ingiustizie, ai conflitti, al terrorismo, alle guerre. Viceversa, quando il senso di Dio rimane vivo nel cuore di ogni persona e nella cultura dei popoli, l�uomo � ogni uomo, qualunque ne sia la storia, la razza, la religione, la condizione sociale, economica e culturale � viene riconosciuto nella sua quasi infinita dignit� e viene aperta la strada per una convivenza a misura dell�uomo stesso, nella solidariet�, nella giustizia, nella libert� e nella pace.
�, dunque, dalla forza debole e inerme delle religioni � che, professandone l�esistenza, mantengono vivo e vitale il senso di Dio � che pu� e deve venire il �coraggio di un umanesimo di pace�.
Ed � solo nutrendo e rafforzando il coraggio di questo umanesimo che anche l�Europa pu� avere un �futuro�. Non, per�, un �futuro� qualsiasi, ma un �futuro� degno della sua storia e della sua vocazione, che le chiedono di consolidarsi secondo un modello nuovo di unit� nella diversit� e di realizzare se stessa come una �famiglia di nazioni� tra loro riconciliate, sempre aperta e accogliente nei confronti degli altri popoli e Continenti, responsabilmente coinvolta nell�attuale processo di globalizzazione, instancabilmente impegnata a costruire la pace dentro i suoi confini e nel mondo intero.
Le religioni nell�odierno contesto europeo
Questo, del ruolo e del compito delle religioni in ordine al �futuro dell�Europa�, � un tema particolarmente attuale in un contesto nel quale, a dispetto di ogni �profezia� contraria, il fenomeno religioso continua a presentarsi come un elemento tuttora presente e capace di attirare l�interesse di molti.
In realt� � nonostante che il secolo scorso si sia presentato, soprattutto in Europa, come il secolo pi� secolarizzato � assistiamo oggi, nel Continente europeo, ad una �rinascita religiosa�, che lascia stupefatti quanti avevano preconizzato, con lo svilupparsi e l�affermarsi della modernit�, la �morte di Dio� e la pratica scomparsa delle religioni.
� pur vero che oggi in Europa la religione si propone in maniera diversa da come veniva proposta uno o due secoli fa e che il modo di viverla non � pi� quello del passato. Ma � altrettanto indubitabile che la vecchia Europa, pur cos� laica e secolarizzata, conosce una nuova vitalit� dell�esperienza religiosa. A ben guardare, l�Europa si presenta come un continente nel quale religione e secolarizzazione sembrano andare di pari passo. Lo testimonia anche la vicenda dei regimi comunisti, nei quali, nonostante la politica antireligiosa pi� aggressiva, la religione non � mai scomparsa del tutto e nei quali, pur nel crescere di una diffusa secolarizzazione, si assiste oggi ad una fiorente rinascita religiosa.
Certo, quella di molti europei � un�esperienza religiosa spesso vissuta nel segno del �relativismo� e del �fai da te�. La religione diventa, cos�, sempre pi� un fatto assolutamente privato. Ne derivano, da parte di alcuni osservatori, la preoccupazione per l�affermarsi di un mondo senza identit� e senza sicurezze e, nel contempo, la richiesta di far riemergere con forza il senso della radice etica cristiana dell�Europa: di farlo riemergere come uno strumento identitario che porti chiarezza, talvolta anche come un�arma da brandire per differenziarsi.
Ma parlare di religioni in Europa significa anche far riferimento al tema della �coabitazione� tra diverse religioni, una �coabitazione� che oggi conosce espressioni differenti da quelle di ieri. Le rive del Mediterraneo a maggioranza musulmana sono state per secoli una terra in cui, nel bene e nel male, ebrei, cristiani e musulmani vivevano insieme. Ma oggi, in quegli stessi Paesi, le minoranze sono quasi del tutto scomparse, a causa delle guerre, delle ideologie, dei conflitti religiosi e dell�antisemitismo: a Istanbul, Alessandria, Beirut, fino a Sarajevo, la �coabitazione� � finita e anche a Gerusalemme i cristiani sono sempre di meno. Anche in conseguenza delle immigrazioni, questa �coabitazione� si �, piuttosto, trasferita al Nord: a Parigi, Londra, Milano e in molte altre citt� europee. Ma oggi essa conosce non pochi problemi e difficolt�, cos� che la vera sfida � di dare vita ad una �coabitazione�, anzi ad una �convivenza�, nel segno del dialogo, del rispetto reciproco, dell�accoglienza, di una vera e propria amicizia.
