Marted� 5 Settembre 2006 -  Santa Maria degli Angeli, Domus Pacis, Sala Perfetta Letizia
La Preghiera alla radice della pace

Laurentiu
Metropolita ortodosso del Patriarcato di Romania


La Liturgia Ortodossa comincia con una dossologia trinitaria: "Sia benedetto il Regno del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen". Il Regno di Dio � una comunione d'amore tra le Persone della Santissima Trinit� che si diffonde sui fedeli presenti alla Liturgia. Essendo il regno di amore, la Liturgia ha il senso della comunione di quelli che vi partecipano, che cresce continuamente in ogni Santa Liturgia fino a quando giunger� perfetto nella vita eterna.
La Santa Liturgia concede un vissuto anticipato, tramite un acconto, dei doni del regno celeste, secondo uno sforzo progressivo verso di essa nella vita terrestre. Il regno di Dio comincia qui sulla terra, tramite questo cammino liturgico della comunit� e si compie perfettamente nella vita eterna, nei cieli.
La comunione d'amore ha come premessa la pace, come dono divino; per questo anche le prime tre domande della grande litania all'inizio della Liturgia hanno come contenuto l'invocazione della pace con le sue varie valenze: La pace con Dio, la pace con il prossimo e la pace con te stesso.
Dopo l'annunzio della comunione amante della Santissima Trinit�, la Chiesa ci chiama a prepararci per essa, presentando il Regno di Dio come pace. Tramite questo ci mostra che la legge della normale vita umana verso la perfezione non � un contrasto e lotta, ma pace.
Per pace si intende, prima di tutto, la nostra pace dalle passioni, che divide l'unit� di noi e tra noi. Solo cos� noi possiamo diventare partecipi del regno celeste, come un regno della perfetta armonia in noi, dentro di noi e tra noi e Dio. A questa pace sono chiamati non solo quelli che non sono battezzati, ma anche noi fedeli. In questa pace si pu� sempre crescere. I fedeli devono porre le loro anime proprio

all'inizio della Santa Liturgia in una condizione di pace. Solo cos� potremo raccoglierci, senza inquietudine, con il pensiero a Dio, e potremo pregare insieme.
L'armonia tra i fedeli in preghiera non sar� vera solo, quando essa comprender� tutti, oppure la maggioranza. La Chiesa chiede che tutti si preparino nel seno di essa e dunque nel contesto della Santa Liturgia per questa armonia, che deve comprendere tutto il mondo e che ripresenta il fine della creazione.

1. L'inizio di ogni domanda, come preghiera in dialogo tra il sacerdote e fedeli, � una chiamata alla pace, come una condizione naturale del legame dell'uomo con Dio: "In pace preghiamo il Signore ".
In questa spinta non si afferma solo la necessit� di una pace che fa ogni fedele che non sia inquietato di qualcosa, ma lo sforzo di concentrarsi solo su Dio, Colui che dona la pace al mondo. Il celebrante chiede ai fedeli presenti prima anzitutto la pace con Dio come un fondamento per acquistare la pace interiore e mantenere la pace con il prossimo.
La pace che noi preghiamo nella Liturgia � una pace creatrice di comunione. Dalla prima domanda fino alla fine della Liturgia, ogni litania � indirizzata al plurale, � una litania di tutti, insieme, per tutti, per ciascuno di quelli che si trovano in preghiera come anche per gli altri che non sono presenti. La preghiera crea armonia e comunione. Ciascuno si sente sostenuto da tutti in preghiera e davanti a Dio. La forma di plurale "noi" della preghiera liturgica che si rivolge a Dio come un "Tu" comune per tutti, non � un semplice avvicinamento di persone umane, ma un'unione in Cristo. Proprio dall'inizio della Santa Liturgia i presenti sono chiamati a costituirsi in un solo "io" molteplice della Liturgia, in un "io" comunitario, com'� un solo Dio nella Trinit�. Dio ci vuole uniti attraverso l'amore, in un'unit� generosa, fuori d'ogni egoismo, nella quale l'amore di Dio in ciascuno � rafforzato da quello degli altri. Lui vuole che noi avanziamo tutto il tempo della Liturgia in questa unit�, sempre di pi�, fino ad un'unit� culminante tra noi e Cristo, e Cristo tra noi e gli altri, tramite la comunione insieme dello stesso Cristo.

