change language
sei in: home - ecumenismo e dialogo - incontri... la pace - antwerp ...e future newslettercontattilink

Sostieni la Comunità

  
Peace is the future

 
versione stampabile
9 Settembre 2014 09:30 | Thomas More, Campus Carolus, Aula 109

Intervento


Oded Wiener


Già direttore generale del Gran Rabbinato di Israele

Ho avuto il privilegio di partecipare a diversi incontri organizzati dalla Comunità di Sant Egidio e non ci sono dubbi sul loro significativo contributo alla presa di coscienza e alla comprensione tra le religioni, realizzata attraverso dialogo fecondo e incontri individuali tra leaders delle diverse religioni. 

Questa importante conferenza con la sua sola esistenza testimonia il desiderio che tutti noi condividiamo di creare un mondo buono, elevato, migliore, in cui lo spirito e la pace abbiano la meglio e la violenza e l` aggressività non abbiano parte.

Prima e oltre il desiderio di un mondo migliore libero da violenza, c`e` un denominatore comune che unisce noi che siamo oggi qui riuniti ed e`: la fede in un unico Dio e la consapevolezza che l’uomo non e’ una creatura indipendente, illimitata, libera di vincoli e critiche. Affatto. Chiunque incontra Dio vede l’uomo. 

Guardiamo alle nostre radici e vediamo quale lezione essenziale possiamo trarre.

L’uomo fu creato a immagine di Dio, come la Bibbia lo descrive al principio della creazione.

Quale e’ il significato dell’idea che l’uomo fu creato a immagine di Dio? Significa che possiamo vedere in ogni persona una sorta di somiglianza con il Creatore.

Le nostre fonti Talmudiche hanno prodotto profondi commenti che gettano nuova luce sulla creazione dell’uomo e che ci aiutano a vedere il significato più profondo dietro le parole della Bibbia.

Questo e’ particolarmente importante per il tema di oggi, e spiega perché la Bibbia si preoccupi di raccontarci che tutti noi discendiamo da Adamo, il primo uomo.

La Mishna e la Gemara nel trattato Sanhedrin ci insegna molte verità a questo proposito: " l ’ uomo fu creato come singolo individuo per insegnarci che chiunque distrugge una singola vita e’ come se distruggesse il mondo intero; e chiunque salva una singola vita e’ come se salvasse il mondo intero", dal momento che il mondo intero fu creato da Adamo che era un singolo individuo.

" L’ uomo fu creato come singolo individuo anche per amore della pace tra gli uomini, cosicché nessuno possa dire ad un altro, mio padre era più grande del tuo – dato che tutti discendiamo da Adamo (ed Eva) ".

"Un singolo uomo fu creato per mostrare la grandezza di Dio, perché  un uomo stampa molte monete da un singolo stampo, e sono tutte simili, ma il Re dei Re ha stampato ogni uomo dallo stesso stampo di Adamo e nessuno e’  uguale al suo simile. Come i loro volti sono diversi, così  anche le loro opinioni  - e tutti sono fatti dal Creatore e sono suoi figli".

La descrizione delle origini dell’  umanità e’ destinata a rendere ogni individuo consapevole del suo valore, in quanto creato ad immagine di Dio, in modo che gli uomini preservino e accrescano questo valore.

Queste cose sono di massima importanza, con conseguenze per i doveri che l’uomo ha di comportarsi in modo da rendere onore all’immagine e allo spirito di Dio dentro di sé e all’immagine e allo spirito di Dio nel suo prossimo. Qualsiasi sia la sua religione e le sue opinioni, la sua nazionalità, l’uomo e’ innanzitutto un essere umano e deve trattare i suoi simili di conseguenza.

Inoltre, la Bibbia ci mostra quanto possono essere importanti le azioni di un leader religioso nell’influenzare il suo popolo, la sua generazione e anche il mondo intero.

Abramo, padre della civiltà umana moderna, fu uomo di carità, fede, visione e azione, la sua tenda era sempre aperta nei quattro punti cardinali per nutrire l’affamato e il bisognoso, senza guardare alla sua religione o opinioni, traendo tutti i popoli più vicino al loro Padre nei cieli.

