Home page

Previous page

Luned� 12 Settembre 2005 -  Palais des Congr�s de Lyon - Cit� Internationale - Forum 1
Un sogno per l�Africa: bambini senza AIDS

 

Leonardo Palombi
Comunit� di Sant�Egidio, Italia

L�AIDS non accenna a mitigare la sua forza distruttrice, specialmente in Africa, ed anzi, a dispetto della minore attenzione che stampa e media sembrano dedicarle nei paesi occidentali, aggredisce con rinnovata crudelt� tante popolazioni nel sud del mondo. Eppure, nonostante le dimensioni bibliche di questa tragedia, nonostante il senso di impotenza che sembra aver colto molti, mi sembra che sia oggi possibile cogliere una prospettiva positiva per il futuro.

Il titolo della conferenza odierna mi sembra individui al tempo stesso un aspetto centrale dell�AIDS nel suo impatto africano e questo varco di speranza. E� possibile fare qualcosa per le donne, le madri e per i loro figli che vivono in Africa? E� possibile salvare almeno il futuro? Sognare una generazione finalmente senza AIDS?

I numeri denunciano l�ampiezza oggettiva del problema: dal 2002 al 2004, nel solo continente africano le donne con HIV/AIDS sono passate da 12,8 a 13,3 milioni, con un incremento percentuale analogo per quel che riguarda i decessi. Esse costituiscono quasi i 2 terzi di tutte le infezioni. Nella fascia di et� tra i 15 e i 25 anni la proporzione � addirittura superiore ai 3 quarti(76%)). In alcuni paesi dell�Africa Australe le donne con HIV sono 6 volte pi� degli uomini. La vittima africana per eccellenza � dunque una ragazza. La possiamo ulteriormente descrivere come malnutrita, soggetta pi� facilmente alle discriminazioni ed allo stigma, scarsamente istruita e con una bassa conoscenza specifica dell�AIDS. Eppure, nella vita di questa giovane e cos� vulnerabile donna, si nasconde il destino della famiglia africana e della generazione futura. I suoi figli infatti sono inestricabilmente coinvolti nella sua personale vicenda: � noto a tutti come nella famiglia africana il ruolo delle donne sia decisivo, per quel che riguarda salute e sopravvivenza di tutti i bambini. Un dato conferma questo: in 11 paesi africani i bambini orfani superano il 15% del totale. Insomma, quasi un bambino su sei ha perso il padre o la madre a causa della malattia. Si tratta di un esercito oltre 16 milioni di orfani le cui file si ingrossano di giorno in giorno . Le proiezioni ci dicono che in mancanza di interventi efficaci gli orfani da AIDS saranno nel 2010 oltre 25 milioni. Questo � solo uno degli aspetti del problema. L�altro riguarda il numero dei bambini nati sieropositivi in conseguenza della trasmissione verticale dell�infezione. E� noto che la principale via di trasmissione � quella materno- infantile ed � purtroppo altres� noto che gran parte di queste piccole vittime non sopravvivranno ai 10 anni di et�. Alla fine del 2003 oltre 3 milioni di bambini erano stati infettati dal virus. Anche per questo si calcola che la riduzione dell�attesa di vita nei paesi con oltre il 10% di prevalenza dell�infezione da HIV/AIDS si aggira intorno ai 17 anni.

Il programma DREAM (Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition) della Comunit� di Sant�Egidio, rappresenta la realizzazione di un sogno: quello di intervenire oggi sulle giovani donne al duplice scopo di salvare la loro vita e consentire ad esse di partorire ed allevare bambini senza AIDS. Il sogno insomma di salvare il futuro ed alleviare il presente. Il programma � oggi attivo in vari paesi africani: nato in Mozambico si va ora espandendo in Malawi e Tanzania, Kenya e Guinea, mentre importanti accordi sono stati firmati o sono in via di definizione con paesi come la Nigeria, il Congo e l�Angola. Oltre 20,000 sieropositivi beneficiano dei farmaci, della diagnostica, del supporto nutrizionale ed educativo del programma, mentre sono oltre 1200 i bambini nati senza l�infezione. DREAM nasce come una risposta globale alla giovane madre africana, come un sostegno che la raggiunge attraverso diverse dimensioni assistenziali, umane e culturali. Il trattamento anzitutto, un trattamento a fini di cura, si badi bene, non solo di prevenzione. E� questo che permette ai nostri operatori di dire a tante giovani donne che � possibile sopravvivere all�infezione ed � possibile dare alla luce bambini sani, senza AIDS. Il risultato di questo approccio � che le madri seguite da DREAM non fuggono disperate, come spesso purtroppo accade quando la notizia della malattia non si accompagna ad una proposta di cura. Anzi: oltre l�80% delle nostre pazienti finisce per seguire con grande scrupolo l�intero protocollo. E poi DREAM ha dimostrato che � davvero possibile quasi azzerare la trasmissione madre-bambino (siamo oggi scesi sotto il 2%, contro il teorico 25% alla nascita). Non solo: ma i farmaci assunti dalla mamma le consentono di allattare in sicurezza � � questo uno dei pi� recenti risultati della ricerca operativa di DREAM- evitando il frequente contagio dei bambini nei loro primi mesi di vita.

Molta importanza � stata data agli aspetti di partecipazione dei pazienti nel programma DREAM. Per questo � nata l�associazione �Mulheres para o DREAM� che coinvolge ormai centinaia di donne ( e uomini) in terapia. Vorrei dire che questa partecipazione rappresenta una ulteriore tappa del processo di cura, la cui importanza no � inferiore a quella della terapia vera e propria. I pazienti divengono �attivisti� in grado di testimoniare una speranza a tanti altri malati, ma anche di recuperare una dignit� sociale ed economica: svolgono infatti un vero e proprio lavoro salariato di educazione alla pari, di sostegno, con un loro prezioso ruolo nel complesso delle procedure assistenziali.

