Marted� 5 Settembre 2006 -  Sacro Convento, Sala Norsa
Religioni asiatiche: dialogo interreligioso e impegno per la pace

Tsunekiyo Tanaka
Scintoismo Jinja Honcho, Giappone


Egregi ospiti, cari colleghi, signore e signori,
io sono il reverendo Tanaka Tsunekiyo, vice-presidente di Jinja-Honcho, ossia l�Associazione dei Santuari Shintoisti. Sono qui oggi a rappresentare, in questa santa, bella e verdeggiante citt� di Assisi, circa 80.000 santuari Shintoisti sparsi in tutto il Giappone.

Innanzitutto lasciate che vi esprima le mie congratulazioni per il ventesimo anniversario del vostro Incontro. Stima e apprezzamento dal profondo del mio cuore vanno agli sforzi e alla dedizione della comunit� di Sant�Egidio che promuove, organizza e ospita questo Meeting internazionale.

Infatti, esattamente vent�anni fa e proprio in questa storica citt� di Assisi, ho avuto la grazia di partecipare al primo incontro in qualit� di membro della delegazione Shintoista. Questo ricordo contribuisce ad accrescere il senso di onore che avverto nel poter esprimere alcuni commenti e osservazioni in un anno molto importante per questo Incontro � il suo XX anniversario.

