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Luned� 12 Settembre 2005 -  Palais des Congr�s de Lyon - Cit� Internationale - Forum 1
Un sogno per l�Africa: bambini senza AIDS

 

Josepha Graciosa Jardim Madeira
Associazione �Mulheres para o DREAM�, Mozambico

Sono Josefa Graciosa Jardim Madeira, mozambicana ho 37 anni e sono madre di 5 figli.

Vorrei oggi raccontarvi la mia storia con l�AIDS.

� stato proprio il 10 giugno del 2003, il giorno in cui ho conosciuto la Comunit� di Sant�Egidio nel centro DREAM di Manga a Beira, la seconda citt� del Mozambico.

Non mi sentivo male e non volevo fare il test visto che mi sentivo molto bene. Devo ringraziare una suora che mi ha convinto a fare il test, perch� ero incinta e volevo sapere il mio stato di salute. Dovevo andare a fare il test. La distanza dal centro prenatale al centro DREAM non � molta ma per arrivare i miei piedi si sono come appesantiti, tutta la gente diceva che le persone che vanno li hanno l�AIDS...

� stato il 10 di giugno, di mattina, non mi ricordo il giorno della settimana, ma ricordo il giorno, il mese e l�anno. E� una cosa che non dimenticher� mai. Per me � stata una grazia.

Sono arrivata in Comunit�, gli operatori mi hanno accolto bene, erano molto gentili. Ho incontrato una nuova umanit�. Ho detto che ero andata a fare il test, sono entrata e l� ho fatto. Poi � arrivato il momento di ascoltare i risultati. Avevo paura ma volevo conoscere la risposta. L�infermiera cominci� a parlarmi. Abbiamo parlato a lungo e a poco a poco ha cominciato a dirmi che ero sieropositiva. Ma mi ha anche spiegato che la mia non era una condanna a morte, come in Mozambico tutti pensano e come anch�io pensavo allora.

Non � stata una cosa facile da accettare. Come potevo fare? Che cosa dire alla mia famiglia? Qual�era il mio futuro?

Andando via dal centro mi hanno regalato cose utili per il mio bambino. Tornai a casa con tutte le cose in uno scatolone. Non mi rendevo conto di quello che mi era accaduto. Appena tornata a casa sono andata direttamente nella mia stanza, ho lasciato le mie cose e mi sono buttata sul letto. Ho cominciato a piangere. Dentro di me dicevo, morir�, e i miei figli con chi resteranno? Gi� sono morta i miei bambini non avranno l�amore di una madre. Cresceranno senza conoscere la loro madre. Perch� doveva succedere proprio a me? Mentre pensavo questo continuavo a piangere. Ho pianto molto quel giorno e ho continuato a piangere per pi� di un mese.

In quello stesso giorno mia madre � venuta a trovarmi e dovevo dirglielo. Non riuscivo a restare sola con quel peso nel petto, lei mi ha chiesto: �E adesso non ti danno niente all�ospedale?� Io ho risposto �Prendo delle medicine, ma le prender� per sempre� Mi ha detto ancora: �Cosa devi fare figlia mia, prendile�.

Sono tornata di nuovo nella stanza � arrivato mio marito dal lavoro e ha visto lo scatolone e ha chiesto �Che cos��?� Ho risposto: �E� il corredo per il bambino, me lo hanno dato in ospedale, c�� un�organizzazione che aiuta alcune donne.� Ho mentito non gli ho detto la verit�, lui ha aperto la scatola, ha visto e ha detto �Nostro figlio � fortunato�. Dentro il mio cuore dicevo �Poveretto, non sa perch� queste cose sono qui.� Non ho avuto il coraggio di dirgli subito la mia situazione. Gli ho detto soltanto che il bambino non poteva essere allattato. Lui mi ha chiesto �Perch�?� Gli ho detto che mi era stato vietato dall�ospedale perch� non avevo un buon latte. � rimasto stupito dicendo �Perch� non hai il latte buono?� Gli ho risposto �I medici mi hanno detto che non � il caso di allattarlo�. E cos� � rimasto zitto.

