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Liturgia di ringraziamento per il 50mo anniversario della Comunità di Sant'Egidio

10 febbraio, ore 17,30 Basilica di San Giovanni in Laterano

 
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18 Novembre 2008 15:15 | Center of the Old Town

Meditazione di Crescenzio Sepe



Crescenzio Sepe


Cardinale, Arcivescovo di Napoli, Italia

Meditazione su 1 Giovanni 4, 16b - 21

Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

Cari fratelli e care sorelle, “Dio è amore e chi abita nell’amore abita in Dio e Dio abita in lui”. Così abbiamo ascoltato nella prima lettera di Giovanni.

Dove abita Dio? Era la domanda di Israele ed è la domanda profonda di ognuno di noi. Come e dove incontrare il Signore? Il re Salomone nella sua saggezza, dopo aver edificato il tempio, si rivolse al Dio onnipotente dicendo: “E’ proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli dei cieli non ti possono contenere, tanto meno questa casa che io ti ho costruito” (1 Re 8,27). Dio ha mandato il suo Figlio Unigenito ad abitare in mezzo a noi, e in Lui si è reso visibile il grande amore che Dio ha per l’umanità. In questi giorni noi abbiamo sperimentato ancora una volta la verità e la gioia dell’amore di Dio, che possiamo vivere perché egli è venuto ad abitare in mezzo a noi. Questa presenza si è rivelata nell’amore con il quale siamo stati accolti dalla Chiesa di Cipro e dal suo Arcivescovo, si è manifestata nel nostro amore vicendevole, perché tutti protesi alla ricerca comune della pace in un mondo diviso e segnato dalla violenza e dai conflitti, si è rivelata in questi ventidue anni di incontri che la Comunità di Sant’Egidio con pazienza e tenacia ha voluto continuassero.

Sì, l’amore ha vinto il timore che ci divideva dagli altri, quel timore che allontana e induce al pregiudizio e alla diffidenza. L’amore perfetto infatti, dice Giovanni, scaccia il timore. Nella paura si nasconde la tentazione del maligno che vuole allontanarci, che crea inimicizia. La paura ci abitua a pensare che le divisioni ancora esistenti tra noi cristiani siano insuperabili e ci induce ad accettarle come qualcosa di normale.

In questi giorni, pur nella consapevolezza della distanza che talvolta ci separa e della ferita della divisione, abbiamo vissuto gli uni accanto agli altri, abbiamo scoperto che nell’amore vicendevole, nell’incontro, nel colloquio, la paura perde la sua forza, e così ci siamo trovati più vicini e più fratelli. E’ il miracolo di Cipro, come è stato il miracolo di Assisi e il miracolo di Napoli che ha posto radici nella mia città, è il miracolo che ogni anno si ripete con la Comunità di Sant’Egidio: uomini e donne di religioni diverse, cristiani di differenti Chiese e Comunità sono stati abitati dall’amore di Dio e hanno ritrovato negli altri quell’immagine che Dio ha posto fin dall’inizio in ogni sua creatura. Nell’amore abbiamo così visto che Dio abita in noi e che il Cristo risorto ha vinto per sempre il timore.

Cari fratelli, dobbiamo essere grati al Signore perché davvero l’amore viene da Lui e noi ne siamo stati toccati e ne siamo testimoni. Noi cristiani con più chiarezza contempliamo in Gesù la gratuità dell’amore di Dio, che ci induce a non aspettare mai che siano gli altri ad amarci per primi, ed a scoprire che è nostro compito amare per primi il fratello perché siamo stati amati da Dio senza nostro merito e senza misura.

La preghiera di questa sera ci purifica da quei sentimenti e pensieri che ci tengono lontani e permette ad ognuno di noi di accordarci con il cuore di Dio e con l’amore che viene da Lui per obbedire sempre al suo comandamento: “Chi ama Dio ami anche il proprio fratello”. Siamo consapevoli di avere tutti il debito di un amore vicendevole. Questa consapevolezza, che è anche parte essenziale della nostra fede, si è rafforzata durante i nostri incontri e i nostri colloqui. Chiediamo al Signore di mantenerci tutti nello spirito che abbiamo respirato a Cipro, perché contribuiamo con l’amore che vince il timore a rendere il mondo più umano e ad avvicinare gli uomini e i popoli.



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