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4 Octobre 2010 09:30 | Casal del Metge - Sala d'Actes

Barcellona 2010 - Intervento di Cornelio Sommaruga



Cornelio Sommaruga


Président émérite du Comité international de la Croix-Rouge, Suisse
Nel Manoscritto del 1692, trovato nell’antica Chiesa di San Paolo a Baltimora si legge, all’inizio
DESIDERATA, VA SERENEMENTE IN MEZZO AL RUMORE ED ALLA FRETTA E RICORDA QUANTA PACE CI PUÒ ESSERE NEL SILENZIO.
E poi, alla fine
NONOSTANTE TUTTA LA SUA FALSITÀ, IL DURO LAVORO ED I SOGNI INFRANTI, QUESTO È ANCORA UN MONDO MERAVIGLIOSO, SII PRUDENTE. FA DI TUTTO PER ESSERE FELICE.
 
Mondializzazione o no (il manoscritto è del 1692), siamo chiamati ad assumere le nostre responsabilità.
L’ho fatto spesso e lo ripeto oggi : è ora di essere coscienti della necessità di mondializzare la responsabilità. Responsabilità dei governi certo, ma anche delle forze plotiche, della società civile, degli ambienti economici, dei media, del mondo accademico, delle religioni e confessioni e responsabilità – last but not least – di ogni individuo in questo mondo di agire, specialmente nelle nostre società aperte, intervenendo nel dibatttito pubblico e nella costruzione di decisioni politiche. La vera sfida consiste nel sottolineare i valori umani e la dimensione spirituale ed etica della vita politica ed economica. Non dimentichiamo che i sistemi politici danno delle linee di comportamento attraverso la legislazione e le leggi delle nazioni riflettono le norme morali che ne sono alla base. 
La mondializzazione delle responsabilité comporta la ricerca costante dei mezzi per rinforzare la sicurezza umana. Penso alla sicurezza di uomini, donne e bambini – la loro sicurezza fisica, la loro condizione economica e sociale, il rispetto della loro dignità e valori come esseri umani e la protezione dei loro diritti e libertà fondamentali, in particolare le loro scelte religiose e spirituali.
Non dimentichiamo che l’esclusione e la disperaazione sono spesso una causa di violenza. Inoltre attualmente l’umiliazione, che era a lungo stata ignorata, conduce spesso attraverso il radicalismo, che testimonia di una certa impazienza, al terrorismo. Basta guardare intorno a noi :
l’umiliazione porta a rinnegare ogni forma di dialogo – che dovrebbe essere l’arma dei deboli. Ed anche l’egemonia occidentale, che è spesso compresa come profondamente ingiusta, la religione diventa l’arma del rissentimento.
Potremmo allora chiederci quali sono le priorità della comunità internazionale in questo XXI secolo – che è iniziato ben male !-. La risposta è mi sembra molto chiara nel doiscorso di Kofi Annan a Oslo, quando ricevette per lui e per l’ONU il Premio Nobel per la Pace del Centenario. Egli disse : eliminer la pauvreté, prévenir les conflits et promouvoir la démocratie, et – continua – Il faut un monde débarrassé de la pauvreté pour que tous les hommes et toutes les femmes puissent exploiter leur potentiel. Il faut que les droits de l’homme soient respectés pour que les différends puissent être réglés dans l’arène politique, par des moyens pacifiques. Il faut un environnement démocratique, fondé sur le respect de la diversité et la concertation, pour que les individus puissent s’exprimer librement, choisir le gouvernement qui leur convient et jouir de la liberté d’association.  
Effettivamente nel mondo contemporaneo occorre più equità, più solidarietà ed una più giusta ripartizione dei beni. Siccome le risorse non si muovono per conto loro, occorre muovere i cuori. E come lo diceva Chiara Lubich a Caux nel 2003 « Bisogna diffondere l’idea della fratellanza e diffonderne lo stile di vita ed anche l’idea della fraternità universale, in quanto il problema è universale. Un fratello si occupa del suo proprio fratello, e sa come aiutarlo, sa ripartire i beni con giustizia». Ed ancora 
« Da dove se non dalle grandi tradizioni religiose, può partire una strategia di fraternità, strategia suscettibile di marcare una svolta nelle relazioni internazionali ? »
