Luned� 4 Settembre 2006 -  Sacro Convento, Sala Papale
Assisi: 1986 - 2006

Mar Gregorios Yohanna Ibrahim
Metropolita siro ortodosso, Siria


Ricordo ancora la notte del 27 ottobre 1986. � stato un giorno memorabile e i figli del XX secolo non lo dimenticheranno mai. Dopo la cerimonia storica che ha visto uniti per la prima volta i capi e i rappresentanti delle varie religioni del mondo - su invito di Sua Santit� Giovanni Paulo II, per pregare per la pace nella citt� di San Francesco - la Comunit� di Sant�Egidio ha invitato il Patriarca dei Maroniti, Mar Butros Nasrallah Sfeir, ad una delle basiliche di Assisi per parlare con la Comunit�. Sono stato invitato anch�io per accompagnarlo. In quella basilica, e per la prima volta, ho conosciuto il professor Andrea Riccardi, Padre Vincenzo, Padre Vittorio ed altri. Fino ad oggi non sono riuscito a capire qual � il segreto dell�ammirazione che destarono in me, dell�amore che ho provato per loro fin dal primo istante e anche del mio forte interesse a partecipare a tutte le loro attivit�, soprattutto a questo incontro annuale, il quale porta a compimento il messaggio di Assisi del 1986. Da quella data, cio� dal 1986, fino ad oggi, non ha mai interrotto questo incontro annuale. Non mi sono assentato neanche una volta, malgrado tutti i miei lavori e tutte le mie attivit�, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi tra la mia Chiesa, quella di Antiochia, siriaca e ortodossa, e le altre Chiese cristiane. Questa mia partecipazione ai vari incontri � stata molto proficua per varie ragioni, che cercher� di sintetizzare nel modo seguente:

1 � I DIALOGHI

Intendo con questo il dialogo tra le religioni e il dialogo tra cristiani.

A) La questione del dialogo

La questione del dialogo ha avuto pi� di una dimensione: il dialogo tra le religioni, il dialogo tra cristiani, il dialogo tra cristiani e musulmani. � stato molto utile nelle circostanze difficili che il mondo ha attraversato, utile nel ridurre l�intensit� delle tensioni e delle sfide, e anche per impedire che la religione venga utilizzata quale strumento per provocare un conflitto fra le civilt� o le culture. Difatti, il mondo ha gi� visto in pi� di una zona qualche conflitto che ha portato alla distruzione e alla devastazione.

Qual � il modo che consente ai seguaci delle varie religioni di non essere una delle cause di conflitto, un conflitto dai molti volti? Quando la societ� � dominata dai litigi e dai conflitti religiosi ed etnici, e dalle differenze sociali che portano alla violenza, i responsabili della sicurezza pubblica cominciano a pensare e ad agire per trovare i comuni denominatori che consentano di avvicinare i punti di vista delle parti contrapposte e in conflitto. Questo modo si chiama �dialogo�, e quando diciamo �dialogo tra le religioni�, o per essere pi� precisi, �dialogo fra i seguaci delle varie religioni�, intendiamo partire da un�importante questione fondamentale ed essenziale: la ricerca della verit� dal punto di vista dell�altro. � come se cercassimo di dire che la verit� non � il monopolio di nessuna parte, che il giudizio giusto di una parte non significa necessariamente il giudizio errato di un�altra parte, e che il dialogo vuol dire adottare la visione dell�altro, ascoltarlo, rispettarlo; significa non trascurare n� misconoscere l�importanza del ruolo svolto dall�altro. Quando ci riunivamo durante gli incontri annuali di Sant�Egidio, vedevo ogni volta un rinnovamento nell�arte di conoscersi l�un l�altro. Probabilmente per parecchi secoli i grandi rappresentanti delle religioni del mondo non si sono riuniti per affrontare una discorso o un concetto o un principio, com�� successo invece negli incontri di Sant�Egidio.

B) Il dialogo fra cristiani

Coloro che sono a conoscenza della storia della Chiesa soffrono per la penosa situazione che si � aggravata fino a portare a questa separazione nel corpo della Chiesa unica. Quando ripercorriamo il Vangelo, in modo particolare il desiderio di Ges� Cristo di vedere uniti tutti quanti, espresso nel Vangelo di Giovanni (17), vediamo che �tutti si sono sviati, tutti quanti sono diventati inutili� (Romani, 3:12). Tuttavia, questo fatto doloroso abbisogna di un movimento nuovo capace di avvicinare i vari punti di vista e di portare avanti il dialogo fra cristiani, che sia addirittura in grado di accelerare l�esaudimento del desiderio di Cristo, vale a dire che tutti quanti costituiscano un unico corpo, soprattutto perch� il Signore ci ha dato la gloria che ha preso dal Padre. La Comunit� di Sant�Egidio ha considerato l�unit� dei cristiani come una delle sue pi� importanti priorit� negli incontri avvenuti durante gli anni passati. E se qualcuno vuole chiedere: �Qual � stato il risultato?�, noi rispondiamo: l�amicizia che tali incontri hanno instaurato tra i rappresentanti delle Chiese cristiane � stata la base su cui costruire un concetto nuovo dell�unit� dei cristiani. Anzi, ci sono iniziative che non sono state ancora coronate dal successo e che si concretizzeranno in futuro attraverso prossime attivit�.

