Conserviamo un ricordo indimenticabile della prima grande preghiera delle Religioni mondiali per il raggiungimento di quella Pace alla quale i popoli aspirano. Si tenne proprio qui, nella citt� di Assisi. Non fu solo preghiera, ma preghiera e digiuno.
Quel giorno non riun� assieme appena i leader religiosi, ma anche altre persone e istituzioni in cerca di pace per i loro paesi, pace per quel mondo che � di tutti. Anch�io ero presente, assieme a Filipe Sigue Banze, del Consiglio Cristiano del Mozambico, con una grande volont� di raggiungere la pace in Mozambico, in Africa Australe, nel Mondo. Dal Sudafrica era venuta una delegazione guidata dal pastore Boesak.
Venivamo dall�Africa Australe agitata dalle guerre, in Mozambico, Angola, Zimbabwe, Sudafrica, Namibia, dalla violenza nel Lesotho. I vescovi di quella regione, impegnandosi per la pace, avevano pubblicato una lettera pastorale intitolata �Giustizia e Pace in Africa Australe�, proponendo il dialogo come mezzo per porre fine alla violenza.
Venimmo qui ad Assisi, dove si rafforz� la nostra speranza e volont� di costruire la pace attraverso la forza, profonda e umile, della preghiera. La preghiera collettiva e ripetuta, insistente, di tutti: quella preghiera che inizia chiedendo prima di tutto la pace, la comprensione e la solidariet� tra coloro che pregano.
Ricordo bene la veglia speciale per la pace in Mozambico, nella chiesa della Minerva, la sera prima del grande incontro delle religioni mondiali con Giovanni Paolo II. Fu un gesto voluto dalla Comunit� di Sant�Egidio per esprimere la solidariet� verso il mio paese, che soffriva per una guerra poco conosciuta qui in Europa, ma che ha prodotto pi� di un milione di morti: un gesto da cui mi sono sentito sostenuto.
Cos�, a partire da Assisi, assieme agli amici di Sant�Egidio abbiamo �costruito� il caso del Mozambico. Percorrendo le foreste africane di notte, viaggiando in Europa, in America, alla ricerca di quella pace che doveva provenire dal dialogo tra il Governo e la Renamo, che fino a quel momento si parlavano attraverso le canne dei fucili.
Giungemmo cos� al 1988, anno felice che ricorda, la notte del 3 giugno, l�incontro nella foresta con il capo della Renamo, l�uomo che aveva il potere di decidere sulla guerra. Rimasi senza fiato quando il presidente della Renamo ci propose il dialogo con il governo del Mozambico, e spontaneamente richiese la mediazione della Chiesa. Quell�istanza, rivolta a noi che chiedevamo appena che si deponessero le armi per poter dialogare, super� le nostre aspettative e ci fece vibrare di gioia.
Quello stesso anno, Giovanni Paolo II visit� il Mozambico e l�Africa Australe: ovunque, domand� alle chiese di impegnarsi nella ricerca della pace per i loro popoli.
Nell�agosto del 1989 le parti si avvicinarono l�una all�altra a Nairobi. Finalmente, nel luglio 1990 le due parti si sedettero al tavolo delle trattative a Roma, a Sant�Egidio. Ci vollero 27 mesi per arrivare alla pace. Ma non eravamo soli. Una grande preghiera ci accompagnava.
Si pregava tanto in Mozambico, e poi, proprio l� accanto, nella piccola chiesa di Sant�Egidio, cos� come in tutte le comunit� che portano questo nome ovunque nel mondo, una preghiera incessante si elevava a Dio, come un grido che squarcia le nubi. L�invocazione per la pace ha sorretto i nostri sforzi, anche nei momenti pi� difficili, quando sembrava prevalere l�odio e la sfiducia, quando la pace sembrava pi� lontana, quando i cuori sembravano troppo induriti, indifferenti alla pena di un intero popolo; quando le menti non riuscivano a guardare oltre la logica della violenza, quando la diffidenza erigeva muri e la paura rendeva ciechi e irrazionali.
Ma lo �spirito di Assisi� ci ha sostenuto. Ha sostenuto la paziente, persistente, debole ma forte mediazione della Comunit� di Sant�Egidio, del Governo italiano e della Chiesa del Mozambico, che port� alla firma dell�Accordo Generale di Pace il 4 Ottobre 1992, giorno di San Francesco!
Da allora, ogni anno celebriamo la Pace con gioia. Da allora, quella pace � benedetta e rafforzata ogni giorno dalla preghiera di Sant�Egidio. Ne abbiamo ancora bisogno. La nostra � una pace duratura proprio perch� frutto dell�invocazione fiduciosa a Dio.
Nel frattempo lo Zimbabwe, il Sudafrica, la Nam�bia e pi� tardi l�Angola si sono liberati dalle loro guerre.
La Pace � possibile. E� l�aspirazione pi� profonda dell�umanit�, che non pu� essere delusa e ignorata. E� l�aspirazione di interi popoli che soffrono e che attendono l�alba di un giorno nuovo. Come non pensare all�Africa? Ai conflitti dimenticati? Ma anche al Medio Oriente che non riesce a liberarsi dal cancro della violenza e dell�odio.
Anche in Mozambico, c�era tanta violenza. La Pace sembrava impossibile. Ma tutto � possibile a chi ha fede.
Proprio in queste ore di minacciose nubi nucleari e terrorismo assassino, eleviamo nubi di preghiera per la Pace, e l�umanit� si liberer� dalla paura. Lo spirito di Assisi deve divenire una grande spiritualit�, degli uomini di Pace e dei Pacifici.
Le religioni, la fede, per la pace tra gli uomini.