Serafim Metropolita ortodosso del Patriarcato di Romania
Ringrazio la Comunit� di Sant�Egidio per avermi offerto oggi, in occasione del XX anniversario del dialogo interreligioso, inaugurato da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986, la possibilit� di dare una piccola testimonianza ortodossa sulla personalit� di questo santo uomo che ha segnato pi� di chiunque altro la storia contemporanea. Papa Giovanni Paolo II ci appare come un�immensa montagna, tutt�altro che inaccessibile, che si lascia scalare da diversi versanti. Ma come ogni scalata, anche questa presuppone amore da parte di colui che vuol comprendere almeno qualcosa della sua personalit�. Perch� la sua personalit� � stata proprio una montagna d�amore. �L�amore richiama amore��. Quell� amore che � il segreto di ogni conoscenza! Spirito slavo, orientale, segnato dalla tradizione mistica dei Santi Cirillo e Metodio, Giovanni Paolo II ha costruito la sua personalit� nella lotta tenace contro l�ateismo e l�ingiustizia imposti nel suo paese dall�ideologia comunista dopo la II guerra mondiale. Lotta ancor pi� difficile in quanto si volgeva contro un sistema totalitario fondato sulla menzogna, con la pretesa di conquistare il mondo. L�elezione provvidenziale dell�arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, a pontefice massimo della chiesa cattolica si � rivelata essere l�inizio della fine del sistema comunista. In verit�, il papa Giovanni Paolo II fu per il mostro comunista come la pietra non tagliata da mano d�uomo, che ha fatto crollare tutto questo sistema inumano. (Daniele 2, 34: una pietra si stacc� dal monte, ma non per mano di uomo, e and� a battere contro i piedi della statua� e li frantum�). Come ortodosso di Romania che ha conosciuto gli orrori del comunismo non posso che rendere omaggio alla personalit� che fu Giovanni Paolo II per il suo contributo decisivo al crollo del sistema totalitario comunista. Come Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, Giovanni Paolo II condusse con la stessa tenacia la lotta contro l�altro mostro che conquistava soprattutto i paesi occidentali: il materialismo e l�individualismo, con la conseguente secolarizzazione diffusa e il cedimento della morale evangelica. Questo mostro si � rivelato ancor pi� difficile da combattere perch� ha radici profonde nell�essere umano stesso. Giovanni Paolo II � stato consapevole, come pochi lo sono, che i cristiani devono affrontare insieme il flagello della secolarizzazione che tende a globalizzarsi� Ecco perch� lo sforzo per la riconciliazione dei cristiani in vista della loro unit�, voluta dal Cristo, fu una priorit� del suo pontificato. Il Papa si sentiva estremamente vicino agli Ortodossi. Ne danno ampia testimonianza la sua lettera apostolica: �Orientale Lumen� e i suoi viaggi in Romania, Grecia, Georgia, Bulgaria, paesi tradizionalmente ortodossi. Bisogna riconoscere che il dialogo fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa non fa progressi perch� il contenzioso storico fra loro, riacceso nel 1989 dalla rinascita della Chiesa greco-cattolica, continua a crescere nonostante gli sforzi del beato Papa. Eppure questo contenzioso non � tanto di natura teologica quanto di natura politica, ecclesiastica e patrimoniale. Ritengo urgente che il Vaticano metta definitivamente un freno all�espansionismo uniate sia in Ucraina che in Romania. Perch� va da s� che solo un clima di fiducia reciproca pu� far progredire il dialogo e il riavvicinamento fra le due Chiese. Il Papa Giovanni Paolo II, di beata memoria, fu davvero uno spirito universale. Abbracci� nel suo animo l�intera umanit�, prese su di s�, proprio come il Cristo, il peccato degli uomini, le loro sofferenze e le loro gioie; soffr� come pochi altri per il peccato della divisione dei cristiani e della diffidenza tra loro e tra le religioni o, ancor peggio, delle guerre accese o alimentate dalle religioni. Convinto che solo l�incontro e il dialogo possono creare, a poco a poco, un clima di rispetto reciproco e anche di fiducia fra le religioni, il papa prese quella formidabile iniziativa che doveva sconvolgere la storia religiosa del mondo: invitare i rappresentanti delle religioni per un incontro di dialogo e di preghiera nella citt� del povero Francesco d�Assisi che rinnov� la Chiesa proprio con la sua povert�. L�esempio di San Francesco doveva servire a tutti i credenti. E le religioni sono le prime ad aiutare gli uomini a vivere nella pace e nella giustizia. La povert� liberamente accettata, se non scivola nella miseria, pu� diventare una grande virt�.
L�incontro del 1986 ad Assisi dal titolo �Uomini e Religioni� e gli incontri successivi organizzati ogni anno dalla Comunit� di Sant�Egidio, si sono rivelati veri luoghi di incontro in profondit� tra i partecipanti: capi religiosi, uomini di cultura, personalit� politiche, semplici credenti o anche agnostici. Essi hanno sicuramente avuto un grande impatto non solo sui partecipanti ma anche sui milioni di credenti che li hanno seguiti attraverso i media.
Ho avuto il privilegio di partecipare a undici di questi incontri e li ho vissuti ogni volta come una festa vera e propria. D�altronde per me ogni incontro � una festa, una Pasqua: perch� � l�incontro col Cristo resuscitato in ogni uomo, anche se ignora la resurrezione.
Bisogna anche sottolineare la chiarezza con cui il beato Papa fonda il dialogo interreligioso sul rispetto reciproco fra le persone e le religioni in dialogo. Non si tratta del sincretismo religioso che non serve a nessuno, ma piuttosto della conoscenza reciproca che conduce al rispetto di ogni tradizione religiosa. E poich� la preghiera nella sua specificit� definisce ogni religione, essa non pu� essere condivisa. Per questo in queste riunioni i membri di ciascuna religione pregano tra loro, ciascuno secondo la propria tradizione.
Giovanni Paolo II fu uomo di grandi visioni e sono felice che la Comunit� di Sant�Egidio faccia l�immenso sforzo di implementare le sue visioni attraverso l�organizzazione di questi incontri interreligiosi.
Che il Signore faccia riposare con i santi l�anima del suo servo Giovanni Paolo!
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