Marted� 5 Settembre 2006 -  La Cittadella, Teatro
Combattere la povert�

Cornelio Sommaruga
Presidente della Fondazione Caux, Iniziative per il Cambiamento, Svizzera


Leggo nel Rapporto sullo Sviluppo Umano 2006 una frase che vale la pena di meditare "One fifth of humanity live in countries where many people think nothing of spending $ 2 on a cappuccino.Another fifth of humanity survive on less than $ 1 a day and live in countries where children die for want of a simple anti-mosquito bed net".Si s� purtroppo che la povert�, malgrado le buoneintenzioni proclamate da Governi ed Organizzazioniinternazionali non diminuisce. Prendiamo per esempio ilperiodo 2000 a 2003: su una popolazione di pi� di 6miliardi nel 2000 c'erano 2,7 miliardi che vivevano al disotto della soglia della povert� e fra loro 1,3 miliardi diabitanti definiti come estremamente poveri in quantodisponevano di meno di $ 1 al giorno. Nel 2003 il numerodei poveri � cresciuto di 100 milioni, per un totalestatistico di 2,8 miliardi. Un bambino muore ogni tresecondi nel mondo a causa della povert� estrema, dicono irapporti sullo sviluppo umano. Al di l� di queste ed altrestatistiche, � possibile avanzare sin d'ora l'ipotesi che laragione di questo persistere della povert� assoluta (fame,malattie, analfabetismo soprattutto) di un quinto dellapopolazione mondiale (specialmente in Africa, dove lapovert� assoluta colpisce met� della popolazione) risiede
nel fatto che i gruppi dominanti dei paesi ricchi e le classidirigenti dei paesi poveri non hanno tenuto le promesse,in particolare nel campo delle politiche finanziarie ecommerciali.
Direi anche che ogni catastrofe naturale rivela l'estremafragilit� delle classi cosiddette popolari dove la vita e lasopravvivenza sono attaccate ad un filo. Lo stesso si pu�dire della situazioni di conflitto armato dove le vittimesono spesso nelle classi meno abbienti e quindi la loroprotezione ed assistenza, pur spesso difficile, � sempreuna priorit� per le organizzazioni umanitarie.E' inoltre importante constatare che le conclusioni direcenti rapporti nazionali ed internazionali sullasituazione sociale nel mondo, sottolineano che lapersitenza e l'aumento della povert�, non soltanto neiPaesi del Terzo mondo ma anche nelle nazioniindustrializzate, si estende alle classi medie (il cosiddettoQuarto mondo) e colpisce specialmente donne e bambini.
Ma occorre sottolinearlo: LA POVERT� NON E'INEVITABILE: SE ABBIAMO LA VOLONT� DI AGIRE, POSSIAMO ABOLIRE LA POVERT�.
Da qui � nato lo slogan proclamato in occasione delVertice del G 8 a Gleneagles in Scozia nel 2005 o meglionel concerto LIVE 8 che lo ha preceduto (si dice seguitoda pi� di due miliardi di persone) MAKE POVERTYHISTORY.
La questione che deve interessarci � di sapere come.C'� una bella esclamazione di Santa Caterina da Sienache dice: " Ora ti dico ... che ogni bene, pace, riposo, equiete nasce dalla povert�. Osserva l'aspetto dei veripoveri, con quanta allegrezza e giocondit� vivono: mai sirattristano se non per le offese che si fanno a me; maquesta tristezza non affligge, ma ingrassa l'anima". Oancora nei Fioretti di San Francesco, Frate Masseo dice"come si pu� chiamare tesoro, dove � tanta povert� emancamento di quelle cose che bisognano? Qui non �tovaglia, n� coltello, n� tagliere, n� scodella, n� casa, n�mensa, n� fante, n� fancella" E San Francesco risponde"E questo � quello che io reputo grande tesoro, ove non �cosa niuna apparecchiata per industria umana; ma ci� checi �, si � apparecchiato della provvidenza divina, siccomesi vede manifestamente nel pane accettato, nella mensa dipietra cos� bella e nella fonte cos� chiara. E per� io voglioche preghiamo Iddio che il tesoro della santa povert� cos�nobile il quale ha per servidore Iddio, ci faccia amare contutto il cuore."
E le Beatitudini degli Evangelisti ci dicono "Beati i poveriperch� di questi � il regno dei cieli".
E nel Vangelo di san Matteo troviamo una risposta chedice "Se vuoi essere perfetto, v�, vendi ci� che hai, dalloai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi".Come I Bahai che dicono "Tu sia benefico quando haifortuna e grato nella sfortuna. Merita la fiducia del tuoprossimo e guardalo con un'occhio amico. Che tu sia un tesoro per il povero, un monito per il ricco ed una rispostaal grido del soffrente." Oppure il Buddismo "Labeneficenza � una virt�. Il buono e saggio divide con glialtri, quello che ha. Con questo lui stesso si salva . Dare �salvezza."