Questa sembra essere la ragione per cui l’Onnipotente scelse Abramo per condurre l’umanità. 

Una delle più profonde omelie nelle nostre fonti e’  stata pronunciata su questo versetto.  Il rabbino Akiva disse  - "Ama il tuo prossimo come te stesso – questa e’ una regola fondamentale nella Torah" – intendendo dire che quando un uomo e’ libero dall’egoismo e il suo prossimo gli diventa caro come il suo corpo, solo allora egli adempie il suo vero ruolo e destino. Il Rabbino Akiva parla dell’importanza dell’altro - l’amico, il vicino, il familiare, il concittadino – mentre il Rabbino Ben Azai dice che il libro della storia dell’uomo e’ anche più grande di questo, perché sottolinea l’unita’ della razza umana e l’uguaglianza di tutte le creature davanti a Dio, poiché   tutte sono state create ad immagine di Dio e tutte sono pari ai Suoi occhi.

Una delle principali cause della violenza nel nostro mondo e’ il tentativo di forzare gli altri ad adottare opinioni e credenze con la costrizione fisica. Senza un impegno spirituale e il desiderio di accettare un credo o una religione, nessuna adorazione di Dio e’ possibile. E se il cuore, l’anima e il sentimento di una persona non accettano credo e religione, non ha senso a forzarlo ad accettare qualcosa in cui non crede liberamente.

L’uso della violenza e l’aggressività’ da parte di un credente e’ in chiaro e assoluto contrasto con le strade di Dio.

Tante e tante volte il mondo ha visto leader religiosi, luoghi santi e santuari diventare un ostacolo alla comprensione e al dialogo tra diverse religioni e alla coesistenza tra popoli di diversa fede. E moschee, chiese e sinagoghe diventano sempre più obiettivi di attacchi terroristici.

Questo ci impone di salvaguardare l’integrità e la dignità dei luoghi sacri, dei luoghi di culto e dei cimiteri di tutte le comunità religiose. 

E’ importante sottolineare che il ruolo delle persone di fede e soprattutto dei leader religiosi è di essere il compasso e la coscienza morale del mondo e di svegliare il genere umano con un grido di fronte ad ogni uccisione, ingiustizia e al male.

Il profeta Malachia dichiara: “Allora quelli che temono l’Eterno si son parlati l’un all’altro e l’Eterno è stato attento ed ha ascoltato; e un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono l’Eterno e rispettano il suo nome” (Mal 3:16)

Il dialogo è un valore del servizio divino stesso. Il dialogo tra credenti è considerato da Dio una manifestazione della devozione a Lui. Coloro che favoriscono il dialogo e la pace rispondono positivamente ad ogni idea o emozione senza arroganza e senza negare l’altro. Essi vedono il bene e il lato positivo in ogni persona, nazione e gruppo etnico.

Ogni dialogo deve essere fondato sull’onestà reciproca, sull’amicizia e il decoro nel rispetto delle fedi religiose e dell’identità di ciascuno. Senza che nessuno cerchi di cambiare la fede dell’altro, tutti i leader religiosi devono cooperare per promuovere i valori che tutti condividiamo, valori di giustizia, carità, compassione e naturalmente pace.

C’è un magnifico saggio dell’ultimo rabbino Kook, il fondatore dal Rabbinato di Israele, sul tema del dialogo e della pace. L’idea principale espressa lì è che come la bellezza della melodia di un coro o di un’orchestra non viene da voci identiche ma invece da voci diverse e varie che si congiungono in armonia – allo stesso modo la verità universale, il dialogo e la pace saranno costruite a partire da diversi pensieri e prospettive, a partire da opinioni e metodi diversi, tutti con un posto e un ruolo nell’armonia della vita. Questa unità delle forze, degli opposti arricchisce il dialogo per la pace di ulteriore forza, bellezza e perfezione.