Alcune �condizioni� per un positivo apporto delle religioni
In questo quadro, il ruolo importante e decisivo del cristianesimo e delle religioni per il �futuro� dell�Europa pu� davvero manifestarsi in modo positivo solo ad alcune �condizioni�, che qui richiamo brevemente e senza alcuna pretesa di completezza.
1. � necessario e urgente, anzitutto, riconoscere quanto la religione faccia intrinsecamente parte delle viscere pi� profonde della civilt� europea. Dimenticarlo o negarlo significa costruire il �futuro dell�Europa� su basi fragili e insicure e, in qualche modo, votare il Continente europeo alla sua dissoluzione. Parlando di religione in Europa, si deve s� far riferimento alle molteplici radici culturali e religiose che hanno segnato la vicenda storica di questo Continente. Ma non si pu� ignorare che tutte queste ispirazioni hanno storicamente trovato nella tradizione giudeo-cristiana una forza capace di armonizzarle, di consolidarle e di promuoverle. N� si pu� dubitare che il cristianesimo abbia impregnato, anche se laicizzandosi, le forme di vita e i valori europei. Tutto ci� va riconosciuto e riscoperto con fedelt� creativa, certi che il riferimento al cristianesimo non costituisce una sorta di substrato archeologico per la civilt� europea, ma ha a che fare con l�attualit� della vita degli europei.
2. Nello stesso tempo, parlando di cristianesimo, emerge quanto mai pressante e indilazionabile la �sfida� dell�unit� tra le grandi tradizioni cristiane: cattolica, ortodossa, anglicana e protestante. Non � pi� possibile che le Chiese cristiane coabitino nell�indifferenza o, peggio, nella concorrenza tra di loro. La loro responsabilit� � di dare vita, con sempre maggiore determinazione e coraggio, ad una vera e propria testimonianza comune. �, questa dell�ecumenismo, una �sfida�, anzi un �dovere�, che esige dalle Chiese e dalle Comunit� ecclesiali in Europa un sovrappi� di impegno e di coraggio. Se l�Europa � stata la culla della divisione tra i cristiani, i cristiani in Europa devono sentirsi impegnati pi� di chiunque altro a cercare le vie pi� adatte per giungere quanto prima al superamento delle divisioni. Fino a quando ci� non accade, come pu� il cristianesimo essere, in tutta la sua potenzialit�, un reale fattore di unit� e di pace e concorrere cos� all�edificazione di un�Europa a servizio della pace sulla terra?
3. Una terza condizione perch� il compito delle religioni per il �futuro dell�Europa� si possa realizzare � di adoperarsi con tutte le energie per dare vita ad una vera �coabitazione� pacifica tra tutte le identit� e le confessioni religiose, nella quale si sappia coniugare adeguatamente la dimensione della �identit��, con i suoi aspetti di stabilit�, con quella della �evoluzione�. Le identit� stesse, per altro, sono sempre realt� in evoluzione, che meglio si precisano e, in qualche modo, si arricchiscono nel confronto e nel dialogo con le altre tradizioni. In questa prospettiva, soprattutto oggi, vivere � anzi, convivere nel segno del rispetto, dell�accoglienza reciproca, della stima e dell�amicizia � con il �religiosamente altro� fa parte � deve far parte! � del codice di comportamento delle comunit� religiose che abitano il Continente europeo. Il dialogo interreligioso non � solo un �imperativo etico�, ma � quasi un insopprimibile �bisogno� starei per dire fisiologico, se non si vuole che la compresenza di diverse identit� religiose si trasformi in fattore di conflitto e di instabilit�. E, per essere vero, questo dialogo non deve nascondere o minimizzare le differenze. Deve, piuttosto, riconoscerle con onest�, spronandoci tutti a rispettarci e ad amarci a vicenda anche in ci� che, a causa della nostra intima convinzione religiosa, ci distingue gli uni dagli altri.