Un falso e per fortuna oggi superato dilemma morale ha scosso le coscienze intorno al problema dell�AIDS: offrire qualcosa subito a tutti oppure realizzare interventi completi ma in grado di coprire solo gradualmente le popolazioni colpite? DREAM si � schierato da subito con la seconda opzione, ormai generalmente condivisa, nella prospettiva di rapidi scaling up. La ricerca di un golden standard, adeguato a quanto previsto in Occidente, rappresenta anche una scelta di equit�, perch� non si applichino due misure diverse ad esseri umani che vivono semplicemente in aree geografiche diverse. Cos� nei paesi dove opera, DREAM sempre allestisce una completa rete di laboratori di biologia molecolare che costituisce l�ossatura di un sistema di diagnostica all�avanguardia. Questo esempio � eloquente di un ulteriore motivo per cui abbiamo investito nell�eccellenza: cogliere nella epidemia da HIV non solo i problemi ma anche le chance. La possibilit� di ridisegnare l�intero sistema sanitario, finalmente immaginando una sanit� su misura per l�Africa. L�intero continente � afflitto da un grave e crescente problema di accesso alle strutture sanitarie, legato alla sua enorme superficie, alla bassa densit� di popolazione, alla cattiva qualit� delle vie di comunicazione. Al tempo stesso l�Africa esprime una potenziale ricchezza di manodopera, che va ovviamente addestrata. Da queste ed altre considerazioni siamo partiti per concepire un sistema di cura dell�AIDS completamente fuori da grandi e costose strutture ospedaliere, realizzato al contrario in piccoli centri dotati di numeroso personale e di tecnologie di gestione informatica e delle comunicazioni all�avanguardia. E� l�idea di una rete di centri connessi sulle lunghe distanze a scopo di controllo e coordinamento, addestramento e possibilit� di accedere in tempo reale all�opinione di esperti.

La necessit� di introdurre la terapia antiretrovirale estendendola a larghe fasce di popolazione fa emergere la drammatica carenza di quadri medici e infermieristici dotati della specifica professionalit�. Anche per questo DREAM investe moltissimo sulla formazione, sia attraverso corsi teorici sia � ed � questo un elemento peculiare � in stage prolungati in diversi settings: laboratori, maternit� e centri di salute. Vengono formate le diverse figure professionali, tra cui i coordinatori dei centri, gli attivisti e gli informatici, oltre naturalmente a medici, infermieri, biologi e tecnici di laboratorio. Con il 5� corso panafricano tenutosi quest� anno a Maputo sono oltre 1000 i professionisti a tutt�oggi addestrati provenienti da pi� di 10 paesi africani. Anche i pazienti non restano estranei al processo educativo: per essi � stato realizzato un testo, ora edito in portoghese, inglese, francese, swaili e chichewa che rappresenta la base per corsi di educazione sanitaria. Sino ad ora oltre 35,000 persone hanno potuto usufruire di questi corsi che hanno migliorato le conoscenze nel campo dell�igiene della persona, dell�alimentazione, della cura del bambino, dell�abitazione, dell�acqua e della lotta ai parassiti. Riteniamo infatti fondamentale offrire una sorta di alfabetizzazione alla salute a tutti, che funga da recipiente per conoscenze pi� specifiche nel campo del virus dell�HIV.

DREAM rappresenta un modello di intervento teso allo sviluppo, non una risposta di tipo emergenziale. Abbiamo pensato ad un programma di lunga durata, robustamente inquadrato in una cornice di vera partnership con i paesi interessati e con i loro quadri tecnici e politici. Si potrebbe dire �lavoriamo insieme e a lungo, almeno fin quando saranno disponibili nuove e pi� decisive risposte terapeutiche per l�AIDS�. Questo rappresenta uno degli aspetti di DREAM che hanno forse destato pi� stupore nei nostri interlocutori, perch� rappresenta un pensiero ed un approccio almeno insolito nella tradizione delle cooperazioni. Proprio questo non vogliamo essere considerati: una temporanea ed esterna iniziativa di cooperazione. Al contrario abbiamo sempre chiesto di essere considerati come una iniziativa che nasce anche dal basso e dall�interno dei paesi africani. Sant�Egidio non � solo europea ma profondamente africana, come migliaia di suoi membri. DREAM propone un�alleanza per crescere insieme e, diremmo, per imparare di pi�: di qui il grande spazio dato alla ricerca operativa per conoscere ed approfondire in terra d�Africa tutte le incognite che il profilo africano della AIDS presenta.

Siamo consapevoli che quello che � stato sinora realizzato rappresenta solo un primo passo. D�altra parte � dalla concretezza dei successi di DREAM che riteniamo scaturiscano le ragioni di questa proposta: estendere il programma a tanti paesi africani � infatti il nostro principale intento per i prossimi anni (dia cartina descrivere). Ed allora, in conclusione vogliamo dire: la sfida dell�AIDS pu� essere vinta soprattutto se sapremo lavorare insieme, se sapremo cio� accettare una collaborazione globale, nella piena consapevolezza che le reciproche dipendenze non possono e non debbono rappresentare un motivo di sfiducia ma al contrario la chance di una unit� di intenti davvero utile allo sviluppo comune. In questo concerto globale, ne siamo certi, l�obiettivo di un Africa libera dall�AIDS non � un miraggio, ma un sogno possibile.

Copyright � 2005 - Comunit� di Sant'Egidio