La luce della fede e la luce di un’azione positiva da parte dei capi religiosi, come un esempio vivente e personale, aiuterà ad allontanare l’oscurità e il male dal mondo. Se il messaggio al mondo che emerge oggi qui è il bisogno vitale di preservare e salvaguardare l’immagine di Dio in noi e il bisogno vitale di dialogo e mutua comprensione, questo sarà di enorme valore.

E se riusciremo anche su piccola scala, avremo giustificato il nostro incontrarci qui e lo scopo della nostra esistenza come persone che agiscono in nome di Dio.

Se ricordiamo che “siamo tutti figli di un uomo” e se ogni “persona aiuterà il suo prossimo e rafforzerà sua fratello” allora la profezia di Isaia sarà adempiuta “essi forgeranno le loro spade in aratri, le loro lance in falci; nessuna nazione alzerà più la spada contro un’altra nazione e non ci sarà più la guerra”….

 

PROGRAMMA
PDF

PROGRAMMA DELLE DIRETTE WEB

Segui l'evento in streaming


NEWS CORRELATE
31 Gennaio 2018
MONACO, GERMANIA

La Comunità di Sant’Egidio ricorda il prof. Joachim Gnilka scomparso a Monaco all’età di 90 anni.

IT | DE
30 Gennaio 2018
BANGUI, REPUBBLICA CENTRAFRICANA

Chantal, Elodie e le altre: storie di bambini e non solo in cura con il programma DREAM a Bangui, capitale del Centrafrica

IT | ES | DE | FR | CA | NL
28 Gennaio 2018
MONACO, GERMANIA

'Il piatto più buono è quelllo dell'amicizia': lo offre Sant'Egidio a tanti amici nelle periferie di Monaco di Baviera


Visita di Marco Impagliazzo alla Scuola della Pace e alla mensa
IT | DE
25 Gennaio 2018
ROMA, ITALIA

Centrafrica, il presidente Touadera a Sant'Egidio: prosegue il processo di pace, parte ora la nuova fase del disarmo

IT | ES | DE | FR | PT | CA | ID
24 Gennaio 2018
Comunicato Stampa

Centrafrica, domani il presidente in visita a Sant'Egidio: Colloqui sul processo di pace e incontro con la stampa

IT | PT
15 Gennaio 2018

'Fare Pace - la diplomazia di Sant'Egidio' è in libreria


Alla vigilia del 50mo, un libro per comprendere il lavoro per la pace di Sant'Egidio
IT | ES | DE | PT
tutte le news correlate

NEWS IN EVIDENZA
7 Febbraio 2018

50 anni di Sant'Egidio: la gioia del Vangelo da Roma alle periferie del mondo


La Comunità compie 50 anni. Una storia cominciata il 7 febbraio 1968 a Roma da Andrea Riccardi con un piccolo gruppo di liceali che volevano cambiare il mondo...
IT | DE | PT
7 Febbraio 2018

'Un aspetto chiave di Sant'Egidio è la sua dedizione al dialogo' Da Yad Vashem, il Memoriale dell'Olocausto a Gerusalemme, gli auguri per il 50mo

IT | DE
7 Febbraio 2018

'Vi auguro di continuare la vostra missione per la pace': Ahmad Al-Tayyeb, Grande Imam di Al-Azhar, per i 50 anni di Sant'Egidio

IT | DE

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
26 Febbraio 2018
Roma sette
Congo e Sud Sudan, Gnavi: «La liberazione ha il nome di Gesù»
23 Febbraio 2018
Domradio.de
"Wir können Frieden organisieren wie andere den Krieg"
22 Febbraio 2018
Famiglia Cristiana
La preghiera sia un urlo contro le guerre
21 Febbraio 2018
SIR
Giornata preghiera e digiuno: Comunità di Sant’Egidio, adesione all’invito del Papa. Veglia nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma e in molte città italiane
21 Febbraio 2018
Vatican Insider
Sant’Egidio si unisce alla Giornata di digiuno per Congo e Sud Sudan indetta dal Papa
tutta la rassegna stampa correlata