Stimate autorit� del Governo italiano, stimati rappresentanti della Comunit� di Sant�Egidio, religiosi di fedi diverse, pubblico in generale
In primo luogo, voglio esprimere un particolare ringraziamento per l�invito che ho ricevuto da parte degli organizzatori di quest�incontro a essere qui con voi. E� un onore per la Segreteria del Culto della Repubblica Argentina partecipare a questa giornata e avere a disposizione uno spazio per esporre le nostre riflessioni sull�esperienza argentina nel campo della solidariet�, della convivenza e del dialogo interreligioso in un mondo globalizzato.
Molte ricerche sono state fatte sulla globalizzazione e sulle profonde trasformazioni che essa ha generato nel funzionamento dell�economa e dei mercati, e nelle strategie geopolitiche dei paesi, che si uniscono in blocchi regionali per ottimizzare la loro posizione nel mondo.
La globalizzazione ha provocato inoltre profonde mutazioni a livello culturale, prodotto dell�allargamento delle comunicazioni, dello sviluppo tecnologico e della costituzione di societ� in rete.
Da tale punto di vista, riflettere sulla globalizzazione nei termini della convenienza o dei danni che essa ha arrecato all�Umanit� ci porta a una discussione bizantina e sterile. La globalizzazione � arrivata per rimanere e ha provocato un cambiamento di modello. Sarebbe pi� fruttuoso allora prendersi la briga di potenziare i vantaggi di un mondo intercomunicante e che, coloro che come noi assumono responsabilit� istituzionali, uniscano gli sforzi per generare politiche di integrazione economica, sociale e culturale, sulla base della giustizia sociale.
Fino ad oggi il processo di globalizzazione, lungi dall�essere a servizio di un mondo pi� giusto, ha cristallizzato un allargamento del divario economico e tecnologico tra i paesi sviluppati e quelli sottosviluppati, generando un incremento della disuguaglianza sociale a livello mondiale. D�altra parte, l�unificazione dei mercati non ha avuto il suo corrispettivo nell�integrazione sociale e culturale dei popoli.
La generazione di consenso attorno a un�etica globale che regoli le relazioni politiche, economiche e sociali � allora un problema aperto. Giovanni Paolo II ha dedicato gran parte del suo lavoro pastorale a questo tema ed ha affermato con insistenza che alla globalizzazione dell�economia doveva seguire la globalizzazione della solidariet�.
La crisi acuta che si � scatenata in Argentina a partire dal 2001 ha mostrato le due facce della globalizzazione. L�apertura indiscriminata dell�economia, tra altri fattori, ha provocato ingenti danni al benessere della nostra societ�. Ma in un momento in cui lo sgretolamento del tessuto sociale era un fatto reale e concreto, il lavoro solidale della Chiesa cattolica attraverso la sua ampia rete sociale, delle comunit� ebraica e islamica, delle entit� protestanti ed evangeliche, cos� come di altre istituzioni religiose, ha portato a termine una missione fondamentale di sostegno a una societ� che correva seri rischi di disintegrazione.
La creazione di un tavolo di dialogo tra rappresentanti religiosi, della societ� civile e dello Stato � risultata una esperienza fruttuosa per la definizione di politiche di emergenza che mirassero a lenire la situazione sociale. Dal 2003 l�attuale governo argentino favorisce politiche attive per promuovere lo sviluppo produttivo, la crescita delle economie regionali e la creazione di posti di lavoro. Per questo oggi siamo in condizione di pensare e progettare il contributo solidale delle entit� religiose, non solo a partire dalle loro dirette azioni sociali.
Dalla sfera di competenza della Segreteria del Culto che presiedo, non possiamo affrontare in modo diretto i meccanismi di inclusione sociale, dato che si tratta di responsabilit� di altre aree del Potere Esecutivo, ma ci sono alcuni aspetti della stessa inclusione che sono nostra competenza. Faccio riferimento al disegno di politiche pubbliche per allargare gli spazi di integrazione culturale, a partire dalla difesa della pluralit� religiosa e della convivenza tra fedi diverse.
Il tema centrale di questo incontro fa riferimento alla pace e al dialogo religioso e culturale nel mondo. In questa cornice vorrei condividere con tutti voi il cammino che stiamo percorrendo in Argentina insieme alle diverse entit� religiose per costruire una societ� pi� solidale, pi� integrata, pi� plurale.
Come saprete l�Argentina, nel corso della sua storia � stata pronta a ricevere contingenti migratori di origini diverse, portatori di molteplici lingue, abitudini e fedi religiose.
Ebbene, � importante tener conto del fatto che la coabitazione solidale delle istituzioni e degli attori religiosi in una stessa trama sociale � stata il frutto di una politica attiva dello Stato argentino, assieme alla predisposizione degli uomini e delle donne di fede.
In questa linea voglio essere chiaro e affermare che il governo argentino non � neutrale. Attraverso iniziative sistematiche promuoviamo il dialogo interreligioso e l�articolazione solidale tra le diverse fedi. Abbiamo intrapreso un lavoro preventivo al fine di contrastare qualsiasi espressione che tenda a generare focolai di scontro o di discriminazione nei confronti di chi professa una dottrina religiosa diversa. Scoraggiando azioni discriminatorie e favorendo la convivenza religiosa devo dire che abbiamo contribuito al consolidamento di un clima di armonia a livello religioso.
Un esempio emblematico di questo incontro di culture senza dubbio � la recente firma di un documento per la pace da parte delle massime autorit� dell�ebraismo, del cattolicesimo e dell�Islam, nel momento in cui precipitava la crisi in Medio Oriente. Il fatto ha pochi precedenti a livello mondiale per l�occasione in cui � stata portata avanti e per la rappresentativit� degli attori e ha avuto un�ampia ripercussione sulla stampa nazionale ed estera. Tale significativa dichiarazione, promossa dalla Segreteria del Culto e firmata negli uffici che dipendono dal Ministero degli Affari Esteri, � stata il risultato della maturit� e del coraggio degli attori coinvolti, ma anche di una piattaforma statale a partire dalla quale si cerca di comprendere, stimolare, incoraggiare e proteggere la convivenza.
Per concludere, la promozione del dialogo interreligioso come veicolo dell�integrazione sociale risponde a una posizione ideologica, a una decisione politica, a una visione strategica e, fondamentalmente, a un impegno etico dello Stato argentino. Impegno che mira a conseguire il consolidamento di una societ� democratica e plurale e alla costruzione di un mondo pi� giusto e fraterno. Molte grazie.
Traduzione dallo spagnolo