C) Il dialogo islamo-cristiano

L�Islam, in quanto religione che svolge attualmente un ruolo nel mondo intero e che si espande secondo la nuova carta demografica, ha portato ad un concetto nuovo dei suoi rapporti con le altre religioni da una parte, e con la religione cristiana dall�altra. La Comunit� di Sant�Egidio si � resa conto di questa realt� e ha cercato nel corso degli ultimi vent�anni di stabilire un dialogo con l�Islam in tutto il mondo. L�iniziativa di Sant�Edigio dopo l�11 settembre 2001 si � concretizzata nel primo Summit islamo-cristiano a Roma. Attraverso questo Summit ha dato un nuovo punto di vista al mondo sul modo di affrancare l�Islam dall�accusa di religione terroristica e violenta, dando un�immagine sincera a molti di coloro che credono nella giustizia e nella pace. La Comunit� di Sant�Egidio si � interessata ai musulmani negli Stati Uniti, in Asia e nelle altre regioni del mondo. Tuttavia, si � interessata molto da vicino ai musulmani in Iran e nei Paesi arabi. Le visite si sono succedute tra i rappresentanti della Comunit� e quelli delle istituzioni islamiche in questi Paesi. Io personalmente, sono stato molto felice di incontrarmi, grazie a questi incontri e a questi dialoghi, con molti musulmani con i quali avevo legami di affetto e di fratellanza. Quest�� il messaggio della Comunit� di Sant�Egidio: costruire un�amicizia tra musulmani e cristiani.

II � La Comunit� di Sant�Egidio ha mostrato un grande interesse per l�essere umano, e questo � un aspetto sconosciuto ai pi�. L�interesse della Comunit� dimostrato nei confronti degli emarginati sociali, dei bisognosi, degli orfani, dei bambini trovati abbandonati, degli anziani, degli invalidi, dei malati, dei detenuti faceva parte degli obiettivi fondamentali di questa Comunit�. Se gli aderenti alla Comunit� considerano se stessi come discepoli di Cristo, che devono leggere il Vangelo con uno spirito realistico, allora devono anche ascoltarlo quando istruisce i suoi apostoli dicendo: �Perch� ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e m�accoglieste; fui ignudo e mi rivestiste; fui infermo e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi�. Chi conosce questa Comunit�, sa con quale premura applica queste parole, in modo realistico e in ogni luogo ove si trova, non soltanto a Roma e in altre citt� d�Italia, ma anche in altri Paesi molto lontani, in particolare in Africa dove si possono vedere i suoi aderenti all�opera, pieni di competenza, di entusiasmo, d�amore, di generosit� e di saggezza, proprio come ci ha insegnato Cristo quando ha detto: �Sono venuto per servire, non per essere servito�. Chi viene a Roma trover� la mensa aperta ogni giorno a migliaia di stranieri, e l�interesse mostrato per i poveri di Roma � diventato un�attivit� quotidiana nella vita della Comunit�.

III � Vorrei ricordare molto brevemente l�interessamento mostrato dalla Comunit� per la pace e la giustizia sociale. Il nostro mondo odierno � davvero strano per le sue contraddizioni. Ci svegliamo ogni giorno col rumore delle cannonate e dei carri armati, col rombo degli aerei devastatori, assistendo a cambiamenti nella geografia demografica e ad altri fenomeni che infondono nei cuori disperazione e desolazione. L�essere umano diventa di giorno in giorno pi� pessimista riguardo al futuro di questo pianeta. La Comunit� di Sant�Egidio ha preso pi� di un�iniziativa a favore del ristabilimento della pace in molte regioni. � ovvio che alcune iniziative non hanno avuto successo, mentre altre sono state coronate dal successo. La pace realizzata in Mozambico � rimasta a testimoniare le sincere intenzioni della Comunit�, cio� che tale pace rimanga stabile in questo Paese dove la guerra ha fatto un numero immenso di morti e feriti, generando un scenario molto pesante di distruzione e devastazione. Visto che sto venendo dal Medio Oriente, vorrei fare questa testimonianza: la Comunit� di Sant�Egidio, con pi� di un�iniziativa e attraverso incontri avvenuti in Medio Oriente tra la Comunit� e i Capi di Stato e i Capi religiosi della regione, ha avanzato proposte costruttive, con le quali ha voluto prendere un�iniziativa per il ristabilimento della pace nella regione. Abbiamo apprezzato queste iniziative, perch� la regione ha davvero bisogno di pace permanente e globale, in modo da consentire agli appartenenti alle varie etnie, religioni e confessioni di vivere nella sincera fratellanza e nell�amore, garanzia di un consolidamento e rafforzamento della sicurezza e della quiete nei cuori degli abitanti della regione. Speriamo di vedere realizzate alcune di queste iniziative.

Sono questi alcuni pensieri scaturiti dalla mia esperienza, maturata attraverso i miei rapporti con la Comunit� di Sant�Egidio nel corso degli ultimi vent�anni. Spero che siano di vostro gradimento e che rimangano come una testimonianza dell�operato di questa Comunit�, che ha creduto nel suo servizio all�uomo e ai Paesi. Vi ringrazio per il vostro ascolto.

Copyright � 2006 Comunit� di Sant'Egidio