Illustri leader religiosi,
Vorrei ringraziare il Professor Riccardi e tutta la Comunit� di Sant�Egidio per la loro consueta calorosa ospitalit�. Vi esprimo la mia gratitudine perch� avete una speciale qualit�: mentre, infatti, ogni comunit� � preoccupata naturalmente per le proprie necessit� interne, voi vi prendete cura del benessere di tutta l�umanit� e delle sue diverse culture e religioni. Secondo la nostra fede, ci� � anche la via di Dio, in cui Lui si compiace.
Questa � anche la strada che ha intrapreso il Suo profeta Mos�, nostro maestro. Il libro dell�Esodo racconta che egli era un pastore e che stava pascolando il gregge, quando vide un roveto che ardeva ma non si consumava. E Dio lo chiam� dicendogli: �Togliti i sandali dai piedi, perch� il luogo sul quale tu stai � una terra santa�.
I nostri saggi si chiedono perch� Dio chiese a Mos� di togliersi i sandali. Noi ebrei non abbiamo
l�abitudine di toglierci le scarpe quando preghiamo o quando andiamo in sinagoga. E i saggi rispondono che esiste una differenza sostanziale tra chi indossa le scarpe e chi � scalzo.
La persona scalza sente ogni granello di sabbia, ogni sasso, ogni spina, il calore del sole sulla terra � e tutto ci� gli provoca disagio e dolore.
Al contrario, chi indossa delle scarpe � protetto da questo disagio e questo dolore. Ecco come Dio ha istruito Mos�: �Ora io ti nomino capo di un popolo. Nello stesso modo in cui tu ti sei tolto le scarpe e hai sentito la sabbia che brucia e ogni pagliuzza e granello, cos� hai il dovere, in quanto capo religioso, di sentire il dolore ed il disagio di tutto il popolo che condurrai�.
Illustri colleghi, questo messaggio deve condurre i nostri passi di pastori spirituali.
In un tempo in cui il mondo soffre dolori e disagi a causa del terrore e della violenza, noi capi religiosi abbiamo l�obbligo di sentire e condividere il dolore e la sofferenza degli altri � e un grande capo religioso non sente solo il dolore del proprio popolo, ma anche quello di altri popoli.
Signore e signori, un incontro interreligioso come questo ha un�importanza speciale, soprattutto perch� coinvolge leader religiosi di paesi che possono essere in conflitto tra loro, o che non hanno relazioni diplomatiche; esso diviene il simbolo della costruzione di ponti e di speranza.
Ogni incontro tra leader invia un messaggio alle comunit� di provenienza, che scaturisce dalla voce autentica delle nostre tradizioni di moderazione e rispetto. Se � vero che ci sono estremisti nelle nostre comunit�, il nostro vero messaggio � di fratellanza e di pace tra le religioni.
I leader religiosi devono rappresentare il Divino che � il bene nel nostro mondo. Essi devono trasmettere la bont� presente in ogni religione, affinch� il bene trionfi sul male e la pace prevalga sul terrore e l�amore vinca l�odio, la violenza e la guerra.
Dobbiamo sottolineare l�umano desiderio di vita al di sopra di ogni desiderio di morte, e dunque permettere ad ogni persona di vivere mantenendo la propria fede.
Io considero chiunque prende parte a questo incontro come un messaggero del bene, che mostra perci� il desiderio di Dio di portare la pace al mondo. La pace � l�ossigeno del mondo: senza ossigeno non c�� vita.
Sfortunatamente gli estremisti che sfruttano la religione provocando la sofferenza di migliaia di persone non sono qui ad ascoltarci.
E� incalcolabile il numero delle vedove e degli orfani provocati da questi estremisti nel mondo di oggi.
E� per questo che sono cos� felice e grato per tutti quelli che sono qui oggi e che dimostrano il loro sincero desiderio di pace e speranza. Come mi disse Papa Giovanni Paolo II, �Il terrorismo � il grande nemico della pace�.
Per noi ebrei questo � il valore pi� importante. Tre volte al giorno nelle nostre preghiere invochiamo la pace. Siamo un popolo che nel corso della storia ha subito molte persecuzioni, culminate nell�Olocausto, in cui 6 milioni dei nostri fratelli e delle nostre sorelle sono morti.