4. Ancora: in un�Europa nella quale la presenza ebraica costituisce una componente decisiva e storica della cultura, occorre vedere l�ebraismo europeo come una realt� viva che tutti ci interpella. In questo ambito, � necessario che la memoria della �Sho�� � che ha rappresentato il punto pi� basso della storia di questo Continente � ci veda tutti responsabilmente coinvolti e ridesti le nostre coscienze, impegnandole ad eliminare ogni conflitto e ogni causa che sta alla radice dei conflitti stessi. Questo � ancora pi� importante e indilazionabile in un momento nel quale assistiamo con preoccupazione al riemergere dell�antisemitismo in forme nuove e in nuovi contesti e quando vanno manifestandosi nuove forme di ostilit� generalizzata verso gli stranieri.
5. C��, poi, la necessit� di superare ogni apatia, disimpegno, parzialit� o, addirittura, settarismo nel rapporto con i musulmani. Certo, per l�Islam, l�Europa � ancora una periferia. Ma il nostro Continente pu� rappresentare, per l�Islam stesso, un terreno di contatto significativo con i valori della nostra civilt�, con la laicit�, con la democrazia. Molto dipender� dal futuro dell�Islam in Europa. �, questa, una �sfida� che non ci deve lasciare passivi o, peggio ancora, in un atteggiamento di paura o di pessimismo. Molto dipender� anche da tutti noi e, in particolare, dal rapporto che si verr� sviluppando, in Europa, tra cristiani e musulmani. � un rapporto � ricordava papa Benedetto XVI a Colonia, lo scorso 20 agosto � da vivere nel segno di un vero e proprio dialogo interreligioso e interculturale, che �non pu� ridursi ad una scelta stagionale�, ma che si presenta come �una necessit� vitale, da cui dipende in gran parte il nostro futuro� (Ai rappresentanti di alcune comunit� musulmane, Colonia, 20 agosto 2005, in �L�Osservatore Romano�, 22-23 agosto 2005, p. 5). E, in questo rapporto, pu� rivelarsi particolarmente importante la questione dell�educazione dei giovani, una educazione da realizzare nel segno della collaborazione, cos� da far fronte, con ottimismo e speranza, alle numerose sfide che il nostro tempo ci propone.
6. Un�altra �condizione� ancora vorrei ricordare. � quella dell�azione comune di tutte le religioni per contrastare e superare la dilagante barbarie del terrorismo, che � qualunque ne sia la matrice � � sempre una scelta perversa, vile e crudele, indegna di ogni essere umano. �, questo, un impegno che non pu� conoscere indecisioni e non pu� accettare fiacchezze di nessun genere. � un impegno che esige da ogni credente di estirpare dai cuori qualsiasi sentimento di rancore, di non lasciare spazio a nessuna forma di intolleranza, di opporsi ad ogni violenza, di adoperarsi per sradicare dalla convivenza tutte le cause che possono favorire l�affermarsi di questa deriva del terrore. � un impegno, infine, che deve contare sulla forza disarmata e disarmante della preghiera.
Tutti uniti al servizio dell�uomo
Concludo rilevando che a tutti noi credenti � qualunque sia la nostra religione � � affidato un compito importante e irrinunciabile: quello di non arrenderci di fronte alle difficolt� e all�ineluttabilit� di situazioni che possono sembrare senza via di uscita.
Il �futuro dell�Europa� dipende in gran parte anche da noi. Per noi tutti c�� un grande spazio di azione in cui essere uniti al servizio degli europei di oggi e di domani. � lo spazio di una fattiva, concreta, coraggiosa e fiduciosa collaborazione per la difesa e la promozione della dignit� della persona e di tutti quei diritti che da essa scaturiscono, a iniziare dal diritto alla vita.
� proprio la difesa e la promozione della dignit� della persona umana e dei suoi diritti, come di tutti i fondamentali valori morali e spirituali che vi sono connessi, a costituire il primo e pi� immediato ambito di azione che ci pu� e ci deve vedere impegnati, allo scopo di dare all�Europa il volto �nuovo� di una casa �accogliente� per tutti e �spalancata� sugli orizzonti dell�intera umanit�.
� il nostro stesso essere �credenti� ad esigerlo! Ed � questa una condizione fondamentale perch� il �futuro dell�Europa� sia all�insegna di un autentico �umanesimo di pace�.