ComunitÓ di S.Egidio


Patriarcado
de Lisboa


26 settembre 2000

APPELLO FINALE

 

Mentre entriamo nel Terzo Millennio, donne e uomini di religioni diverse provenienti da tante parti del mondo, ci siamo riuniti a Lisbona per invocare da Dio il grande dono della pace. Abbiamo camminato assieme, e da questo Oceano abbiamo accolto meglio le attese di pace e di giustizia del mondo. Il dialogo, l'amicizia, il rispetto reciproco hanno fatto emergere le differenze e le ricchezze di ognuno: questo non ci ha allontanato, anzi ci ha resi pi¨ vicini, pi¨ impegnati nel comune lavoro per rendere pi¨ umano e vivibile il nostro pianeta.
Siamo stati raggiunti dalle domande dei poveri, dei prigionieri della guerra, della paura e dell'odio. Abbiamo negli occhi e nel cuore le sofferenze dell'Africa e dei popoli poveri della Terra. Abbiamo visto da vicino le conseguenze inumane dello sfruttamento insensato del pianeta. Sappiamo le possibilitÓ immense e i rischi della globalizzazione, se senza anima.
Siamo scesi nel profondo delle nostre tradizioni religiose e della memoria. Per questo, con forza, affermiamo ancora pi¨ solennemente di ieri: le religioni non giustificano mai l'odio e la violenza. La pace Ŕ un bene indivisibile, viene da Dio e appartiene all'intera umanitÓ. Parlare di guerra di religione Ŕ un'assurditÓ e contraddice il nome pi¨ bello di Dio, che Ŕ pace.
La via per superare la diffidenza e i conflitti Ŕ il dialogo. Il dialogo non indebolisce l'identitÓ di nessuno, ma provoca ogni uomo e ogni donna a vedere il meglio dell'altro e a radicarsi nel meglio di sÚ. Nulla Ŕ mai perduto con il dialogo. Tutto Ŕ possibile con il dialogo. Il dialogo - lo ripetiamo - Ŕ la medicina che cura le ferite della divisione e rigenera in profonditÓ la nostra vita, mentre radica ognuno nella veritÓ, nella testimonianza reciproca, nella caritÓ e nell'amicizia.
Siamo venuti a Lisbona come cercatori di pace e abbiamo visto crescere in questi giorni una comunitÓ di cui il mondo ha bisogno, la comunitÓ dei cercatori di pace. E' una comunitÓ fatta di religioni, di storie, lingue, sensibilitÓ diverse. E' la nostra ricchezza, e il nostro futuro.In questa comunitÓ di cercatori di pace, Ŕ depositato il seme che aiuta a essere pi¨ umani e pi¨ credenti. Chi si unisce ad essa impara meglio a vivere senza nemici. Ci impegniamo ad allargare, con i nostri fratelli e sorelle, questo spazio del dialogo con l'arte dell'incontro.
Non abbiamo potenza, ma solo la forza debole della fede, della preghiera e dell'amicizia. La preghiera e l'amicizia purificano il nostro cuore e ci aiutano a dire l'un l'altro la parola difficile e impegnativa del perdono.
Mai pi¨, allora, la guerra.
Conceda Dio al mondo intero e a ciascun uomo e a ciascuna donna il meraviglioso dono della pace!