2. Nella seconda domanda della grande litania la comunit� prega: "Per la pace che viene dall'alto e per la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore".
Questa "pace dall'alto" � proprio il regno di Dio, cos� come dice Nicola Cabasila, perch� "il regno di Dio non � cibo, n� bevanda ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo" (Rom. XI V,17).
"La pace che viene dall'alto" significa la giustizia di Dio, cio� la nostra libert� da passioni, la giustizia di cui l'Apostolo Paolo dice che � "la pace di Dio che supera tutta la mente"(Filip. IV,17). Questa pace � un dono di Dio che noi chiediamo per acquistare la nostra pace interiore e anche la pace tra noi. La vera pace orizzontale non pu� essere divisa dalla pace interiore, che viene da Cristo insieme con la salvezza.
Importante � mettere in risalto il fatto che in queste due domande si esprima un imperativo della tradizione patristica: dobbiamo prima di tutto sforzarci di acquistare la pace con il nostro potere, e dopo possiamo chiedere a Dio la Sua pace. Ecco perch� il sacerdote celebrante ci consiglia di chiedere la pace secondo il nostro potere, dopo il consiglio di pregare "in pace ", essi chiedono la pace che ci dona Dio tramite la grazia del Consolatore. Il dono di Dio corona i nostri sforzi.

3. Nella terza domanda il sacerdote prega perch� il dono di Dio si diffonda in tutto il mondo. E come questo dipende pi� meno dal nostro potere, chiediamo la pace tra tutti gli uomini dappertutto, da Dio: "Per la pace di tutto il mondo, per la prosperit� delle sante chiese di Dio e per l'unione di tutti (in fede) preghiamo il Signore". Tramite questo, dice Nicola Cabasila, si rivela che il Dio al quale ci rivolgiamo per la pace di tutto il mondo � il nostro Creatore e Proniatore di tutti. I fedeli sanno che il nostro Signore � il Padrone comune di tutti, che ha detto: "La mia pace dono a voi, non come la dona il mondo Io dono a voi" (In.14,27). La pace che Lui dona al mondo � la pace dell'umilt�, � la pace che d� la tranquillit� interiore, � la pace che si sacrifica, � la pace come dono che viene dall'alto. � per questo la comunit� chiede che, per la discesa dello Spirito Santo il mondo intero riceva il grande dono della pace. Non per caso la colomba � diventata il simbolo per ambedue le realt�: la presenza dello Spirito Santo e la pace del mondo intero. La venuta del Consolatore � tanto ben simbolizzata nella Sacra Scrittura come colomba che � scesa al battesimo del Salvatore oppure sui Santi Apostoli alla Pentecoste, e la stessa colomba � segno e simbolo della pace dai tempi antichi. � chiaro cos� che la pace � vissuta come dono dello Spirito Santo, come segno vivo della Sua presenza. Per questo dono la Chiesa prega che sia impartito al tutto il mondo.

In questa breve presentazione ho voluto mostrare che la pace tanto dono divino quanto come sforzo dell'uomo � il tema centrale della Santa Liturgia ed essa � annunziata dalle prime domande della Liturgia. L'Ortodossia vede uno stretto legame tra la pace di tutto il mondo e la pace interiore del fedele. Questo � anche l'imperativo dei nostri tempi. Questi due aspetti si condizionano e si chiedono reciprocamente, e per questo che la tutta nostra attenzione deve essere rivolta verso la toro acquisizione.

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