Nel suo messaggio per la Giornata mondiale della Pace il 1° gennaio 2009 anche Papa Benedetto XVI ci dice che il combattimento contro la povertà sotto tutte le sue forme è la condizione sine qua non della costruzione della pace. Egli ci ricorda che nella povertà bisogna ricercare un senso spirituale e morale, ma anche che esiste una povertà immateriale che non è la conseguenza diretta ed automatica di carenze materiali.. E`vero : la miseria ha molte facce  non ci appartiene di scelgliere fra i poveri. 
La crisi finanziaria ci ha fatto scoprire negli ultimi anni con evidenza l’homo economicus, questo nuovo e moderno dinosauro che tenta di sterminare il suo rivale l’homo sapiens. È una menzogna di far credere all’uomo che il solo obiettivo che può motivare la sua esistenza è di diventare il più ricco del cimitero e che tutto finirà nelll’orrore della tomba. E’ quindi l’ultimo momento per moralizzare l’economia e di metterla al servizio del bene comune dell’umanità, che sarà per tutti o per nessuno !
Ciò porta a riflettere sulle regole dell’economia di mercato. Essa ha un senso se la solidarietà e la fiducia reciproca sono presenti negli attori del mercato. Ciò significa che bisogna combattere ogni forma di fondamentalismo di mercato.
Per rivenere al tema di questa tavola rotonda che richiama la gratuità è evidente che il servizio alla società non può e non deve sempre essere rimunerato. Il benevolato è un elemento essenziale delle relazioni sociali anche nel XXIsecolo.
Per me uomo Croce-Rossa la parabola del Buon Smaritano del Vangelo di San Luca è un ottimo esempio di umanità, indipendenza, imparzialità e neutralità.Il Samaritano, che andando verso Jerico – dunque straniero in terra Giudea – vede un povero individuo ferito ed abbandonato, al quale prima di lui un levita ed un prete non hanno fatto attenzione. Lui spinto dal suo senso di responsabilità umanitaria, lo soccorre e lo porta all’ostello più vicino, in piena indipendenza, senza essere mandato da un’autorità superiore. Ed è imparziale in quanto non si domanda chi sia il ferito e quale sia la sua origine ed è neutro perché non vuole sapere chi lo ha attaccato e conciato in quel modo.
Che bel esmpio di benevolato umanitario 2000 anni fa … ma fattibile anche oggi, tutti i giorni ed ovunque : questa è la Croce Rossa.
Due punti per concludere :
° in questa mondalizzazione delle responsabilità bisogna ricordarsi quanto diceva nel giugno 2004 la Commissione ad alto livello sulla Società Civile, presieduta da Fernando Henrique Cardoso ex Presidente del Brasile. Une meilleure intégration de la socieété civile et un renforcement du rôle des parlementaires dans les délibération internationales permettraient de s’attaquer à une des principales incohérences du monde politique contemporain. A savoir que la substance de la politique est de plus en plus internationale, tandis  que  le processus de la politique (la façon dont on arrive aux décisions) reste essentiellement national.
° Ed infine come vecchio boy-scout, non posso dimenticare quanto diceva il fondatore del movimento, Lord Baden Powell
Un vero scout è considerato come 
Uno che di cui ci si può fidare,
 uno che non mancherä mai al suo dovere, anche se questo comporta rischi e pericoli …
Il vero modo di essere felici è quello di  procurare la felicità agli altri.
Mantenete la vostra promessa scout (ascoltare e rispettare gli altri, offrire il nostro aiuto, condividere) anche quando non sarete più ragazzi e Dio vi aiuti ! Ciò richiama quanto detto all’inizio citando il Manifesto del 1692 e va perfettamente nella mndializzazione delle responabilità
Ed anche sul tema la gratuità sul mercato globale vale l’appello di Dante Alighieri nell’ Inferno 
Considerate la vostra semenza, Fatti non foste a vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza !
 


Barcelona 2010

Mensaje
del Papa
Benedicto XVI


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