Marted� 5 Settembre 2006 -  Santa Maria degli Angeli, Domus Pacis, Auditorium
Globalizzare la solidariet�

Tritan Shehu
Universit� �Zoja e K�shillit t� mir�, Albania


Sono estremamente contento di trovarmi qui oggi, in questo giorno dedicato alla memoria dell�iniziativa della preghiera per la pace, promossa da Papa Giovanni Paolo II. Mentre questa iniziativa nasceva il mio paese, l�Albania, era del tutto isolato, sotto una profonda repressione comunista, ma con la forte volont� e speranza che un giorno sarebbe stato libero, aperto e avrebbe occupato il posto che gli spettava nella famiglia democratica dei paesi europei. Anche se sotto un estremo terrore, vorrei rassicuravi che tali iniziative, percepite di nascosto dalle onde della radio o della televisione, lasciavano in noi profonde tracce, facendo scaturire un sentimento di ottimismo per un futuro migliore. Ed � stato allora abbiamo sentito per la prima volta anche il nome della Comunit� di Sant�Egidio, un movimento che ha coinvolto e fatto muovere migliaia di persone in tutto il mondo, senza distinzione di razza, fede, nazionalit�, ed altro, a servizio della realizzazione concreta del grande messaggio del Papa per uguaglianza, benessere, pace e libert� per tutti.

� stata proprio questa nota comunit�, che solo pochi anni pi� in l�, agli albori dei processi democratici in Albania sarebbe diventata parte dei nostri cambiamenti, delle nostre trasformazioni, un compagno di viaggio nel nostro difficile percorso per la realizzazione delle nostre comuni aspirazioni. In questi 15 anni di democrazia albanese la comunit� di Sant�Egidio � stata un grande supporto per il nostro sviluppo, un importante mediatore nei momenti pi� difficili, ha contribuito ad attenuare le sofferenze delle persone, � rimasta sia a fianco della politica attiva che di chi ne aveva maggiore bisogno.

Anche oggi, riuniti qui ad Assisi a ricordare questo grande evento di 20 anni fa, si comprende meglio non solo la grande rilevanza di questo giorno e di questa iniziativa, ma anche il suo stretto legame con l�attivit� della vostra comunit� tra i diversi popoli e paesi.

Per varie ragioni mi sono trovato a collaborare strettamente con questa comunit�. L�ho fatto in alcune vesti, quelle del medico, del professore universitario, del Ministro della Salute, del Ministro degli Affari Esteri, del politico attivo, avvertendo molto da vicino l�importante e pluridimensionale ruolo della comunit� di Sant�Egidio.

Non sono certamente l�unico. Sono convinto che un po� tutti noi siamo stati parte della sua attivit�. Ci� perch� il nostro periodo di crescita di democrazia e integrazione all�Europa ha trovato nella comunit� un vero amico, una comunit� famosa per le sue iniziative non solo nel nostro paese, ma anche in molte altre parti del mondo, laddove ci sono crisi, guerre, povert�, quindi in altri termini, laddove ci sia stato bisogno di pace e di sviluppo. In adempimento a questa sublime missione la comunit� � diventata parte della nostra storia, un ponte di collegamento non solo tra noi e l�Europa, ma in realt� anche un ponte di collegamento tra noi medesimi, nello sforzo di uscire dalle vecchie psicologie di conflitto ed apprendere l�arte della convivenza e della cooperazione per la pace, a servizio dello sviluppo e della nostra integrazione. Con la sua filosofia di vita, il suo modo di percepire e valutare i fenomeni, non di rado � diventata per noi un importante fattore per attenuare le difficolt� e i conflitti. In moltissime occasioni l�ispiratore e il leader, Monsignor Paglia, con la saggezza, la sua diplomazia e lungimiranza, si � trasformato in un personaggio importante per il nostro paese.

La presenza tra noi di questa comunit� direi ha seguito la naturale scia dell�opera della stessa Chiesa Cattolica, a tutela dei valori, dei diritti dell�uomo, della pace, dell�integrazione, dell�emancipazione, della lotta alla povert� ed alle sofferenze umane. Il comunismo, questo male universale, si � distrutto pacificamente proprio con l�enorme contributo della Chiesa, ed in primo luogo dello stesso Papa Voytilla. Il primo e chiaro messaggio anticomunista, della speranza per noi albanesi, alla vigilia delle grandi trasformazioni nel mondo, � giunto da Otranto, nel 1982, dalle parole di questa grande figura dell�epoca moderna, Papa Giovanni Paolo II. La posizione del Vaticano era definitivamente ben chiara anche per gli abitanti del pi� isolato e represso paese europeo.