Signore e signori,
in questa sede ci � chiesto di intervenire in modo specifico sull�argomento: �Religioni asiatiche: dialogo interreligioso e impegno per la pace�. Sono felice di poter affermare che questo � uno degli argomenti pi� semplici per noi da affrontare, in quanto la fede Shintoista attribuisce una profonda importanza all�armonia e al dialogo come strumenti vitali per raggiungere questo scopo.
Permettetemi una parafrasi. Lo Shintoismo � una religione giapponese indigena che propugna quella che si ritiene essere la pi� antica forma di fede ad oggi. Ci� che rende alquanto unico lo shintoismo � il suo politeismo e l�assenza di un fondatore ben identificabile, di dogma documentati o di scritture.
Come ho appena detto, lo shintoismo, in quanto fede politeista, ha un certo numero di �soggetti da adorare� � o divinit�. Le divinit� spesso rappresentano un potere divino che scatena fenomeni naturali. In altri casi, le divinit� sono esseri umani deificati che lasciano tracce importanti nella storia.
Ho detto anche che lo Shintoismo ha una storia molto lunga. Infatti, i pi� antichi documenti storici giapponesi �i �Kojiki (Archivi storici), di cui � provata la stesura nel 712 d. C. � presentano numerosi ricchi e coloriti aneddoti e descrizioni di queste divinit� Shintoista. Un fatto ancora pi� sorprendente � che sono state reperite tracce di quelli che sembrano essere i precursori ancestrali dei riti shintoisti in siti archeologici che risalgono a oltre 10.000 anni fa.
Questo implica, chiaramente, che le origini della religione shintoista risalgono a epoche molto precedenti alla nascita del Giappone come nazione ben integrata. Allora, qualcuno potrebbe chiedersi: perch� e come?
Signore e signori,
l�agricoltura � in particolare la coltivazione del riso � cos� come la pesca sono state a lungo una fonte di sostentamento molto diffusa e per lo pi� efficace. Ma per quanto si trattasse di affidabili mezzi di sostentamento, erano spesso vulnerabili ai fenomeni e alle catastrofi naturali. I danni causati dai tifoni, le siccit� e le altre calamit� naturali spesso compromettevano direttamente la sopravvivenza degli sfortunati abitanti delle regioni devastate.
Non c�� da meravigliarsi, dunque, che un simile timore reverenziale nei confronti della natura abbia avuto come conseguenza una venerazione e deificazione del potere che si intravedeva dietro questi fenomeni: le divinit�, per esempio, delle piogge, dei venti, dei tuoni. Un altro aspetto da tener presente � che di fronte a eventi in grado di mettere a rischio la sopravvivenza stessa era indispensabile che gli abitanti collaborassero.
Di conseguenza ciascun villaggio cominci� a venerare gli antenati dei propri residenti come protettori e come presenza spirituale in grado di calmare la natura. Contemporaneamente, gli stessi abitanti pregavano per la pace e per un buon raccolto dando enfasi all�armonia all�interno dei loro villaggi.
Tale senso di timore reverenziale e di gratitudine, e il concetto di armonia si sono stratificati e fissati profondamente e in modo diffuso nella mentalit� giapponese nel corso dei secoli, dando forma infine a una fede che oggi prende il nome di Shintoismo. E tale fede, senza dogmi o scritture, � stata tramandata fino ad oggi come elemento fondamentale della societ� giapponese.
In altre parole, lo Shintoismo costituisce la base della moralit� e dell�etica giapponese. Ed � stata trasmessa dai padri ai figli ai pronipoti.
In termini pragmatici, lo shintoismo oggi viene definito semplicemente come �una delle� diverse grandi religioni. Ma pochi giapponesi oggi considerano un santuario shintoista come una semplice struttura religiosa. Alcuni non riescono neanche a distinguere un santuario shintoista da un tempio buddista. E mi affretto ad aggiungere che questa sorte di confusione non ha mai provocato alcuna controversia.
Vi posso dire a titolo informativo che non � raro trovare un tempio buddista costruito accanto a un santuario shintoista. Quasi nessun giapponese troverebbe strano questo fatto. Pu� suonare strano ai relatori o al pubblico presente, ma la maggior parte dei visitatori non fa caso a questa sorta di vicinanza e si reca a venerare sia il santuario che il tempio.
Ho parlato finora delle relazioni e delle culture presenti oggi in Giappone. Ma non credo che questo genere di relazioni sia esclusivo del mio paese. Accademicamente parlando, dal punto di vista degli studi religiosi, qualsiasi fede viene generata dal �terreno culturale� di una regione e di un popolo definiti.
La ragione per cui una religione sopravvive �, prima di tutto, che ci sono delle necessit� culturali che portano ad abbracciare tale fede specifica. Se date uno sguardo al mondo, non sar� difficile capire che una religione � strettamente correlata alla cultura del suo ambiente. Al punto che questi due elementi sono difficilmente separabili.
Ci� nonostante, devo ammettere che tali stretti legami religioso-culturali a volte si trasformano in miccia per confronti difficili e controversi. Le persone pensano a cose diverse in modo diverso, a seconda del tipo di ambiente in cui sono cresciute.
Inoltre, occorre notare che le fedi e le culture sono state prodotte dalla lunga storia e tradizione di un dato paese o regione. Questo a volte provoca prese di posizione assolutamente inconciliabili in termini di riflessione filosofica e di opinione. Tristemente, l�uomo essendo umano tende spesso a giustificare solo quello che ritiene giusto.
E� fonte di enorme rammarico il fatto che ancora oggi, a 20 anni di distanza dal nostro primo Incontro, si debba assistere a confronti e persino a scontri in tutto il mondo. Ci� che peggiora la situazione, rendendola persino pi� grottesca, � che tali conflitti vengono spesso descritti come �confronti religiosi�, mentre la maggior parte di essi, se non tutti, sono semplicemente di natura politica o economica.
Ci� che � pi� importante, in certi casi, credo sia una buona capacit� di ascolto in un sincero tentativo di raggiungere l�armonia. Consentitemi di fornirvi un esempio tratto dalla mitologia giapponese, i documenti Kojiki, che ho citato in precedenza e che costituiscono uno dei pilastri della filosofia scintoista.
In una serie di aneddoti narrati nel documento, le divinit� si riuniscono, si consultano, dibattono e discutono al fine di decidere su aspetti di reciproco interesse. Il processo decisionale delle divinit� non � n� di tipo dittatoriale n� egocentrico: ci� che nutrono � un desiderio di dialogo e il loro obiettivo consiste nel trovare la soluzione migliore per l�intera comunit� divina.
Possiamo imparare molto da queste divinit�. Non bisogna mai rifiutare un�opinione diversa dalla nostra. Bisogna ricordare sempre l�importanza dell�armonia e occorre ascoltare e comprendere gli altri. Occorre avviare un dialogo costante e cercare, infine, di portare alla luce, dal pantano del disaccordo, il gioiello rappresentato dagli elementi che ci accomunano.
Signore e signori,
ci� che vorrei evidenziare, qui e ora, � che tale atteggiamento non � � e ripeto, non � � esclusivo dello shintoismo. Ogni singola fede sulla terra condivide questo stesso spirito. E� troppo facile pensare che le differenze religiose e culturali siano degli ostacoli insormontabili al dialogo. Si tratta di un errore grossolano. Perch�?
Perch� le religioni aspirano tutte a una vita pacifica e perch� le culture hanno cara l�armonia. E� cos� che l�uomo pu� cominciare a essere tollerante e a nutrire rispetto per gli altri. La vita delle persone � strutturata sulla base di culture che sono state sviluppate a fatica nell�arco di un lungo lasso temporale. Se si ammette ci� non si pu� biasimare o accusare le altre fedi di essere uno strumento che acuisce il confronto.
Signore e signori,
La missione a noi affidata, in quanto comunit� religiosa, consiste nell�intensificare gli sforzi in modo che il pubblico possa ancora una volta riconoscere questo fatto importante.
E da ultimo, ma non per questo meno importante, consentitemi di pregare per la vostra salute e per i vostri successi. Che le nostre divinit� vi benedicano.
Grazie per la vostra attenzione.

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