Agostino Marchetto Arcivescovo, Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Santa Sede
Tra i fattori di grande attualit�, l�agenda internazionale contempla anche la cosiddetta �globalizzazione�, pi� caratterizzata da fattori economici che guidata da progetti politici, sociali o culturali, dove la dimensione umanistica � spesso dimenticata e mortificata. Anzi, emerge qui il grande divario economico tra Paesi ricchi e poveri e anche tra ricchi e poveri all�interno dello stesso Paese, con il disgraziatissimo fenomeno delle nuove schiavit�. Tale situazione spinge molti, infatti, a lasciare in un modo o in un altro la terra natia in cerca di fortuna, diciamo cos�. E siamo in tema mio proprio di Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. L�Istruzione Erga migrantes caritas Christi, del nostro Dicastero, attesta cos� che �il fenomeno migratorio solleva una vera e propria questione etica, quella della ricerca di un nuovo ordine economico internazionale per una pi� equa distribuzione dei beni della terra, che contribuirebbe non poco, del resto, a ridurre e moderare i flussi di una numerosa parte delle popolazioni in difficolt�� (n. 8). Orbene, questa visione si va poco a poco imponendo all�attenzione anche di Istituzioni Internazionali e di Governi. In genere, dunque, la globalizzazione sta gradualmente ristrutturando il nostro modo di vivere e influenza sempre pi� marcatamente i rapporti tra le persone, la vita quotidiana e il modo di pensare. A questo proposito, la nostra citata Istruzione mette a fuoco due tipi di globalizzazione: quella economica, governata dalle leggi di mercato (n. 8) e quella culturale, fortemente influenzata dai mezzi di comunicazione sociale (n. 9). Tale fenomeno, comunque, � un dato di fatto e, come � avvenuto in passato per tutti i grandi cambiamenti della storia, � pi� opportuno impegnarsi nell�orientarla, nella umanizzazione, diciamo cos�, anzich� minimizzarne la portata o opponendovisi con la forza. In quest�ottica, condizione e premessa per un approccio adeguato � l�aiuto alla persona umana, affinch� viva in essa, vi conviva, in condizioni di pace e di dialogo, fra i vari popoli, le culture e le religioni. In effetti, l�Istruzione Erga migrantes caritas Christi, come del resto tutta la Dottrina sociale della Chiesa, intende essere uno stimolo per tutti, affinch� si lavori per un futuro che rispetti la dignit� di ogni persona umana. Pertanto, � indispensabile che essa sia coinvolta nei suoi valori essenziali e costitutivi senza cedere a leggi che, a lungo andare, impoveriscono la vera risorsa per eccellenza, l�uomo, la donna. Non si pu� dimenticare, quindi, l�imperativo di Giovanni Paolo II, che affermava: �La principale risorsa dell�uomo� � l�uomo stesso� (Centesimus annus, n. 32). La Chiesa, perci�, lotta contro le nuove schiavit�, con il pensiero e l�azione, con i mezzi a sua disposizione, conformi alla sua natura e missione. In questa prospettiva varr� rispondere all�appello che la citata Istruzione rivolge a tutti ad �essere promotori di una vera e propria cultura dell�accoglienza� (n. 39) ed a rispondere, i cristiani, �all�invito di S. Paolo: �Accoglietevi� gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio� (Rm 15,7)� (n. 40). Tale nostro Documento, poi, frutto di una grande cooperazione intra-ecclesiale, chiama l�intera �Chiesa del Paese d�accoglienza� a sentirsi interessata e mobilitata nei confronti dei migranti� e a �trovare il modo adeguato di creare nella coscienza cristiana il senso dell�accoglienza, specialmente dei pi� poveri ed emarginati, come spesso sono i migranti, un�accoglienza tutta fondata sull�amore a Cristo� (n. 41). In vista di ci�, l�Istruzione individua, altres�, la via parallela nella �cultura della solidariet�� (n. 9). Essa � il frutto della comunione fondata sul mistero di Dio in Cristo. Si esprime nell�amore cristiano che cerca il bene degli altri, specialmente del bisognoso, e chiama a una condivisione reciproca dei doni spirituali e dei beni materiali. Essa, del resto, promuove l�unit� nel rispetto delle legittime diversit�, soprattutto attraverso la condivisione delle conoscenze che
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