Nel conseguire questo primario e nobile obiettivo, alcuni anni pi� in l�, mise piede nella terra albanese uno dei primi emissari delle trasformazioni democratiche in Albania, Monsignor Paglia, il quale, ormai alla fine degli anni �80, aveva chiesto di aprire le porte all�isolamento degli albanesi. Da questo momento in poi la comunit� � stata onnipresente: a Tirana, tra i poveri contadini, nei centri sanitari, nelle aule delle nostre universit�, nelle capitali della politica europea e degli Stati Uniti. Quindi ovunque lo sviluppo albanese abbia avuto bisogno di sostegno.

� questo il sostegno che abbiamo sentito nei nostri momenti pi� difficili. A conferma di quanto detto cercher� di soffermarmi su un solo evento, quello della sottoscrizione dell�accordo che tutti conoscono come l�accordo di Sant�Egidio, a Roma, siglato a giugno del 1997. Tornando un po� indietro vediamo che l�Albania stava attraversando uno dei suoi periodi pi� difficili. La psicologia del conflitto e della violenza regnava sul paese, il dialogo era non altro che una vaga alternativa nelle menti sconvolte delle persone. Le elezioni politiche erano vicinissime. Il rischio consisteva sia nella possibilit� degli scontri prima e durante, in quanto nessuna delle parti era disposta ad accettare la sconfitta. La cosa pi� importante era andare alle elezioni ed accettarne il risultato, che sarebbe stato riconosciuto dagli osservatori internazionali. Per poter conseguire questi fini estremamente importanti per il particolare momento, la comunit� ci � stata di nuovo vicino ed ovviamente, il maestro dell�arte del compromesso monsignor Paglia.

L�incontro di Roma, presso la sede della comunit�, con i pi� alti esponenti della politica albanese di quei giorni, era un evento oltremodo importante per l�epoca, realizzato con l�iniziativa di questa comunit�. In questo giorno di negoziati, per poter raggiungere l�accordo, nella casa di Dio oltre ai suoi organizzatori ci sono stati vicini i mass media e molti altri amici. Oggi vorrei ricordare tra essi l�ex Ministro della Difesa italiano, l�On.le Andreatta, l�amico e l�insigne politico che � diventato uno dei personaggi di quell�evento.

In questo modo il campo d�azione di questo accordo era molto ampio in quanto tentava di garantire il superamento della crisi ed un nuovo clima politico per il periodo successivo. La firma dell�accordo nel pomeriggio era senz�altro uno dei pi� importanti atti politici raggiunti, utile al positivo proseguimento. Ci si � arrivati con il merito degli attori che l�hanno realizzato, ed innanzitutto di chi l�ha promosso, fungendo da potente catalizzatore per la sua firma. Ed � qui che si evince il grande valore di questa comunit�.

Mi sono soffermato a lungo su questo accordo, perch� rappresenta uno dei punti culminanti dell�opera della comunit� di Sant�Egidio, rappresenta in realt� uno sforzo di grande successo al fine di distanziarsi dagli atavismi e dalla vecchia mentalit� di conflitto, per incamminarsi rapidamente verso la supremazia del dialogo e della pace. Ma con questo non vorrei tuttavia sminuire i valori e n� gli influssi positivi delle altre iniziative della comunit� di Sant�Egidio in questi anni. � vero che molte di esse possono non aver avuto una riflessione mediatica come quella dell�accordo di Roma, e n� le sue dimensioni, ma questo non pu� assolutamente sminuire la loro rilevanza, considerandosi anelli della stessa e lunghissima catena di azioni utili, umane, di sostegno, ecc., compiute nel nostro paese. Certamente una tale catena di azioni e di aiuti vive i suoi momenti di apice, in realt�, in molti casi, difficile da indicare, in quanto ogni anello di questa catena pu� rappresentare in s� un elemento di cultura e prosperit�.

Questa catena di sforzi, che ha preso vita e forza 20 anni fa qui ad Assisi, dove siamo oggi riuniti, � riuscita a percorrere interi continenti, a passare per mari e monti, proprio per farsi trovare vicino all�uomo. Questa catena di valori ha attraversato l�Albania e il Kossovo. � stata presente anche in Mozambico, in Asia ed altrove con la volont� di accorciare le distanze tra le societ� e le culture, con la volont� di realizzare, in linea con la volont� e l�aspettativa di Papa Voytilla, non solo la globalisazione dell�economia, ma anche la globalisazione della pace, del benessere, al fine di attenuare i profondi contrasti economici e sociali, ancora esistenti fra i popoli, contrasti che non di rado diventano causa di conflitto, di violenza e disgrazie universali. Questa ispirazione proveniente da Assisi deve continuare ad essere il supremo obiettivo di tutti, negli sforzi congiunti di eliminare tanti dei gravi rischi che minacciano la societa moderna, a partire dall�AIDS, dalla droga, dalle perversit� morali, dalla povert� e dalla violenza, dal terrorismo e dal fondamentalismo che producono solo dolore, sofferenza e distruzione per l�intera umanit�.

Copyright � 2006 Comunit� di Sant'Egidio