Ho cominciato la cura. Non sono mai mancata a una visita e non sono mai rimasta senza prendere le medicine. � arrivato il giorno del parto e ho avuto il beb�. In quel preciso momento guardavo il mondo in un� altra maniera. Non piangevo pi�, ho cominciato a sperare e quando andavo al centro ero sempre ben accolta e non sentivo quel dolore dentro di me� Ho cominciato un�amicizia con donne uomini e bambini che vivevano la mia stessa situazione e questo mi faceva sentire pi� forte. Ho continuato con le visite con la mia bambina tra le braccia.

Ho avuto fiducia, la fiducia � stata la mia salvezza.

Tutto quello che mi dicevano i medici di DREAM io lo facevo. Ho cominciato anche a cercare di convincere mio marito a fare il test. Avevo la forza di parlare, di vivere, di lottare. Avevo la forza per incoraggiare gli altri. Lui si rifiutava di fare il test dicendo che stava bene e non aveva nessun problema e non voleva sentire nessuno. Con la mia esperienza non mi stancavo di parlargli per fargli fare il test. Non � stato facile convincerlo.Un bel giorno � comparso al centro a fare il test. Anche i suoi piedi pesavano per arrivare al centro ma grazie alla mia esperienza arriv� cos� come anch�io ero arrivata.

Ha fatto il test e anche lui � risultato positivo.

La bambina intanto cresceva bene e in buona salute. A 10 mesi ha cominciato a stare in piedi e a 18 mesi ha fatto il test: il risultato � stato negativo. Per me � stata una grande gioia, un�immensa gioia. Io madre sieropositiva, ho generato una figlia negativa. Ho cominciato a saltare di gioia e ho continuato a incoraggiare ancor pi� gli altri pazienti, se io ero riuscita a salvare la vita di mia figlia, anche altre madri potevano salvarsi e salvare la vita dei loro bambini.

Ho visto che era possibile, era la verit�. E� possibile vincere la malattia. Ho una bambina sana.

� stata una grande gioia avere una bambina senza i miei problemi. Adesso ho davanti una nuova vita da vivere con tutti i miei figli.

L�ultima mia figlia, la pi� piccola, mi ha fatto conoscere il mondo, mi ha insegnato cose diverse nella mia vita. Attraverso questa storia ho avuto l�opportunit� di comprendere meglio il valore della vita.

Nel centro DREAM di Beira ho visto anche bambini soffrire con questa malattia e alcuni di loro hanno perso la propria vita.

Questa mia figlia � anche un messaggio di speranza, di vita senza sofferenza a causa della malattia.

Tutti i bambini hanno questo diritto.

Adesso sono attivista dell�associazione �Donne per DREAM�, mi sento molto felice con il mio lavoro.

Posso dimostrare alle altre persone con la mia testimonianza che vale la pena prendere bene la terapia per avere dei buoni risultati, ma soprattutto per ricominciare a sperare nel futuro. Per questo le mie parole sono efficaci perch� sono passata attraverso una grande lotta. Per questo adesso aiuto le altre persone.

Parlo dei vantaggi che ci sono nel fare la terapia. Faccio incontri. Tutto ci� � molto bello nella mia vita, sono orgogliosa del mio lavoro e della mia testimonianza perch� pu� cambiare la vita di tante donne come me. Non mi sento una persona sieropositiva. Non ho problemi, mi sento molto bene, con il mio lavoro, mia figlia sta bene e sono molto felice, ho incontrato un nuovo senso nella mia vita, non sono una donna da evitare perch� malata e che fa paura, ma sono una donna rispettata che molti cercano perch� hanno bisogno di me per lottare contro questa malattia.

Ringrazio molto la comunit� di Sant�Egidio e il Programma DREAM. Perch� se non esistessero forse in questo momento sarei morta.

Che il Signore dia forza e coraggio a quelli che lavorano con passione e intelligenza a questo programma che salva la vita di tanti africani. Spero che la vita di molte donne africane come me possa essere salva. Alla fine vorrei ringraziare tutti quelli che partecipano a questo XIX incontro internazionale di preghiera per la pace. Credo che il titolo di questo incontro, �Il coraggio di un umanesimo di pace�, sia il riassunto della mia storia personale. Credo che di questo coraggio ci sia bisogno per il futuro dell�intera Africa.

Grazie

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