Ma si � adempiuta la promessa di Dio e siamo tornati nel paese dei nostri Padri. Sabato scorso nelle sinagoghe di tutto il mondo si � letto il brano della Bibbia che ci insegna che, anche quando affrontiamo ostilit� nei nostri confronti, fosse pure nella nostra Terra Santa, dobbiamo in primo luogo cercare la pace.
Illustri signori e signore, noi tutti discendiamo dal nostro unico padre Abramo. Io sono sicuro che egli soffre molto per i conflitti tra i suoi figli. Come possiamo far s� che sia felice? Accordiamoci perch�, mentre sono i politici ad avere il compito di risolvere i conflitti, noi come leader religiosi dobbiamo sforzarci di essere un ponte tra i popoli e di trasformare l�ostilit� in amore.
Dimostreremo cos� che siamo figli fedeli al nostro Padre e metteremo in evidenza che ci� che abbiamo in comune � molto pi� grande di ci� che ci divide.
Colgo l�occasione per condannare la pubblicazione delle vignette irrispettose nei confronti del profeta dell�Islam, su di lui sia la pace. Ogni azione che offende dei credenti deve essere proibita. In modo analogo, mi aspetto che i leader religiosi musulmani condannino qualsiasi leader politico musulmano che si prende gioco dell�Olocausto e che chiede che uno stato venga cancellato.
Purtroppo, nella nostra area geografica le guerre non sono cessate. Oltre a ci�, mi addolora l�abuso della religione, a cui contribuiscono alcuni leader religiosi, utilizzando le prediche per incitare e causare ulteriori spargimenti di sangue.
Compiango ogni vittima e persona ferita come anche le vedove e gli orfani. Piango per ogni malato ed ogni persona resa invalida, e particolarmente per chi � prigioniero a cui � impedito ogni contatto con la sua famiglia e la sua gente.
Da questo palco lancio un appello perch� sia fatto tutto il possibile per ottenere il rilascio dei prigionieri. E, se non abbiamo successo in questo, per lo meno, come leader religiosi, facciamo tutto il nostro possibile affinch� le loro famiglie abbiano informazioni sulle loro condizioni. E� sicuramente il minimo, dal punto di vista umanitario, far sapere ad una madre se suo figlio � vivo o morto, sano o ferito. Dobbiamo garantire che la Croce Rossa abbia accesso ai prigionieri. Garantisco che far� tutto ci� che � in mio potere per far s� che da parte Israeliana e Ebraica ci sia il rispetto di ci�. Faccio appello agli altri leader religiosi del Medio Oriente affinch� facciano tutto il possibile perch� ogni genitore possa essere informato sul destino dei suoi figli. Allo stesso modo noi leader religiosi dobbiamo preoccuparci della salute spirituale dei prigionieri, permettendo loro di avere a disposizione i rispettivi libri sacri, perch� traggano da esse ispirazione e conforto.
Amici, rinnovo la proposta di realizzare le Nazioni Unite delle Religioni, presso la quale ogni nazione dovrebbe avere i suoi rappresentanti. Anche i paesi che non hanno relazioni diplomatiche gli uni con gli altri si troverebbero seduti allo stesso tavolo, e verrebbero affrontati i problemi del mondo sulla base della comune accettazione dei Dieci Comandamenti, i quali naturalmente includono la proibizione dell�omicidio.
Lasciatemi concludere con una parabola dei nostri antichi saggi: Un taglialegna and� nella foresta per tagliare gli alberi. Gli alberi cominciarono a gemere sul destino che li attendeva. Un uomo che passava disse loro: �O alberi, siete anche voi responsabili del fatto che il taglialegna vi possa tagliare. Non dovreste dargli un manico di legno, di modo che non possa maneggiare l�ascia�. In modo analogo noi, come leader religiosi, abbiamo la grave responsabilit� di non ammettere che i valori nobili delle nostre tradizioni religiose divengano dei �manici� per coloro che volessero tagliare gli altri. Non date loro una mano � un manico � ed il potere.
Tuttavia, la radice della parola ebraica �manico� � �yad�, �mano�, che possiede un significato positivo particolare: mettendo insieme �yad� ed ancora una volta �yad� � due mani insieme � si ottiene �yedid�, amicizia. Se, in quanto leader religiosi, per il bene di tutti ci stringiamo le mani, avremo successo nel trasformare la mano che distrugge in mani di amicizia, fratellanza e pace. Amen.