In questo contesto � forse la frase di Madre Teresa diCalcutta la pi� forte: quella che dice "se vuoi aiutare Ipoveri, prima cambia te stesso".
Effettivamente i testi religiosi che ho citato rischiano �pur essendo stimolanti per il povero e per colui che �pronto ad aiutarlo � rischiano di presentare la povert�come fatalit�.
No, certo no, il rimedio c'� ed � nelle mani della comunit�internazionale e dei suoi dirigenti.
E' il concetto di sicurezza umana che deve prevalere.Quello che porta la sicurezza al di l� di quella territoriale,da difendere con la politica e le armi, ma piuttosto quella che mette al centro la persona umana e la sua dignit� nelsenso il pi� vasto. E' quanto ha voluto fare ladichiarazione del Millenario dell'ONU nel 2000 con gliobiettivi precisi (riduzione della met� delle personeestremamente povere fino al 2015) e che danno una chiarapriorit� allo sviluppo sostenibile (fra cui soprattutto lalotta contro la fame, la sete, la deteriorazionedell'ambiente, l'impegno per l'igiene ed educazione e lalotta contro le pandemie infettive). Sviluppo sostenibilecome lo defin� la Commissione Bruntland e cio� unosviluppo che risponde alle necessit� di oggi senzacompromettere alle future generazioni di poter rispondereai propri bisogni.
E' evidente che che bisogna rompere l'ingranaggio dellapovert� e sostituirle una dinamica di opportunit� e diricchezze su livello locale Durante dei secoli la schiavit�fu considerata ahim� come un fenomeno "naturale", quasiinevitabile ed impossibile da soporimere. Eppure nel XIXsecolo fu dichiarata illegale, realizzando sul piano legale l'uguaglianza fra gli esseri umani. E' per questo che iltempo sembra proprio venuto di dichiarare illegale lapovert� a di metterla all'indice della societ� basandoci sulprincipio "nessuno ha il diritto di essere povero". Ci�significa tirarne le conseguenze sul piano internazionale enazionale.
La sicurezza umana comporta un accrescimento dell'aiutopubblico allo sviluppo, per sostenere programmi elaboraticon l'avvallo dei governanti dei paesi poveri. Occorresoprattutto sviluppare l'infrastruttura per poterpromuovere progetti che toccano da vicino l'individuo,che creino posti di lavoro. Dunque uscire dalla povert�anche e forse soprattutto attraverso il lavoro, in quanto ilpovero dimostra di avere grandi riserve di coraggio diingegnosit�, di solidariet� e di determinazione persopravvivere ci� che � una positiva premessa per il lavoro.Anche la libert� d'iniziativa imprenditoriale , con l'aiutodel microcredito pu� essere un mezzo importante peruscire dal circolo vizioso di carit� e povert�. Pi� trasparenza e stabilit� ci sar� nei pesi poveri pi� ci sar�l'interesse all'investimento privato.
Sul piano multilaterale I governi dovrebbero innanzituttomantenere le loro promesse. Il G 8 proclama da anni unapriorit� in questo campo (debito dei paesi poveri,commercio internazionale, livello di aiuto pubblico edaltro) ...ma la realt� nelle decisioni delle Istituzioni diBretton Woods, nell'OMC ed in altri consessi decisionalimultilaterali � ben diversa. Pacta sunt servanda. � laprima reazione. Ma certo occorre anche immaginazione,per evitare di perpetrare un fallimento morale in quantodobbiamo renderci conto che non c'� mai stata tantaricchezza nel mondo come oggi.
E qui entra la societ� civile che � come in tutti gli aspettidella sicurezza umana � ha un ruolo capitale da svolgereper stimolare gli organi politici dirigenti a prendere lebuone decisioni.
E nella societ� civile le religioni e confessioni devonogiocare un ruolo di primo piano specialmente quando si tratta di povert�. La dinamica di Make Poverty History �quindi anche di loro responsabilit�.
Ci� che a tutti i costi deve essere evitato � quanto GeorgesBernanos proclama nel Dialogo di un curato di campagna,quando dice "Vi saranno sempre dei poveri in mezzo avoi , per la ragione che vi saranno sempre dei ricchi, cio�degli uomini avidi e duri che cercano non tanto ilpossesso quanto il potere !

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